Green indoor: il verde per interni nuova opportunità per la rivendita edile

Oltre 22 mila piante e 560 metri quadrati di verde. No, non stiamo parlando di un parco cittadino o di un tradizionale giardino botanico, magari appannaggio di qualche università. Questi numeri si riferiscono al più grande giardino verticale d’Europa, situato nell’area settentrionale della Spagna, a Santander, all’interno di un edificio in passato adibito alla lavorazione del tabacco, oggi riadattato a spazio multiuso, al servizio della comunità locale.

Il progetto del giardino verticale The Living Wall, che trae ispirazione dalle texture lussureggianti caratteristiche delle opere del pittore astrattista Jackson Pollock, e frutto della collaborazione tra lo studio Fda Architects e Urban Therapy (startup dell’Università di Siviglia) si avvale di un sistema nascosto che regola ogni aspetto necessario a mantenere in vita il verde: dalla regolazione della temperatura all’irrigazione, incluso il sistema di drenaggio che ricicla e riutilizza l’acqua raccolta.

Questo esempio serve per introdurre un tema che, da tempo, ha messo silenziosamente le radici, ma che con lo scoppio della pandemia ha finalmente fatto capolino nell’attuale dibattito sul mondo costruito, ricontestualizzando il tema stesso del giardino: il verde per interni, il green indoor.

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Insomma, chiusi nelle nostre case, a loro volta magari inserite in contesti rigidamente urbanizzati, ci siamo accorti di ciò che ci mancava forse più di tutto, ovvero il contatto con la natura.

Non è un caso, perché una vastità di studi sul tema supporta la tesi di come il nostro stato di salute sia correlato alla presenza o meno di elementi naturali all’interno nostro vivere quotidiano.

Per esempio, quando inseriamo un po’ di natura (in questo caso, di verde botanico) nelle nostre case contribuiamo a migliorare la qualità dell’aria grazie all’azione di filtraggio delle sostanze inquinanti svolta dalle piante, capaci persino di mitigare la temperatura interna e l’inquinamento acustico, ma anche di ridurre i livelli di stress causati dallo smart work.

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Lo stesso discorso si applica di conseguenza a uffici e scuole, dove il verde contribuisce a migliorare i livelli di concentrazione. Infine, un ulteriore ambito di applicazione che è doveroso citare è quello del retail e degli spazi commerciali, dove la presenza di zone verdi non ha solo una motivazione estetica, ma anche di business, perché invita a soffermarsi più a lungo nei luoghi dello shopping, grazie alla sensazione di benessere capace di infondere nei visitatori.

Intervista alla green designer Sonia Santello dell’Italian Design Institute

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Sonia Santello, Green Indoor designer e docente IDI

Per conoscere più da vicino questo settore, YouTrade si è rivolto a Italian Design Institute, ente di alta formazione con sede a Milano, che propone un corso dedicato a formare la figura di Green Indoor Designer, attraverso il contributo di docenti qualificati. Tra questi, la dott.ssa Sonia Santello, green designer e docente di Italian Design Institute.

Domanda. Che cosa si intende con l’espressione Green Indoor?
Risposta. Green indoor vuol dire coltivare in casa o altri luoghi al chiuso delle specie botaniche adatte a crescere con luminosità diffusa e non esposte alla luce del sole diretta. In particolare, ci si riferisce a piante di origine tropicale, che provengono da climi caldi e umidi, dove ricevono luce filtrata dalla vegetazione alta. Quindi la casa si presenta come un ambiente adatto, con una temperatura mite e costante.

D. Quali sono i precursori o gli esperti a cui si fa riferimento?
R. Generalizzando possiamo menzionare i viaggiatori inglesi che a partire dalla seconda metà del Settecento si recarono in Cina per scovare specie botaniche rare che venivano riportate in patria a bordo di navi e poi trasferite nelle serre. Tra queste, la più emblematica si trova nei famosi Kew Gardens (un esteso complesso di serre e giardini ubicati tra Richmond upon Thames e Kew, a circa 10 chilometri a sudovest di Londra, ndr). Successivamente, il collezionismo botanico divenne moda e altre serre magnifiche furono imitate nel resto dell’Europa e non solo, a corredo dei grandi parchi cittadini. Il collezionismo botanico ebbe una rapida diffusione e si affermò in piccola e grande scala.

