Housing sociale previsto, ma scomparso

Mentre infuria la discussione se sia meglio un premier eletto direttamente, indirettamente, oppure tenerlo ostaggio dei partiti che lo hanno scelto, rimane aperta la questione della carenza di alloggi.

Tradotto: l’agognato piano casa che potrebbe lenire il mercato delle locazioni che, in alcune città, ha assunto valori che neanche a Tokyo o New York.

La competenza per studiare e presentare un piano casa è del ministro delle Infrastrutture, che però sembra aver concentrato la sua attenzione sul Ponte sullo Stretto.

Qualcosa di semplice e immediato per aprire i cantieri, però, ci sarebbe. Un primo passo, per esempio, sarebbe dare attuazione alla legge 32/2022 di delega al governo per il sostegno e la valorizzazione della famiglia che, peraltro, è stato uno dei claim che hanno sorretto la campagna elettorale della compagine vincitrice delle elezioni.

Il comma 2 dell’articolo 5 di questa legge prevede l’adozione da parte dell’esecutivo di decreti legislativi che contengano detrazioni fiscali sulle spese sostenute dalle famiglie per la locazione di abitazione «per i figli maggiorenni iscritti a corsi universitari, con particolare riferimento agli studenti fuori sede» e agevolazioni fiscali alle giovani coppie per la locazione o l’acquisto della prima casa.

Entrambi i soggetti che formano la coppia devono avere non più di 35 anni e al beneficio sono ammesse anche le famiglie con un solo genitore, purché la sua età resti entro questo limite. C’è un problema, però: le leggi delega hanno un termine di scadenza: 24 mesi, cioè due anni.

E il limite previsto per rendere legge operativa la delega votata dal Parlamento si avvia naturalmente alla conclusione senza che i decreti attuativi siano stati adottati. Forse non casualmente, visto che le agevolazioni in questione potrebbero tradursi in un onere di bilancio per le casse pubbliche.

Anche se una operazione di questo tipo ricopre un carattere sociale, oltre che economico. Aprire i cantieri per l’housing sociale sarebbe, inoltre, un modo sano per non sgonfiare un settore che dopo il boom del superbonus rischia di implodere.

di Franco Saro

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