La casa è salubre se costruita con scarti di riso

Tiziana Monterisi è un’architetta attiva nella diffusione dell’architettura naturale e della reale possibilità di creare nuovi modelli abitativi. Dal 2016 ha focalizzato la sua attività professionale sul tema della valorizzazione dei prodotti secondari della coltivazione del riso.

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Tiziana Monterisi, Ricehouse

È co-founder e ceo di RiceHouse, studio di progettazione e costruzione orientato a proporre un’edilizia a elevato grado di sostenibilità, proponendo un’alternativa valida all’utilizzo di materiali tradizionali per un’architettura eticamente, culturalmente, tecnicamente impegnata a far diventare gli edifici una sorta di terza pelle, salubre e sostenibile.

Ha vinto molti premi, tra cui il Mpw (Most Powerful Woman) della rivista online Fortune Italia nel 2021 e, nel 2022 uno dei Premi Eni Award 2022, istituiti per trovare nuove soluzioni tecnologiche per disporre di energia pulita, promuovere la ricerca scientifica, la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente, che ha ricevuto direttamente dalle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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Nuova costruzione prefabbricata in legno e paglia di riso con finiture interne ed esterne a base di scarti di riso

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Promuovere la salubrità della propria casa

La diffusione di una maggior cultura della tutela ambientale e la manifestazione di eventi climatici avversi, come la siccità e temperature sempre più insopportabili durante l’estate, hanno spinto gli italiani a interrogarsi sempre di più sulle azioni a tutela dell’ambiente, anche partendo dalla propria quotidianità.

È aumentata la consapevolezza che gli impianti di riscaldamento invernale generano inquinamento e con essa la necessità di rendere maggiormente efficienti, contrastando le dispersioni termiche oppure cercando soluzioni alternative, elettriche, magari in abbinamento a impianti a energia rinnovabile.

Nel quadro generale s’inseriscono anche gli eventi internazionali, come il conflitto russo ucraino che hanno generato un aumento dei costi del gas metano, impiegato in Italia su larga scala per il riscaldamento domestico. Il costo del riscaldamento a gas, che l’anno scorso è diventato quasi insostenibile per molte famiglie, ha generato un’accelerazione delle trasformazioni tecnologiche legate alla casa anche per ragioni di risparmio economico e non solo energetico.

«Siamo quindi tutti più sensibili al rispetto dell’ecosistema in cui viviamo, ivi compresa la nostra abitazione dove, come abbiamo visto nel capitolo precedente, la permanenza media delle persone all’interno della casa è notevolmente aumentata», scrive Tiziana Monterisi nella sua guida La casa ideale per un ambiente migliore.

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Casa prefabbricata in legno e paglia di riso con rivestimento esterno realizzato con il recupero delle pietre derivate dalla demolizione
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Facciata sud, facciata
ovest e interni

La casa è vista come luogo in cui stare bene, in tutti i sensi. L’88,9% degli italiani dà importanza alla salubrità della propria abitazione e l’86% ritiene che la propria casa abbia un effetto positivo sulla propria salute fisica e mentale (dati Censis)

In generale, il 54% degli italiani è diventato più attento alla qualità dell’aria in casa dopo la pandemia. Inoltre, l’84,4% dichiara di impegnarsi a rendere la casa più sostenibile con il controllo dei consumi energetici e altre pratiche quotidiane, come l’apertura delle finestre per favorire il ricambio d’aria. E il 71,4% dichiara che in casa ha infissi che evitano la dispersione di calore.

Piccoli accorgimenti, semplici abitudini o interventi di ristrutturazione (favoriti anche dai bonus statali): sono tutte azioni importanti, per promuovere la salubrità della propria casa. Ma sono sufficienti? No, occorrono materie prime sostenibili.

