Rockwool: cambiare le norme anti incendio sui rivestimenti

Paolo Migliavacca

Se il cappotto è troppo caldo, non va bene. Il rischio di incendio per le coperture sulle facciate degli edifici, reso di drammatica attualità nel caso della Grenfell Tower nel 2017 dove persero la vita 72 persone, nonché dal caso della Torre dei Moro a Milano, hanno sollevato il problema delle norme da seguire.

Dopo l’incendio della Grenfell Tower, fa notare Rockwool, la normativa inglese è stata formulata in modo da eliminare qualunque ambiguità e soggettività che consentivano l’uso di materiali combustibili su edifici di altezza elevata. Attualmente, infatti, è proibito l’uso di materiali combustibili per l’isolamento o il rivestimento delle facciate in tutti gli edifici oltre i 18 metri di altezza.

E sebbene le indagini sulle cause del recente incendio a Milano siano tuttora in corso, nota ancora l’a multinazionale specializzata in lana di roccia, i primi risultati indicano come l’uso di materiale combustibile all’esterno dell’edifico di 20 piani abbia contribuito alla rapida diffusione intensità dell’incendio. Il fatto che le fiamme siano partite dai piani alti dell’edificio e poi divampate verso il basso è un avviso preciso di tale intensità.

L’incidente è segnale di un cambiamento necessario in Italia nei confronti della nuova normativa per la sicurezza antincendio che dovrebbe essere modificata e proibire l’uso di materiali combustibili sulle facciate di edifici di altezza elevata o ad alto rischio, come scuole e ospedali.

Edificio con copertura in facciata
Edificio con copertura in facciata

L’Italia, quindi, secondo Rockwool dovrebbe seguire l’esempio inglese e rivedere le norme. La questione assume un’urgenza ancora maggiore in quanto il nostro paese sta vivendo un boom di ristrutturazioni edilizie volto a promuovere un sempre più ampio risparmio energetico.  La crescita degli interventi sulle facciate esistenti, dovuta all’introduzione del superbonus 110%, sta infatti cambiando il profilo di rischio del parco edifici rispetto alla protezione dal fuoco.

Allo stesso tempo, gli investimenti previsti dal PNRR per la riqualificazione di edifici pubblici quali scuole e ospedali dovranno essere eseguiti tenendo conto delle specificità collegate agli occupanti di questi edifici e quindi alle ulteriori difficoltà che possono emergere in caso di incendio.

“E’ estremamente positivo che ci siano considerevoli investimenti per la riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano; purtroppo, la normativa attuale consente ancora l’uso di materiali combustibili per l’isolamento e il rivestimento delle facciate di edifici. Ciò implica un incremento dei rischi in caso di incendio per le persone che vivono e lavorano in edifici di altezze elevate”, commenta l’amministratore delegato di Rockwool Italia, Paolo Migliavacca.

“Con l’introduzione del divieto dell’utilizzo di materiali combustibili  l’Italia farebbe un passo avanti importante nell’allineare la normativa antincendio a quella di altri Paesi europei per creare edifici sostenibili e sicuri, protetti dagli incendi”, rincara Mirella Vitale, senior vice president Marketing, Communication e Public Affairs del Gruppo Rockwool in Danimarca. “Perché correre dei rischi? Nessuno sceglierebbe di vivere e lavorare in edifici di altezza elevata isolati o rivestiti con materiale combustibile. L’approccio è molto chiaro: per la protezione dagli incendi basta semplicemente introdurre il divieto dell’uso di materiale combustibile per l’isolamento e il rivestimento di edifici di una certa altezza o con un certo profilo di rischio. Occorre farlo con urgenza”.

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