Si allarga ancora il centro commerciale Da Vinci

Da Vinci Village
Da Vinci Village

Si chiama Da Vinci Village e si trova a Fiumicino (Roma). È il progetto di sviluppo commerciale che incrementa l’offerta dell’esistente Parco Da Vinci e diventa così il più grande parco commerciale d’Italia. Il Vinci Village ha 23 mila metri quadri di superficie commerciale con 24 insegne prestigiose inseriti in un’ampia area di 90 mila metri quadri dedicati a servizi, leisure e spazi di socializzazione.

Determinante la collaborazione e la comunione di interessi ed intenti realizzata tra i vari soggetti coinvolti nell’operazione: dal Comune di Fiumicino, sensibile soprattutto alla creazione di almeno 300 nuovi posti di lavoro, alla società d’investimento Pimco, che ha messo a disposizione le coperture finanziarie; a Gwm, che ha gestito in prima persona tutte le attività squisitamente operative fino al leasing degli spazi; alla società Planning di Bologna che si è occupata dell’ingegnerizzazione del progetto; a Cmb che ha gestito interamente la realizzazione delle opere; a Design International, che ancora una volta ha saputo interpretare le esigenze di tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione di un progetto unico, caratterizzato dalla continua permeabilità tra spazi esterni ed interni e capace, soprattutto, di integrarsi perfettamente con l’esistente Parco Da Vinci.

“Iniziando a lavorare su Da Vinci Village abbiamo accettato una sfida: andare a realizzare un ampliamento importante e caratteristico di un progetto di grande successo commerciale come Parco Da Vinci”, commenta  Roberto Sibiano, senior architect di Design International e responsabile di progetto. “La nostra esperienza e le specificità progettuali del nostro Studio ci hanno favorito nella progettazione di una proposta integrata e collegata al grande Parco ma capace di attrarre autonomamente l’interesse di tenants e visitatori. La proposta di ampie aree all’aria aperta, servite da negozi e servizi di qualità, ben risponde alle esigenze di sicurezza e distanziamento sociale imposte dalla pandemia”.

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