Cersaie 2022: il Salone della ceramica e arredobagno torna alla normalità

Tanta positività ed entusiasmo all’ultima edizione di Cersaie, conclusa il 30 settembre a Bologna. Nonostante il difficile momento economico congiunturale, stretto tra la morsa dei rincari energetici e l’aumento dell’inflazione, il comparto ha mostrato grande reattività, portando al successo la 39esima edizione del Salone internazionale della ceramica per l’architettura e dell’arredobagno.

Sono stati 624 gli espositori e 91.296 le presenze registrate nei cinque giorni di fiera, con una crescita di circa il 50% rispetto all’edizione dello scorso anno, la prima dopo la pandemia.

Intanto, l’organizzazione ha già reso note le date della prossima edizione che si terrà a Bologna dal 25 al 29 settembre 2023.

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GLI ESPOSITORI

A Cersaie i 15 padiglioni del quartiere fieristico di Bologna sono stati interamente occupati dalle 624 aziende espositrici, per una superficie totale pari a 140 mila metri quadrati.

A farla da padrone, ça va sans dire, le aziende del comparto piastrelle di ceramica, con 354 espositori. A seguire, produttori di arredobagno (88) e aziende appartenenti ai settori della posa delle materie prime, delle nuove superfici, delle attività di servizio (183).

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Molto forte anche la presenza internazionale con 237 espositori esteri, pari al 38% del totale, e 26 Paesi rappresentati.

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I VISITATORI

Con 91.296 visitatori, Cersaie 2022 si avvicina ai livelli del 2019, quando erano stati registrati 112.340 ingressi. Le presenze dall’estero in questa edizione sono state 44.215, ovvero il 48,4% del totale, mentre i visitatori italiani sono stati 47.081. I giornalisti hanno fatto registrare 458 presenze totali, di cui 226 estere.

Sono stati inoltre più di 2 mila i partecipanti ai quattro incontri con i big dell’architettura del programma Costruire, abitare, pensare, senza contare i partecipanti ai 23 Cafè della Stampa tenuti in diretta streaming e in presenza e le visite alla Città della Posa.

Oltre 200 operatori provenienti da Europa, Nord America e area del Golfo hanno composto la delegazione del Cersaie Business, resa possibile grazie alla preziosa collaborazione con Maeci ed Ice.

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SOSTENIBILITÀ

La sostenibilità della ceramica è stato il fil rouge che ha ispirato l’intera manifestazione. Ceramics for Sustainability è stato infatti il trend topic di Cersaie 2022.

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Giovanni Savorani, presidente di Confindustria Ceramica

«La ceramica continua ad aumentare le proprie quote sui mercati internazionali grazie alle caratteristiche intrinseche del prodotto, quali salubrità, igienicità e durevolezza. L’impegno per la sostenibilità della ceramica italiana è stato il filo conduttore di tutta la manifestazione e ha avuto un concreto riscontro anche nell’incontro, svoltosi in fiera, con le istituzioni regionali e territoriali per monitorare l’andamento ed i risultati dell’accordo volontario sul contenimento delle emissioni del distretto. La transizione energetica che abbiamo avviato non deve essere vanificata dalle drammatiche conseguenze della crisi sui mercati dell’energia, che richiede urgenti interventi a livello europeo e nazionale», è il commento di Giovanni Savorani, presidente di Confindustria Ceramica.

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L’accordo volontario per il contenimento delle emissioni nel distretto ceramico, unicum in Italia, è frutto della stretta collaborazione tra mondo economico, amministrativo e scientifico avviata nel 2019 e prevede un monitoraggio biennale dei dati ambientali calcolati e misurati in un’area territoriale di una ventina di chilometri quadrati tra Modena e Reggio Emilia.

«I dati mostrano una riduzione delle concentrazioni di inquinanti nell’aria, che corrispondono a un miglioramento complessivo della qualità dell’aria, sia relativamente alle polveri che agli ossidi di azoto. Negli ultimi anni i livelli registrati sono al di sotto dei valori limite. Si aggiunga il calo delle emissioni, quindi delle tonnellate annue emesse in atmosfera, prodotte dall’industria ceramica. In particolare, per gli ossidi di azoto, per i composti organici volatili, e un leggera crescita delle polveri a fronte di un incremento della produzione dell’ordine del 16%. Il protocollo ha quindi contribuito in modo positivo a limitare le emissioni dell’intero distretto», ha affermato Luisa Guerra di Arpae, nel corso di un convegno che si è tenuto proprio durante il Cersaie. Il miglioramento dei risultati raggiunti è stato possibile grazie ad affinamenti gestionali e impiantistici degli operatori del settore. Un esempio virtuoso da esportare anche verso altri comparti produttivi.

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PROBLEMA BOLLETTE

L’industria ceramica italiana vanta un fatturato globale nel 2021 di 7.085 miliardi di euro, di cui 6.166 miliardi da fabbriche italiane, grazie a 146 aziende e 21.434 dipendenti diretti, mentre l’internazionalizzazione produttiva, con oltre 900 milioni di euro, vale il 13% dell’attività globale.

«Le vendite totali sono aumentate del 20% rispetto al 2020, con incrementi in tutti i Paesi. In Italia le vendite sono cresciute del 34,4%, superando cifre ormai dimenticate da qualche anno, grazie al rimbalzo dell’attività edilizia derivante dalle agevolazioni a carattere fiscale. Nel commercio internazionale anche quest’anno abbiamo il primato nella quota di percentuale export più importante in termini di valore (31%), mentre siamo al terzo posto in termini di quantità (15%), al pari con l’India», ha ricordato Emilio Mussini, vice presidente di Confindustria Ceramica, nel corso del tradizionale incontro con i media di tutto il mondo.

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«Purtroppo abbiamo incontrato dall’autunno dello scorso anno aumenti di prezzo di gas con picchi impensabili fino a qualche mese prima. Occorre una politica energetica responsabile, non solo nel senso di rispetto ambientale ma anche di sostenibilità economica. Il costo dell’energia è passato da 25 centesimi per metro cubo del maggio 2021 a 200 nell’agosto 2022. Il maggiore costo corrisponde a 2,5 miliardi di euro, una proporzione che non possiamo sostenere a lungo».

Tra le azioni richieste a livello europeo: fissare un price cap, sospendere temporaneamente il sistema dell’Ets e attuare una separazione tra prezzo del gas generato da energie rinnovabili rispetto alle altre.

Tra le azioni a livello nazionale Confindustria Ceramica propone «il credito d’imposta per le aziende energivore, che nel bimestre ottobre-novembre 2022 raggiunge il 40% e la gas release, ovvero l’estrazione di metano nazionale con prezzi calmierati per i settori gasivori come la ceramica».

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