Tx Active di Italcementi diventa un’opera d’arte

Marcello Cinque e gli alberi-colonna
Marcello Cinque e gli alberi-colonna

Tre alberi-colonna, dell’artista Marcello Cinque, che richiamano la natura e l’elemento portante della cultura, la colonna, sono stati realizzati con un particolare cemento bianco antismog in grado di contrastare l’inquinamento. Con questa installazione, in mostra a Paratissima, la Fondazione Plart si prepara ad aprire il suo nuovo spazio museale e multimediale dedicato al design, all’arte e all’innovazione, nella primavera 2020, a Napoli.

«Mi piace pensare l’opera come un satellite artificiale», racconta Marcello Cinque, «per soddisfare necessità scientifiche, che viaggia nello spazio e nel tempo, per attivare un confronto che diventa reazione creativa. Gli alberi-colonna sono un gioco visivo, in cui le nuove tecnologie dei materiali e le forme armoniche della natura si fondono, diventando potenti alleati delle città contemporanee».

Dal 30 ottobre al 3 novembre 2019 la Fondazione Plart sarà tra i protagonisti di Paratissima con uno Special Project ospitato nel cortile dell’ex Accademia Artiglieria, che quest’anno accoglierà la fiera internazionale degli artisti indipendenti. Con quest’opera il mondo dell’arte e quello dell’industria si incontrano per un comune obiettivo: ricomporre un nuovo equilibrio sostenibile con l’ambiente.

Gli alberi-colonna sono stati realizzati con Tx Active, materiale mangia smog che è stato sviluppato nel centro ricerca e innovazione di Italcementi, con l’obiettivo di abbattere gli inquinanti e a migliorare la qualità dell’aria nei centri urbani. «Tx Active rappresenta una forma attiva di lotta all’inquinamento. L’azione combinata della luce e del principio attivo neutralizza gli agenti inquinanti prodotti dall’attività umane con le attività delle fabbriche, il traffico o il riscaldamento domestico, restituendo una qualità dell’aria migliore», ha spiegato Enrico Borgarello, direttore Innovazione di Prodotto di Italcementi – HeidelbergCement. «Rivestire con Tx Active una superfice di 1.000 metri quadri equivale a piantare 80 alberi sempreverdi o a eliminare 30 veicoli a benzina».

La Fondazione Plart è nata nel 2008 a Napoli da un’idea dell’imprenditrice e collezionista Maria Pia Incutti e si dedica allo studio e alla esposizione di opere d’arte e di design in materiale polimerico, oltre a un’importante attività di ricerca scientifica per la loro conservazione.

Tutto ha inizio con una collezione di Plastiche Storiche, curata da Nunzio Vitale, riconosciuta tra le più importanti al mondo: oltre 2000 oggetti di design in plastica (con opere icone del design di Cragg, Steinbach, Branzi, Mello, Sottsass e molti altri) che raccontano l’evoluzione di questo materiale dalle origini fino ai giorni nostri, facendo rivivere l’evoluzione degli usi e costumi della nostra società. A Torino, la Fondazione Plart vuole ampliare i temi e le attività e lancia un grande progetto dedicato alla ricerca e alla divulgazione nel mondo del Design, Arte e Cultura che vivono in un grande spazio Museale e Multimediale all’insegna dell’innovazione e della voglia di meravigliare. Plart nascerà a marzo in via Cigna 112, accanto al Museo Ettore Fico, nell’area di Open Incet – Innovation Center Torino e a pochi passi del complesso dei Docks Dora, contribuendo così in modo significativo al processo di riqualificazione del territorio e alla definizione di un nuovo polo per l’offerta culturale, la creatività e l’innovazione nella nostra città. L’artista Marcello Cinque Nato ad Ottaviano nel 1968, Marcello Cinque vive e lavora a Sassari dove insegna Pittura all’Accademia di Belle Arti. Il suo lavoro è il risultato delle sperimentazioni di nuovi materiali, sebbene ispirate da un’iconografia naturale. La consistenza particolare della scultura riproduce perfettamente l’impressione del fluttuare della materia e in ogni opera sconvolge il rapporto fra volume e peso. Un viaggio del segno e della forma attraverso lo spazio e il tempo che si commisura, scatena la creazione e bonifica dello spazio. Stratificazione e trasformazioni del tempo diventano per l’artista partenopeo elementi di indagine per una ricarica continua dell’opera che si evolve nei materiali e nelle forme per creare nuove proporzioni e coabitazioni, per ricomporre nuovi equilibri. Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Fondazione Plart Spin-To – Comunicare per Innovare T. +39 011 19712375 Elisa Barberis M. +39 340 1521525 E. barberis@spin-to.it Stefano Fassone Responsabile Ufficio Stampa M. +39 347 4020062 E. fassone@spin-to.it

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il commento
Inserisci il tuo nome qui