Materiali sostenibili nell’edilizia

I materiali sostenibili nell’edilizia arrivano da una scelta consapevole e attenta, poiché permettono di ridurre l’impatto dell’edilizia sull’ambiente e di contribuire alla salvaguardia delle risorse naturali. I materiali sostenibili derivano da fonti rinnovabili e permettono di ridurre il consumo di energia durante la vita dell’edificio. Infine, l’utilizzo di materiali sostenibili nell’edilizia può contribuire alla creazione di un ambiente più sano e confortevole per chi ci vive. Molti di questi materiali sono atossici e privi di sostanze nocive, migliorano la qualità dell’aria interna e riducono i rischi per la salute.

Il riso 

Il riso è il cereale più diffuso e consumato nel mondo. Rappresenta nutrimento: è l’unica bio-risorsa presente in tutti e cinque i continenti ed è la base alimentare per la maggior parte della popolazione. 

La sua coltivazione è essenziale per la sicurezza ambientale e per l’alleviamento della povertà. Tuttavia, gli scarti derivanti dalla raccolta e dalla lavorazione del riso grezzo sono oggi riutilizzati solo in minima parte, generando così il problema della loro gestione e del loro smaltimento.

I sottoprodotti del riso sono inutilizzabili nel settore dell’allevamento e poco richiesti anche come biomassa combustibile, quindi, i coltivatori sono costretti a bruciarli, generando enormi quantità di Co2. Si è però scoperto che tutto quello che resta sul campo ha un’enorme potenzialità, nella bioedilizia e nella bioarchitettura, e può essere messo a sistema sviluppando soluzioni concrete e attuabili nell’ottica di far diventare paglia di riso, lolla e pula delle vere risorse.

La materia prima seconda del riso diventa così protagonista di un progetto che armonizza il sistema territoriale delineando una reale filiera produttiva in grado di minimizzare il prelievo di risorse naturali vergini a favore di input sostenibili, ricorrendo a soluzioni volte a riutilizzare, riciclare e recuperare la materia in circolo, riducendo le emissioni di Co2.

I sottoprodotti del riso sono biocomposti caratterizzati da:
• elevato potere isolante, sia termico sia acustico
• massima traspirabilità
• capacità di regolare l’umidità interna
• inerzia alla combustione
• durabilità
• resistenza all’aggressione da parte di agenti biologici e muffe

Inoltre, sono materiali riciclabili, ecologici e in grado di ridurre sensibilmente il quantitativo di Co2 nell’ambiente a partire dal loro ciclo di vita.

Il riso rappresenta quindi una risorsa importante per creare nuovi materiali destinati a un’edilizia sana, con i quali è possibile realizzare edifici a elevatissima efficienza energetica, capaci di assicurare un impatto quasi nullo sull’ambiente.

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Interni con finiture in argilla e lolla di riso

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Gli scarti del riso sono materiali altamente versatili, che possono essere impiegati sia nelle nuove costruzioni sia per il recupero e la ristrutturazione di edifici esistenti.

Oltre che per le nuove realizzazioni, i sistemi costruttivi progettati da Ricehouse, con pareti perimetrali prefabbricate o con murature perimetrali con blocco in lolla di riso, permettono d’intervenire anche sull’esistente in tempi rapidi e con costi concorrenziali, rappresentando quindi una valida alternativa in caso di interventi di demolizione e ricostruzione, senza dover ricorrere a pesanti ristrutturazioni.

Le case di riso ben progettate, ricorda Tiziana Monterisi, rientrano a pieno titolo negli edifici Nzeb (Near Zero Energy Building), cioè gli edifici a energia quasi zero. Questo è possibile perché i materiali naturali che vengono utilizzati sono in grado di assicurare il benessere termico con una minima fonte di energia, prodotta con fonti rinnovabili, senza necessità di introdurre alcun impianto di riscaldamento convenzionale.

Le case di riso rispettano i canoni della bioedilizia, sfruttando il calore generato dall’utilizzo generale dell’edificio, compensando in tal modo le minime perdite invernali e massimizzando l’efficienza energetica dell’involucro.

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