Split payment, uno spiraglio con il Milleproroghe

Si profila uno spiraglio alla questione dello split payment. Tra le modifiche proposte dai relatori al decreto Milleproroghe c’è, infatti, anche l’innalzamento dell’anticipo sugli appalti al 15% per rispondere ai problemi di liquidità delle imprese, anche dopo l’introduzione dello split payment dell’Iva nei confronti della Pubblica amministrazione. Lo split payment, introdotto dalla legge di Stabilità 2015, secondo l’Ance aggrava l’equilibrio finanziario delle imprese che operano nel settore dei lavori pubblici, togliendo alle imprese del settore dell’edilizia 1,3 miliardi di euro di liquidità all’anno e mettendo a rischio la sopravvivenza delle aziende. La misura pone a carico delle pubbliche amministrazioni il versamento dell’Iva relativa alle cessioni di beni e prestazioni di servizi. Una norma che impone un costo più alto alle imprese di costruzioni, che realizzano prodotti sui quali si applica un’aliquota Iva ridotta. In tali casi, l’impresa assume, anche dopo la compensazione tra Iva pagata sugli acquisti ed Iva incassata dalle vendite, una posizione di credito nei confronti dell’erario, che le impone lunghe attese per ottenerne il rimborso. Secondo una stima Ance su dati della relazione tecnica di accompagnamento al disegno di legge di stabilità 2015, l’ulteriore perdita di liquidità per le imprese derivante dal versamento dell’Iva direttamente da parte della P.a., risulta pari a circa 1,3 miliardi di euro in un anno. Per l’Ance inoltre si tratta di una misura dagli scarsi effetti di gettito sul settore delle costruzioni, già interessato da strumenti in grado di misurare la compliance fiscale delle imprese.cantiere-ponteggio

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