Con Orsolini JR team più forte: intervista a Marco Orsolini

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Vecchie e nuove generazioni delle rivendite a confronto: lavorare insieme non è
sempre facile, soprattutto quando sopraggiungono eventi che sconvolgono le carte in tavola. L’emergenza covid-19 e il lockdown hanno influito in maniera determinante su modelli e metodi di lavoro anche consolidati, apportando nuove visioni e scenari imprevedibili. Elasticità mentale, spirito di adattamento e abilità nel fronteggiare gli imprevisti sono caratteristiche preziose, che le menti più giovani sanno esprimere in maniera più spontanea.

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Marco Orsolini, 39 anni, responsabile commerciale e logistica per il settore professional di Orsolini

Le nuove leve dell’edilizia come hanno fronteggiato l’inaspettata situazione imposta dal coronavirus? Quali difficoltà hanno dovuto affrontare e cosa si aspettano dal futuro? YouTrade ha deciso di chiederlo ad alcuni giovani imprenditori del settore. A cominciare da Marco Orsolini, 39 anni, responsabile commerciale e logistica per il settore professional di Orsolini, una delle maggiori realtà della distribuzione.

Domanda. In Orsolini Lei rappresenta la nuova generazione. Come ha vissuto il lockdown e come è andato il confronto con la vecchia generazione?
Risposta. C’è stato un confronto continuo e, nonostante le differenze di vedute sul futuro, si è creato un bel dialogo. I giovani hanno cercato di non perdere di vista l’aspetto commerciale e di marketing, mentre i più grandi si sono concentrati sull’aspetto finanziario. Inizialmente ci sono stati davvero molti dubbi su cosa fare, la chiusura improvvisa e inaspettata ci ha colto di sorpresa e ha sconvolto tutti i nostri piani. Avevamo un calendario di attività programmate per la primavera-estate molto fitto e intenso, ma il coronavirus ha cancellato tutto. Comunque, dopo lo sbandamento iniziale, ci siamo buttati a capofitto nella lettura di decreti, norme e regolamenti, per capire che cosa potevamo fare. Tra le varie soluzioni abbiamo attivato, grazie all’utilizzo di varie piattaforme web, strumenti per lavorare da casa, restare in contatto, e soprattutto fare webinar con i nostri clienti.

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Lo showroom Orsolini in zona Gregna di S.Andrea (Roma)

D. Tutto questo ha portato dei risultati?
R. Per quanto riguarda la mia esperienza personale, il gruppo di giovani in Orsolini ha fatto ancora più team, si è creata una maggiore vicinanza e unione. Dal punto di vista dell’organizzazione interna, sicuramente. Siamo riusciti a mantenere i contatti con la nostra forza vendita, abbiamo organizzato incontri e riunioni commerciali via web. C’è stata anche un’accelerazione su alcuni processi a livello di risorse umane, di processi aziendali, di organigramma, che ha permesso di fare un passo in più dal punto di vista del passaggio generazionale. Nel periodo del lockdown abbiamo anche indetto un concorso di idee interno, con un premio finale, indirizzato ai responsabili: ogni gruppo di lavoro doveva elaborare una nuova idea commerciale per l’immediato futuro, che tenesse in considerazione anche i cambiamenti dovuti alla quarantena nelle abitudini dei
nostri clienti, delle esigenze commerciali e dei servizi da offrire. Con i clienti abbiamo inoltre programmato un calendario molto fitto di incontri tecnici dedicati a tutte le categorie professionali, dall’artigiano all’architetto, dal geometra all’ingegnere.

D. Qual è il cambiamento che il lockdown ha comportato per sempre?
R. Il mercato non è più quello di prima. Purtroppo, ancora di più rispetto al passato c’è un livello di incertezza che si fa sentire e influenza in maniera rilevante l’andamento del settore. Molti grandi cantieri si sono bloccati e non sono ancora ripresi appieno. Anche i grandi gruppi di investimento hanno levato il piede dall’acceleratore e sono rimasti alla finestra per capire come si evolverà la situazione.

D. Però conferma che il mercato post-covid si è ripreso bene?
R. Maggio e giugno hanno registrato buoni risultati. Le imprese edili di piccole e medie dimensioni hanno ripreso a lavorare, anche le piccole ristrutturazioni sono ripartite. Siamo molto fiduciosi, anche se navighiamo un po’ a vista.

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Ambientazione bagno nello showroom Orsolini

D. Qual è il suo pensiero per il futuro: cosa bisognerà fare per adattarsi a questa nuova situazione del mercato?
R. Sicuramente cercare di capire in anticipo come si evolveranno i rapporti tra professionista, privato e impresa. Il privato si fa sentire sempre di più, vuole un rapporto con l’azienda molto più forte e diretto, anche attraverso i canali digitali. Prima c’erano delle dinamiche ben precise, la committenza privata sta entrando sempre di più nella fase decisionale e preparatoria. E questi mesi di lockdown hanno accelerato tutto questo.

D. Durante il lockdown è cambiato anche il rapporto con la casa: avete notato differenze nella richiesta di prodotti rispetto  al passato?
R. Abbiamo notato un maggiore interesse nei confronti della propria casa da parte dei privati. Sicuramente c’è stata maggiore attenzione ai temi del comfort che probabilmente dirigerà la spesa verso l’efficientamento energetico e sistemi di riscaldamento, raffrescamento e isolamento acustico. Anche l’outdoor e la cura degli spazi esterni ha avuto un rinnovato interesse.

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D. Secondo Lei, dunque, qual è il principale contributo che la nuova generazione può dare?
R. L’aspetto digitale e tecnologico non si può trascurare, cambia continuamente e radicalmente le abitudini dei consumatori. La nuova generazione ha l’onore e l’onere di interpretare al meglio questa epoca, che vede molti cambiamenti in atto, e anticipare il futuro in modo da avere una visione più chiara di come impostare l’azienda e intercettare i nuovi consumatori.

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