Intervista a Rino Orsolini: i nostri primi 140 anni

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Orsolini spegne 140 candeline, un traguardo che fa di questa azienda una delle realtà più longeve della distribuzione edile italiana. Oltre ad accumulare esperienza e know how, l’azienda, fondata nel lontano 1880, può contare su una rete di 28 punti vendita tra Lazio, Umbria, Abruzzo e Bassa Toscana, specializzati in arredamento, bagni, cucine, pavimenti, rivestimenti, porte finestre, materiale per l’edilizia e termoidraulica.

rino-orsoliniMa non è un semplice rivenditore di materiali: sia nella sede centrale sia nei punti vendita, consulenti specializzati accompagnano i clienti, occupandosi di ogni aspetto: dall’idea iniziale al progetto, dalla scelta dei materiali alla consegna e assistenza post vendita. «Stiamo progettando nuove aperture e cambiamenti a 360 gradi, con l’obiettivo di essere sempre più vicini ai nostri clienti, ai privati, alle imprese, ai termotecnici con l’ausilio di tutti i professionisti del settore, ingegneri, architetti e non solo», è il commento di Rino Orsolini, alla guida, insieme al fratello Amedeo, dell’azienda che, a inizio ottobre, ha inaugurato anche due nuovi uffici dedicati al superbonus.

Domanda. 140 anni sono davvero tanti: quali sono gli elementi che compongono il dna aziendale e che non sono mai mutati nel tempo?
Risposta. L’attenzione al cliente, che rimane sempre al centro di tutte le nostre iniziative. Poi, ogni mattina, come dice il proverbio, che tu sia gazzella o leone, devi cominciare a correre. Spesso, in questa vita frenetica non si ha neanche il tempo per fermarsi a riflettere su quello che si sta facendo, ma occorre prendersi il proprio tempo e rinnovarsi di continuo. Ormai da anni, ogni 15 giorni, la famiglia Orsolini si riunisce per valutare l’andamento dell’azienda e discutere strategie e investimenti. Con l’ingresso della quinta generazione questa attività di confronto si è ulteriormente accentuata, anche perché quello del passaggio generazionale è un momento molto delicato. Noi siamo riusciti a compiere questo passaggio, uno dei momenti più difficili per un’azienda, assicurandoci il futuro per i prossimi trent’anni. Certo, nella vita ci vuole anche un po’ di fortuna, che a noi non è mancata.

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La prima rivendita fondata da Pacifico Orsolini a Vignanello, paese in provincia di Viterbo

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D. In oltre un secolo di storia, a parte le due guerre mondiali, un evento dirompente come la crisi sanitaria, tutt’ora in corso, non era prevedibile: come Orsolini sta affrontando questo momento? Avete messo in campo strategie particolari?
R. A parte le varie crisi economiche che si sono succedute negli anni, una crisi così dirompente e globalizzata, non l’ho mai vissuta. Abbiamo superato il momento senza scoraggiarci, aumentando i momenti di confronto, incrementando gli investimenti in pubblicità, con cui ad esempio abbiamo raggiunto ben 32 milioni di visualizzazioni online nell’ultima campagna, e proseguendo il piano di nuove aperture già programmate. Abbiamo aperto una sala mostra di 2 mila metri quadrati all’Eur, a Roma, e abbiamo comprato un nuovo immobile che sarà pronto nel 2021. Certo, nonostante la chiusura forzata e i risultati disastrosi di aprile, dobbiamo vedere il bicchiere mezzo pieno: da maggio abbiamo ripreso le attività e ora ne stiamo raccogliendo i frutti, grazie soprattutto agli investimenti in marketing e comunicazione.

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Showroom Orsolini di Roma Ciampino

D. Molti hanno puntato su e-commerce e consegne a domicilio: voi come vi siete mossi?
R. Riguardo alle consegne a domicilio ci siamo organizzati e, durante il periodo del lockdown, ci siamo attivati per recapitare a casa dei clienti di tutto, anche solo un secchio di vernice. Per quanto riguarda l’e-commerce, al momento facciamo vendite residuali, ma siamo al lavoro per partire da gennaio 2021 con una nuova piattaforma, realizzata in collaborazione con un’altra società del nostro settore, che ci permetterà di avviare l’attività di e-commerce in maniera molto ben delineata.

D. Come giudicate i superbonus messi in campo dal governo e quali prospettive delineate per i prossimi mesi per il mercato dell’edilizia?
R. Stiamo cavalcando questo tema a «380 gradi»! Abbiamo subito messo in campo un team dedicato, con due nuovi uffici, uno di ingegneria e uno commerciale. In più abbiamo avviato i contatti con tutta una serie di imprese interessate e con le banche. Anche se al momento materialmente si è fatto poco o nulla, il superbonus al 110% ha rimesso in moto la voglia di ristrutturare casa. Non dimentichiamoci poi, degli altri bonus, quelli al 50% e 65%, che insieme ai superbonus, rappresentano una grande opportunità per il settore.

