Coronavirus, le richieste del Gruppo Rea al governo

Il Gruppo Rea aggiunge il suo appello al governo a quello delle associazioni di categoria. Al centro, l’urgenza di tornare alle normali attività produttive. Il gruppo, che dichiara 98 rivenditori associati chiede, in sostanza, la fine della sospensione della vendita dei materiali da costruzione presso le rivendite e, quando l’emergenza sarà finita, procedure alleggerite dal peso della burocrazia. Perché «altrimenti il coronavirus rischia di essere il colpo di grazia di una categoria, quella dei rivenditori edili e delle costruzioni, in crisi da dieci anni, soprattutto le piccole e medie organizzazioni», spiega Valentino Cotugno, amministratore delegato del Gruppo Rea.

Qual è la situazione dell’edilizia e delle rivendite edili in questa emergenza sanitaria?

Il nostro settore si trova  in crisi ed è fortemente danneggiato dal coronavirus. Siamo costretti, nostro malgrado, a dover ricorrere a una serie di azioni che rischiano di non farci più lavorare. Il settore risente fortemente della tutela che dobbiamo mettere tutti in merito al problema sanitario. I cantieri stanno chiudendo, tranne rare eccezioni non si hanno più le condizioni per poter proseguire causa la sospensione della vendita dei materiali da costruzione. Questo è un problema grave per l’economia italiana ed è gravissimo anche in un’ottica futura per una categoria che ormai da dieci anni sconta una crisi fortemente impattante sul territorio.

Valentino Cotugno riceve la targa riconoscimento per Sostenibilità ed Edilizia Circolare dalla presidenza della Regione Lazio
Valentino Cotugno riceve la targa riconoscimento per Sostenibilità ed Edilizia Circolare dalla presidenza della Regione Lazio

Quali sono i numeri di questo allarme?

La situazione è tragica e siamo fortemente preoccupati, perché il settore non è stato considerato come uno di quelli fortemente danneggiati dall’emergenza sanitaria. Le rivendite edili, circa 10 mila a livello nazionale,  720 nel Lazio, sono a rischio. E con dieci addetti di media per ogni punto vendita sono a rischio 1 milioni di posti di lavoro in Italia, oltre a tutto l’indotto: trasporti, servizi…. un esercito invisibile allo Stato. Uno dei volani più importanti dell’economia nazionale.

Come giudica le misure contenute nel decreto Cura Italia?

Il decreto Cura Italia cerca di mettere una serie di toppe e intervenire su chi sta in prima linea. Al nostro settore non è dedicato nulla, poco o nulla. È vero che si è iniziato a prendere in esame il problema, ma sul settore ancora non c’e’ nulla. Scadenze con i fornitori, affitti, mutui, personale, chi tutela tutta questa filiera?

Valentino Cotugno
Valentino Cotugno

Quali sono le richieste della categoria al Governo?

Il Gruppo Rea Italia, con tutte le associazioni di categoria, consorzi con energia stiamo chiedendo al governo : a) Individuazione delle misure di prevenzione e protezione, definendo: campo di applicazione; Responsabili del procedimento; Modalità di ingresso dei lavoratori in azienda; Modalità di ingresso dei fornitori esterni e dei Clienti; Pulizia e sanificazione in azienda; Dispositivi di Protezione Individuale (Dpi); Gestione degli spazi comuni; Gestione entrata e uscita dei dipendenti; Spostamenti interni, riunioni, eventi interni; Utilizzo veicoli aziendali; Procedure di emergenza aggiuntive al piano di emergenza; Sorveglianza sanitaria; Segnaletica e cartelli monitori supplementari. b) Verbale informazione dipendenti coronavirus: tutti i dipendenti vengono informati e sottoscrivono il rispetto rigoroso di quanto previsto nel manuale di procedura. Si procede anche ad assicurazione apposita per il personale. c) Cartellonistica di sicurezza: il punto vendita è dotato di adeguata cartellonista per informare dipendenti, fornitori e clienti delle misure adottate, oltre al normale supporto di comunicazione digitale. d) Attenzione particolare alla sicurezza del cliente: il personale gestisce con scrupolo l’accesso dei clienti per garantirne la sicurezza, l’opportuna distanza e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Si favorisce la previa preparazione dell’ordine a distanza per assicurare il caricamento, le consegne e tutto quanto permetta di privilegiare il distanziamento.

Altre richieste?

a) Le garanzie dello Stato sui prestiti alle Piccole e Medie Imprese debbono arrivare a coprire fino al 100%, senza il vincolo del rating d’impresa. Dobbiamo dare la possibilità a tutte le imprese, che hanno storia e tradizione e che vivono questo momento di grave difficoltà, di avere un segnale forte e concreto dallo Stato per riprendere la propria attività. b) Sospensione di Basilea 2 e revisione completa dei criteri di classificazione dei crediti deteriorati e dei rating d’impresa. Occorre inserire nelle varie moratorie sui prestiti anche i crediti deteriorati, inserendo anche in questo caso forme di garanzia di Stato. Tutto ciò può consentire concretamente alle imprese in difficoltà di poter beneficiare di moratorie e garanzie anche per chi ha posizioni considerate come «inadempienze probabili» (Upl fino agli Npl); c) Stabilire un Regolamento unico per il Sistema Bancario, con criteri chiari e flessibili da applicare per le concessioni delle varie forme di credito alle imprese. d) Va riproposta la «pace fiscale» a saldo e stralcio per tutte le cartelle esattoriali notificate fino al 15 maggio 2020. e) Con riferimento ai prestiti, con la garanzia dello Stato, il cui importo è determinato in percentuale sul fatturato dell’impresa, va precisato che il valore del fatturato da considerare è quello riferito al totale ricavi (vendite + rimanenze), così come vige negli altri settori industriali; f) Per consentire una immissione concreta di liquidità per le imprese e rivendite edili occorre che lo Stato proceda entro 15 giorni ai rimborsi Iva; g) Va sospesa per almeno 24 mesi l’applicazione delle procedure di cui allo split payment.

Qualora si riapra, il Gruppo Rea Italia chiede che siano rispettate queste regole essenziali:

a. mantenimento della distanza interpersonale di un metro

b. disponibilità di un servizio igienico ad uso esclusivo degli operai (bagno chimico o altro)

c. pulizia giornaliere e sanificazione dei locali destinati a spogliatoio e al consumo dei pasti

d. possibilità di lavare le mani e fornitura di detergenti e asciugamani di carta

e. pulizia e sanificazione giornaliera di eventuali mezzi di trasporto a uso collettivo (muletti chiusi con cabina), camion che guidano più operatori della rivendita edile

La rivendita edile dovrà sollecitare il medico competente Usl di zona a una attività di informazione anche, eventualmente, con la distribuzione di opuscoli informativi e alla eventuale intensificazione della sorveglianza sanitaria che, anche se a cadenza annuale, può essere integrata da visite di controllo in questo particolare frangente.

Spero di essere stato utile , e ribadisco il qualità di Presidente del Gruppo Rea Italia Rivendite Edili Associate Valentino Cotugno e a nome della Treesse srl società partner del Gruppo Rea, che opera nella Gds e della distribuzione specializzata. Ribadiamo a voce alta: se riparte l’edilizia e la distribuzione dei materiali e attrezzature riparte tutto il sistema Paese  conta circa il 11% del Pil nazionale , insieme e uniti ce la faremo e saremo più forti di prima.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il commento
Inserisci il tuo nome qui