A Brescia Academy di Calcestruzzi con Eseb

A sinistra, il presidente Eseb, Paolo Bettoni. A destra, il consigliere delgato di Calcestruzzi, Alfonso Di Bona alla firma dell'intesa
A sinistra, il presidente Eseb, Paolo Bettoni. A destra, il consigliere delgato di Calcestruzzi, Alfonso Di Bona alla firma dell'intesa

Intesa tra Eseb, Ente Sistema Edilizia Brescia, e Calcestruzzi (società del gruppo Italcementi). Obiettivo: attivare eco.build Academy, un percorso di iniziative di informazione e formazione rivolte a studenti, imprese e professionisti del settore delle costruzioni, sul tema dei calcestruzzi e di tutte le nuove tecnologie.

Il focus è sulle nuove sfide che attendono i professionisti del settore: dalla digitalizzazione nella fase di progettazione e in cantiere, alla sostenibilità dei materiali, dal riutilizzo delle materie da demolizione in un’ottica di economia circolare, alle pavimentazioni sostenibili che rispettano il ciclo naturale dell’acqua, dalla manutenzione delle infrastrutture ai protocolli di certificazione degli edifici in chiave di risparmio energetico.

«Consideriamo questa joint venture assai preziosa, perché le aziende che sviluppano e applicano l’innovazione e si propongono al nostro settore hanno capito che la Scuola edile è fondamentale. Allo stesso tempo istituti formativi come il nostro hanno sempre più chiaro quanto sia importante relazionarsi con aziende innovative, offrendo strumenti adeguati», commenta il presidente di Eseb, Paolo Bettoni.

«Oggi occorre sicuramente un modo nuovo di rapportarsi con il mercato e con i clienti cominciando proprio dalle scuole edili. La firma del protocollo va in questa direzione: coinvolgere e formare una filiera delle costruzioni in un approccio multidisciplinare di progetto e nella sinergia continua tra i protagonisti della filiera. Per il superamento delle problematiche di cantiere è necessario il dialogo e il confronto tra committenza, progettisti e fornitori, per questo motivo la formazione assume un ruolo di primo piano», è il commento di Alfonso Di Bona, consigliere delegato e direttore generale di Calcestruzzi. «Particolare attenzione sarà posta anche ai temi della sicurezza in cantiere, per mettere il lavoratore al centro del proprio sistema sicurezza e di quello di chi lavora con lui».

Il momento della firma del protocollo di intesa Eseb-Calcestruzzi
Il momento della firma del protocollo di intesa Eseb-Calcestruzzi

Un primo assaggio del percorso di formazione previsto dal Protocollo c’è stato sabato 30 aprile con un seminario organizzato dal Campus Edilizia Brescia che si è tenuto negli spazi dell’Eseb, Il focus è stato sul Calcestruzzo per le infrastrutture e ha visto la partecipazione di oltre ottanta tra ingegneri e progettisti sia in presenza sia collegati via web.

«Plaudo a questa iniziativa che conferma quanto sia rilevante che i lavoratori siano sempre più formati e competenti. Lavoratori protagonisti del proprio settore che anche grazie a una preparazione costantemente aggiornata possono e debbono disporre di un lavoro sicuro e adeguatamente retribuito», aggiunge la vicepresidente di Eseb, Sara Piazza.

«Proprio Brescia è stata la prima provincia in Italia a sperimentare i nuovi micro-calcestruzzi fibrorinforzati per la riabilitazione dei ponti in cemento armato», commenta Giovanni Plizzari, professore ordinario di Tecnica delle costruzioni dell’Università Statale di Brescia. «Un intervento eseguito nell’ambito del progetto Mosore della Regione Lombardia, coordinato dal nostro Ateneo e da una serie di partner industriali, tra cui Italcementi e Calcestruzzi. Un motivo in più per salutare con soddisfazione l’iniziativa eco.build Academy, alla quale garantiamo l’apporto di conoscenze dell’Università». 

Sono stati riqualificati due ponti lungo la Gardesana Occidentale a Manerbio e Bassano grazie a i.power Rigenera, la soluzione di Calcestruzzi studiata con il Dicatam (dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio, Ambiente e Matematica della facoltà di Ingegneria dell’Università di Brescia. I due ponti sono stati ripristinati nella loro componente strutturale e rinnovati nella loro componente funzionale (nuove barriere di sicurezza e nuovo manto stradale). L’intervento garantisce un’estensione della vita utile della struttura per ulteriori cinquant’anni e oltre.

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