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Showroom Orsolini di Roma Ciampino

D. Quindi le prospettive sono buone?
R. Le prospettive sono molto buone, specialmente adesso che, grazie all’arrivo del vaccino, si inizia a vedere la luce in fondo al tunnel. La seconda parte del 2021, ma poi anche il 2022 e il 2023, vedrà un bel rimbalzo per tutti, ma soprattutto per i settori dell’edilizia e del turismo.

D. Vedete anche criticità nei superbonus?
R. Come sempre in Italia le cose semplici non sappiamo farle ma, nonostante la complessità dell’iter burocratico, i vantaggi superano le criticità. Il concetto di rinnovamento ormai è entrato nella testa degli italiani, e oltre al superbonus ci sono le altre agevolazioni fiscali su cui c’è già un know how consolidato.

D. Il mercato negli ultimi anni si è completamente stravolto: quali sono i principali elementi su cui oggi una rivendita di materiali edili deve focalizzare l’attenzione?
R. Le tre colonne granitiche che mandano avanti un’azienda restano qualità, servizio e prezzo. Unitamente a questi tre elementi, si sono aggiunti numerosi altri aspetti da tenere in considerazione: dall’importanza di avere sale mostre e professionisti esperti alla capacità di fare rendering e servizi di progettazione, fino alle consegne a domicilio. Questa crisi ha accelerato le trasformazioni già in atto e per via del covid quello che doveva succedere in cinque anni sta succedendo in cinque mesi. Purtroppo vediamo molti colleghi cedere il passo, e nei prossimi anni il mercato della distribuzione edile sarà fortemente ridimensionato: i rivenditori piccoli o quelli che non si sono organizzati per tempo, purtroppo, sono destinati a sparire, in un mercato che invece vedrà competere Gdo, e-commerce e player in grado di avere un certo tipo di fatturato e di dare certi servizi alla clientela. È un po’ quello che è successo nel comparto alimentare: le piccole botteghe sono sparite e sono rimasti i grandi distributori.

D. Il mondo della distribuzione è insomma di fronte a grandi sfide. C’è nella lunga storia di Orsolini un momento cruciale simile a questo che l’azienda ha dovuto affrontare in passato?
R. Non che io ricordi. Abbiamo superato tante crisi, ma una così dirompente no. Basti pensare che in 140 anni non abbiamo mai dovuto mettere nessuno in cassa integrazione. Nel 2020 abbiamo dovuto ricorrere alla cassa per un mese e mezzo.

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D. Quali sono i vostri progetti per il futuro?
R. Entro il 2025 dovremo aumentare il fatturato del 50%. Per farlo abbiamo bisogno di infrastrutture, magazzini e sale mostre nuove, dell’e-commerce e di investimenti in pubblicità. Siamo al lavoro per aprire punti vendita in quei territori dove la Gdo non ha interesse a insediarsi, perché hanno bacini di utenza relativamente troppo piccoli. Puntiamo ad aprire un magazzino ogni 20 chilometri, principalmente al Centro Italia, ma stiamo guardando anche al Nord, lavorando sempre con attenzione e intelligenza, e senza mai fare il passo più lungo della gamba.

Orsolini: 28 punti vendita e nuove aperture in vista

La storia di Orsolini inizia il 5 ottobre 1880 quando Pacifico Orsolini ha intrapreso a Vignanello, paese in provincia di Viterbo, l’attività di commercio di materiali edili. «C’è un epitaffio molto carino sulla sua tomba, che recita: Di onestà e assoluta integrità e dedito a larghi commerci. Probabilmente il bisnonno Pacifico consegnava i materiali con carretto e asinello, non so», scherza Rino Orsolini, oggi alla guida dell’azienda insieme al fratello Amedeo.

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Showroom Orsolini di Roma Ciampino

Dopo il bisnonno Pacifico, l’azienda si è tramandata di padre in figlio, fino ad arrivare oggi alla quinta generazione, trasformando una attività commerciale locale in una solida realtà presente in Lazio, Umbria, Abruzzo e Toscana. «Dalla fine degli anni Settanta abbiamo ampliato l’attività, aprendo nuovi depositi e sale mostre. Oggi contiamo 28 punti vendita e stiamo progettando nuove aperture e cambiamenti a 360 gradi, con l’obiettivo di essere sempre più vicini ai nostri clienti, ai privati, alle imprese, ai termotecnici con l’ausilio di tutti i professionisti del settore, ingegneri, architetti e non solo», commenta il titolare.

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