D. Quali sono le origini geografiche del Green Indoor?
R. Gli antichi popoli orientali furono molto abili nel ricreare in casa paesaggi domestici, attraverso terrari e cassette di legno in cui allestivano boschetti in miniatura che imitavano la naturalità esterna.

D. Qual è il peso di questo settore in Italia?
R. L’interesse per il verde domestico è in crescita soprattutto in seguito alla pandemia che ha reso gli spazi dell’abitare centrali, luoghi in cui oggi si svolgono più attività ricreative rispetto al passato. Il giardinaggio domestico è tra queste. Il trend si afferma e continua a evolversi contaminando molti aspetti della vita privata e commerciale delle società a livello mondiale.

Leggi anche: Effetto covid: cresce la domanda di case con terrazzi e giardini. E il verde domestico diventa un must

D. Quali professionalità del mercato coinvolge questo settore?
R. Arredatori, architetti, green designer, vivaisti che hanno implementato l’offerta di piante da interni per soddisfare la crescente domanda.

D. Quali sono le soluzioni che adesso vanno per la maggiore e quali, invece, si stima siano le più promettenti per il futuro?
R. Le soluzioni tecnicamente più complesse sono le cosiddette pareti verticali, che necessitano di interventi non improvvisati, con vasche modulari e materiali che sostituiscono l’utilizzo di terra per permettere la coltivazione di specie che hanno bisogno di crescere in un substrato umido: si parla di piante che in natura crescono in habitat ombreggiati. Inoltre, i pannelli con licheni stabilizzati fanno tendenza e consentono di decorare la casa con un tocco naturale, oltre ad avere capacità fonoassorbenti. Il giardinaggio in ambienti chiusi predilige specie botaniche tropicali, di facile coltivazione, alcune molto resistenti e adatte a crescere in vasi e contenitori, con ridotta luminosità.

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D. In questo settore esiste una filiera distributiva?
R. Vivai e aziende di design che realizzano strutture in cui far crescere in verde domestico, privilegiando sia l’aspetto estetico che quello e funzionale.

Se il green design entra nella rivendita edile

Il Verde Indoor è un settore davvero trasversale, che coinvolge numerose professionalità, da quelle specializzate nella progettazione del verde, come green urbanist e garden designer, agli architetti, designer di interni e visual merchandiser. Oggi ogni professionista del mondo del Design dovrebbe possedere conoscenze che lo spingano ad abbracciare una direzione più green, quindi perché no? anche chi si occupa di consulenza all’interno della rivendita specializzata, spiega a YouTrade Tania Sette, referente di Italian Design Institute.

Domanda. Se esistono casistiche, come si interfacciano queste professionalità con quelle inerenti alla filiera edile?
Risposta. Oggi sono davvero tante le aziende che offrono i loro prodotti e soluzioni per progetti di architettura indoor e outdoor, per edifici direzionali, commerciali, medicali, grandi infrastrutture, musei, complessi residenziali o centri pubblici. Esiste tutto un settore di proposte di finiture e materiali pensati per la sostenibilità, dai pavimenti ai complementi d’arredo, dall’arredo bagno al lighting design, giusto per citarne qualcuno, che vanno di pari passo con il trend del verde indoor.

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D. Secondo voi, esiste una potenzialità nel mondo della rivendita edile specializzata che sceglie di avvalersi di un collaboratore esterno o interno specializzato nel campo del Green Indoor design?
R. Lavorare in questo settore, oggi, significa avere una formazione a 360 gradi, che tenga conto anche e soprattutto dei nuovi trend del design. E il Verde Indoor non esula da questi, anzi. Anche in considerazione del fatto che sempre più committenti, sia a livello
pubblico che privato, concepiscono lo spazio, come abbiamo detto prima, in un’ottica più confortevole. L’esperto di verde indoor non è solo un appassionato di natura e piante, è un vero e proprio professionista della progettazione, specializzato nella qualità degli spazi, dell’aria interna, della corretta illuminazione degli ambienti, come anche della scelta del colore con cui tinteggiare le pareti. Inoltre, sempre più aziende e studi di architettura necessitano di una consulenza fondamentale nella progettazione del verde che, dunque, potrà essere una competenza specifica richiesta anche all’interno del mondo della rivendita edile, attraverso la collaborazione con professionisti del settore.

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