Come organizzare il magazzino dopo il covid

Scaffalature in magazzino
Scaffalature in magazzino

Ripartire Insieme potrebbe essere uno slogan per il periodo che attende il mondo imprenditoriale dopo quasi due mesi di fermo obbligato, necessario per rallentare e fermare la pandemia covid-19. Ma Insieme può essere visto anche come un acronimo che definisce le tappe che l’azienda deve attraversare per riorganizzare il proprio business in funzione di quello che è successo. L’obiettivo è una riorganizzazione degli acquisti affinché l’azienda non debba essere penalizzata con ulteriori fermi produttivi o commerciali dovuti alla mancanza di componenti o materiali. Di seguito le fasi:

  • I: Indagine. Analizzare i propri fornitori per definire le eventuali criticità. Il fornitore deve essere in grado di sostenere la ripartenza, per questo è necessario comprendere se ha sufficienti scorte per il prossimo futuro o sufficiente capacità produttiva in grado di mantenere il business. Diventano critiche le forniture internazionali soprattutto da quei paesi dove il lockdown ha fermato o continua a fermare le attività.
  • N: Network. Lavorare per creare una nuova rete di relazioni che si basa su una comunicazione chiara e mirata alla condivisione delle informazioni. Tutti i soggetti del network devono mettere sul tavolo le proprie informazioni, le proprie conoscenze al fine di rivedere delle strategie di sistema. Non allargare le proprie conoscenze alle condizioni di parte o dell’intera filiera può comportare dei rischi per il futuro.
  • S: Sostegno e Sicurezza. Laddove i fornitori evidenzino delle criticità operative e il fornitore è altresì strategico per il proprio business, diviene necessario fornire un sostegno per valutare le opportune vie di uscita. Potrebbe essere necessario cercare nuovi fornitori di secondo livello (il fornitore del fornitore) in nuove aree e con un’idonea capacità produttiva. Internamente all’azienda il sostegno è dato dalla sicurezza fornita agli operatori. Per questo si devono creare le migliori condizioni di lavoro tramite l’adozione e l’uso dei corretti Dpi oltre all’applicazione delle regole per non favorire la diffusione della pandemia.
  • I: Innovazione. Nel caso alcuni componenti possano risultare di difficile reperimento è necessario pensare alla loro sostituzione, per questo si tratta di cambiare e/o innovare. Rivedere alcuni componenti può portare anche a definire nuove soluzioni che a loro volta possono aumentare o migliorare le prestazioni del prodotto venduto. È il momento di pensare in modo differente, guardando avanti e ipotizzando nuovi scenari.
  • E: Eliminazione. Eliminare il superfluo, abbattere gli sprechi, puntare a flussi lineari e processi semplici.
  • M: Misure. Creazione di un cruscotto con un numero ridotto di parametri, ma estremamente significativi. Ragionare per scenari definendo per ciascuno di essi l’appropriato set di parametri e di valori da raggiungere. Tali dati serviranno per misurare i progressi che il sistema di aziende sta realizzando mano a mano che il futuro diviene più chiaro e lo scenario corretto si delinea più precisamente.
  • E: Esecuzione. Agire è una parola chiave. Attendere è il rischio più alto. Proprio per quelle aziende che hanno ridotto la loro operatività, la riduzione del lavoro deve essere vista come un’opportunità per rimettere in discussione oltre alle strategie, il proprio business ma anche i processi produttivi. Nei periodi in cui le attività sono a regime spesso le aziende non hanno il tempo per rivedere le loro attività, non hanno il tempo per rallentare e rimettere in discussione la loro quotidianità.

Tutti sono concordi sul fatto che di fronte alla pandemia è necessario un cambiamento, che deve abbracciare non solo le attività operative, ma la stessa organizzazione della supply chain. Il modello presentato definisce degli step operativi che ciascuna azienda può realizzare per affrontare con maggiore sicurezza i prossimi mesi.

di Andrea Payaro

docente, esperto del ministero

dello Sviluppo Economico (Ice)

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