Processi logistici del magazzino: sì ai software WMS , ma non basta

logistica

Il Wms (Warehouse management system) è un software che viene installato nelle aziende al fine di facilitare e/o migliorare i processi logistici del magazzino.

Con le agevolazioni previste da Industria 4.0 numerose aziende in questi ultimi anni hanno optato per l’installazione del software. In alcuni casi il risultato non ha portato a evidenti benefici operativi, mentre in altre occasioni i tempi per raggiungere un livello di regime sono stati molto lunghi.

Le cause dell’insuccesso o dell’insoddisfazione dimostrata dalle aziende che hanno scelto questa soluzione tecnologica non sono da attribuirsi al software in particolare, bensì a una scarsa riorganizzazione dei processi logistici.

Per cercare di ovviare a queste spiacevoli situazioni l’azienda dovrebbe fare un approfondito studio per mettere in evidenza tutti quei momenti in cui il processo fisico e il processo contabile devono essere perfettamente allineati. 

Il percorso di studio deve partire dalle fasi di accettazione, quando il materiale arriva in azienda. In tale fase i prodotti free pass devono essere prontamente caricati nella piattaforma software per renderli disponibili alla vendita o alla produzione. Diversamente, quando si prevede un controllo qualitativo in ingresso, deve essere dichiarata la presenza del materiale, ma la non disponibilità al suo uso.

Altra raccomandazione è la codifica del materiale, che deve essere chiara, univoca, flessibile. La scelta del supporto su cui rappresentare il codice è frutto di valutazioni sul medio lungo termine. Per esempio, l’adozione di un codice a barre a matrice consente in un unico codice di avere anche informazioni utili alla tracciabilità, come il numero seriale o il lotto.

Una volta accettati e controllati i materiali devono essere stoccati. In tal caso è necessario definire le regole di ubicazione della scorta (per rotazione, per peso, per famiglia, eccetera). L’ubicazione rende necessaria la mappatura, ognuna deve essere univocamente identificata sia che essa sia destinata allo stoccaggio che al prelievo.

Il processo di prelievo deve essere organizzato al fine di rendere veloci le operazioni, così che il Wms può fornire anche algoritmi di routing necessari per minimizzare i percorsi di prelievo degli operatori.

Infine, c’è il consolidamento del prodotto prelevato e la preparazione per lo spostamento (materie prime e semilavorati) o per la vendita (prodotti finiti). In questa fase devono essere prodotte correttamente tutte le etichette necessarie per la spedizione.

Ultima, ma non per importanza, la gestione dei resi. Il Wms fornisce delle soluzioni per il reintegro dei materiali, ma spetta all’azienda decidere quali regole applicare per i materiali che ritornano dal cliente (riparazione, rivendita, sostituzione).

Da queste considerazioni appare evidente che l’installazione di un Wms è il risultato di uno studio dettagliato sul proprio processo logistico aziendale, dove la migliore soluzione prevede da un lato un adattamento del processo alle regole del sistema informativo e dall’altro una personalizzazione del software alle specificità dell’azienda.

di Andrea Payaro, docente ed esperto del ministero dello Sviluppo Economico (Ice) (da YouTrade n.118)

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