È polemica sull’abolizione dello sconto in fattura

I lavori di ristrutturazione

Era prevedibile. Introdotto sei mesi fa con il decreto Crescita dall’allora ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio, lo sconto in fattura sui bonus casa è stato sostanzialmente abrogato con un emendamento alla legge di Bilancio. Ma per essere parzialmente reintrodotto con un altro emendamento. Un labirinto. Nel frattempo, come avviene per i provvedimenti poco discussi e male scritti, ha scontentato tutti: le piccole imprese che faticavano a gestire uno sconto che grava sulle loro spalle e, ora, quelli che sullo sconto ci contavano per fare lavori oppure i professionisti che vedevano nello sconto in fattura una opportunità.

Ecco, per esempio, la protesta di Inarcassa: “Eliminare totalmente lo sconto in fattura significa disincentivare la messa in sicurezza del patrimonio edilizio e avvantaggiare le sole imprese. Se da una parte apprezziamo il ripensamento da parte del Governo, dall’altra non possiamo ritenerci pienamente soddisfatti di questa misura correttiva che impone una soglia troppo alta, un ostacolo all’accesso dei nostri professionisti all’incentivo fiscale”, protesta Egidio Comodo, presidente della Fondazione Inarcassa. L’emendamento alla legge di Bilancio, come accennato, ha prima abrogato lo sgravio in fattura di eco-bonus e sisma-bonus, ma poi lo ha parzialmente riconfermato con l’introduzione di una soglia di 200mila euro dei lavori. Ma solo per gli interventi di ristrutturazione di primo livello, per le parti comuni degli edifici condominiali. “A queste condizioni, in un momento di crisi di tutta la filiera dell’edilizia e soprattutto dei professionisti architetti ed ingegneri, si rende inutilizzabile un importante strumento di rilancio degli interventi di riqualificazione energetica e consolidamento sismico. Per questo motivo lanciamo un appello al Governo per chiedere l’introduzione almeno di una soglia più bassa per i servizi di ingegneria e architettura, 20mila euro, che tuteli anche il mercato del lavoro dei liberi professionisti”, conclude Comodo.

Soddisfatte, per ora, sono invece le associazioni che hanno spinto per l’abolizione dello sconto come Finco, Assites, insieme alle altre Associazioni federate Anfit ed Unicmi, oppure Italia Solare (pannelli fotovoltaici).

Anfit, associazione nazionale per la tutela della finestra Made in Italy, per esempio, “esprime grande soddisfazione per la decisione espressa nella serata di ieri dalla Commissione Bilancio del Senato che ha disposto la sospensione dei commi dell’articolo 10 della Legge 58/2019 relativi allo sconto in fattura dei bonus fiscali legati agli interventi in campo edilizio”. Positivo anche il commento di Confartigianato. Per esempio, Confartigianato Imprese Bergamo “esprime apprezzamento e soddisfazione per l’intenzione del Parlamento di abrogare lo sconto in fattura per gli interventi relativi a ecobonus e sisma-bonus previsto dall’articolo 10 Decreto Crescita”. L’associazione nota che “emendamenti soppressivi sono stati presentati da tutti i Gruppi parlamentari: la volontà di cancellare la misura del Decreto Crescita è stata quindi unanimemente condivisa”. Secondo Confartigianato, infatti, con l’applicazione dello sconto in fattura, in cinque anni le piccole imprese del sistema casa (costruzioni, installazione impianti, serramenti) avrebbero registrato riduzioni dal 37% al 58% del fatturato sul segmento interessato dalle detrazioni fiscali per riqualificazione energetica.

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