Finco: come riordinare gli incentivi fiscali

Quale futuro per gli incentivi fiscali dopo il tramonto del superbonus? Finco ha messo a punto la sua proposta.

Finco è una federazione composta da 40 associazioni per oltre 14 mila imprese e 120 mila dipendenti con un volume di affari superiore ai 30 miliardi di euro.

Tra di esse si trovano molti protagonisti dell’efficienza energetica come ad esempio le Associazioni degli infissi e dell’involucro edilizio  (Anfit, Unicedil ed Unicmi); delle schermature solari (Assites); del verde di coibentazione (Assoverde); delle energie rinnovabili (Aceper, Assoidroelettrica, Anighp, Fiper);  delle porte e chiusure tecniche (Acmi); delle coperture (Pile) e dei materiali compositi (Assocompositi) ; dei lucernari e della ventilazione naturale (Zenital); della contabilizzazione del calore e dell’acqua (Ancca); delle insegne luminose (Aifil); del drenaggio delle acque meteoriche (Aises), del comparto degli ascensori (Consorzio per l’Italia) nonché, infine,  Associazioni di categoria molto importanti seppur di settori contigui come quelle degli Amministratori di Condomini (Anaci) e dei manager per l’uso razionale dell’Energia (Fire).

Le proposte di Finco

1.La Federazione ritiene condivisibile l’idea di un complessivo riordino dei bonus edilizi con il maggiore accorpamento possibile delle aliquote, avendo come criterio guida quello della semplicità:  sia gli utenti che la filiera dei “prescrittori” (progettisti etc.) devono essere facilitati nella scelta della soluzione più sostenibile ma al contempo praticabile.

Il Libro Bianco Finco-Enea del 2004 già registrava il 45% dei consumi energetici nazionali per costruzione e gestione edifici, con conseguente emissione di CO2.

A livello europeo già si parlava del 40% di consumi nella versione 2010 della Direttiva EPBD (Energy Performance of Building Directive –  progenitrice della Direttiva “Case Verdi” attuali).

La necessità di intervenire sull’efficientamento degli edifici  è, quindi, evidente.

2.Gli interventi necessari ed opportuni non devono, però, andare contro il principio della “Neutralità Tecnologica “e favorire, quindi, alcune soluzioni (e quindi categorie di operatori e prodotti) invece di altre.

3.Necessario altresì garantire il giusto equilibrio tra interventi singoli ed a “pieno edificio”, lasciando la scelta alle capacità/possibilità dei cittadini.

4.Importante che il riordino dei bonus edilizi non diventi uno strumento per operazioni improprie come l’applicazione estensiva di alcuni Ccnl (come quello dell’edilizia, per esempio) ad attività che non sono strettamente edili, in nome di una “qualificazione” che non si ottiene con l’applicazione di un contratto generalista, ma di un Ccnl specifico per le attività svolte.

5.E’ altresì necessario prevedere in alcune fattispecie la proroga degli istituti della cessione  del credito e dello sconto in fattura (vedi appresso).

Gli interventi da prendere in considerazione:

1.Gli interventi sull’intero edificio dovrebbero arrivare ad una detrazione del 90/80 % con miglioramento di due classi energetiche; per gli interventi “singoli” dovrebbero essere mantenute le attuali detrazioni del 50/65%.

2.Per quanto riguarda l’installazione di serramenti: in ipotesi, si potrebbe pensare ad un doppio binario con un recupero della detrazione in 3 anni per interventi fino a 20mila euro, ed un recupero fino a 10 anni per interventi fino all’importo massimo attualmente previsto di 60mila euro.

In merito alla trasmittanza termica, si tratta una scelta tecnico-politica, non solo tecnica, e come tale dovrebbe rimanere senza arrivare alla richiesta di prestazioni eccessive, il cui costo-beneficio potrebbe non essere bilanciato.

Il problema, in questo momento, non è la trasmittanza dei serramenti, già molto performante, quanto, per esempio, la capacità tecnica dei posatori che incide molto sulle prestazioni dei serramenti.

3.Per questa ragione si potrebbe ipotizzare una maggiore aliquota di detrazione o un minore tempo di recupero fiscale, anche a fronte di importi più elevanti, nel caso in cui gli interventi vengano eseguiti in conformità alla norma UNI 11673 parti 1, 2, 3 e 4. Gli incentivi per “finestre comprensive di infissi”, andrebbero riportati al 65% anche se non trainati.

4.Analogamente per gli incentivi per schermature solari (che andrebbero riportati al 65% anche se non trainati).

5.Dovrebbero essere previsti incentivi per impianti e sonde geotermici e per teleriscaldamento efficiente.

6.Necessari incentivi anche per la riduzione di consumi idrici e la raccolta/riutilizzo delle acque meteoriche.

7.Per quanto riguarda i Condomini, dovrebbero essere consentiti quorum che facilitino decisioni nelle assemblee condominiali con possibilità di prestiti garantiti, oltre che di sconto in fattura, per i cittadini incapienti.

8.      La ripartizione delle detrazioni dovrebbe essere compresa in un periodo da 3 a 10 anni o, eventualmente, in tempi più brevi, sempre a scelta del contribuente, per interventi di basso importo.

9.      Necessario chiarire che, per “superamento di barriere architettoniche”, si intende qualsiasi forma di intervento idoneo a migliorare la fruibilità del costruito, ivi incluse le motorizzazioni di chiusure e schermature solari, da parte di soggetti con funzionalità limitata/ridotta.

10.Molto importante anche prevedere specifiche forme di incentivo in merito alla installazione/sostituzione dei contabilizzatori di acqua e calore.

11.A parità di aliquota di detrazione è necessario garantire lo sconto in fattura solo per alcune categorie di cittadini particolarmente disagiate con reddito ISEE fino a euro 30.000.

12.   Va prevista la presenza delle insegne di esercizio e le dotazioni fisse ad esse afferenti tra gli interventi impiantistici specialistici ammessi a forme di sostegno, come l’esclusione dal reddito di impresa, con aliquote crescenti in caso di alimentazione con pannelli fotovoltaici, di utilizzo  di materiali riciclati, etichettature energetiche o componentistica europea.

Inoltre, con riferimento alla ex Legge n. 124 del 7 agosto 2015,  le pratiche autorizzative di adeguamento dell’edificio, dovrebbero già comprendere l’efficientamento dell’insegna di esercizio, senza bisogno di ulteriori permessi ed autorizzazioni.

13.Nel complessivo riordino degli incentivi – che potrebbero anche essere direttamente proporzionali all’efficientamento ed inversamente proporzionali al reddito – è necessario, comunque:

1.       Mantenere il punto fermo di incentivi  dalla percentuale significativa per i singoli interventi;

2.       Valutare altre variabili: come ad esempio, l’età del contribuente, il tempo di recupero scelto per le detrazioni, l’entità dell’importo portato in detrazione, ecc.

14.Necessaria in ogni caso la consultazione degli operatori del settore per la predisposizione della normativa di riordino della materia; ivi incluse le imprese specialistiche.

 

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