Chistè: la Steldo è una famiglia allargata

Steldo, la sede a Riva del Garda

L’unione fa la forza. Lo sa bene la Steldo, nata nel 2012 sulla riva del Lago di Garda (Trento) dalla fusione di due famiglie e di due aziende storiche del Trentino-Alto Adige: Edilmateriali Chistè e Parolari Gildo. Oggi, dopo appena quattro anni di vita, la Steldo è leader provinciale ed esempio imprenditoriale da esportare in tutta la penisola. Enrico Chistè, socio e amministratore, svela l’anima dell’impresa e la sua ricetta contro la crisi: “razionalizziamo le rivendite”.

Steldo, la sede a Riva del Garda
Steldo, la sede a Riva del Garda

Domanda. La Steldo compie quattro anni di vita, ma ha radici ben lontane.

Risposta. Proprio così, la nuova realtà nasce nel 2012 dalla fusione di due aziende storiche del Trentino: la Edilmateriali Chistè e la Parolari Gildo (il nome Steldo è appunto una crasi tra i due cognomi), da sempre molto note e radicate sul territorio.

D. Ci racconti il perché di questa fusione.

R. L’idea è nata per caso in fiera a Bologna da due dei quattro soci che si stavano confrontando su quale fosse la soluzione migliore per far convivere le proprie aziende in un territorio non molto vasto, ma molto complesso, come il Trentino.

D. Un aneddoto relativo alla fondazione?

R. È curioso come quattro fratelli, due per famiglia (Parolari e Chistè, NdR), si siano “sposati” così facilmente e abbiano avuto insieme la capacità di creare un’unica forte azienda, dove potessero convivere le diverse anime, personalità e competenze. Il tutto finalizzato a un bene (comune) superiore. D’altronde l’unione fa la forza.

D. E che cosa è cambiato?

R. Premetto che avevamo già cominciato a spostare le nostre forze verso mercati nuovi: l’edilizia pesante in difficoltà ci aveva fatto cercare nuovi scenari. Ma bisognava cambiare per intraprendere questa strada e noi lo abbiamo fatto. La Steldo ha dunque virato con ancor più decisione verso finiture, pavimenti e rivestimenti, sanitari ed arredo bagno, porte, recinzioni e tutto quello che concerne il mercato crescente delle ristrutturazioni e del cliente privato.

D. Avete parallelamente abbandonato l’edilizia tradizionale?

R. No, ma si è ristretta sensibilmente da sola: di costruzioni nuove se ne vedono sempre meno. Non abbiamo dunque perso l’interesse per il tradizionale, semplicemente abbiamo spostato le nostre forze (e i nostri sforzi) verso i segmenti di mercato in espansione, che tirano di più, secondo una logica di rinnovamento necessario.

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Steldo, showroom

D. Con quali atti concreti?

R. Per esempio, potenziando i nostri showroom e inserendo il reparto colori e cornici,  tutte azioni mirate a creare un’azienda proiettata alle nuove esigenze del mercato, perché andare a spingere su fronti in compressione non ha alcun senso.

D. Che cosa rappresenta la Steldo per il Trentino?

R. L’azienda numero uno nelle rivendite edili della provincia di Trento: primeggiamo per fatturato, per punti vendita e per copertura territoriale. Non disdegnando comunque puntate nelle provincie limitrofe aiutati dal passaparola della nostra clientela.

D. Qual è il trend del mercato regionale?

R. In questi ultimi due anni si è molto ridotto nelle vallate, mentre resiste meglio nelle località a vocazione turistica, dove alberghi e seconde case si difendono. Noi siamo molto votati al turismo, soprattutto sul lago di Garda, e riusciamo così a essere stabili, contenendo il netto calo del residenziale e dell’industriale.

D. Allarghiamo lo sguardo all’intero Paese.

R. L’edilizia in Italia non accenna a uscire dalla crisi e le prospettive, purtroppo, non sono molto incoraggianti. L’unica cosa che, a mio parere, potrebbe aiutare la situazione, per anticipare il futuro e non doverlo subire, sarebbe intraprendere il cammino che già il resto d’Europa ha completato: razionalizzare le rivendite, eliminando quelle che non servono e dando di conseguenza maggior respiro a quelle rimanenti.

D. Spieghi bene.

R. Al momento il mercato è composto di una miriade di piccole aziende sparse sul territorio, spesso di natura familiare. Il trend del mercato richiede competenze e strutture che poco si sposano con questa realtà: il mercato porterà nei prossimi anni ad avere un numero minore di punti vendita ma con dimensioni e personale più consistenti e competenti. Questo perché la clientela vuole tutta una serie di servizi che una piccola azienda non può dare, mentre sa farlo (e bene) un multipoint.

Sala mostra Steldo
Sala mostra Steldo

D. Voi stessi avete agito in quest’ottica?

R. L‘anno scorso, proprio in quest’ottica di razionalizzazione, abbiamo chiuso un punto vendita: da sei siamo passati a cinque. Anche se questo trend era per noi già una regola prima della fusione, avendo acquisito e chiuso più punti vendita negli anni passati. Ci stiamo impegnando tuttora in questo senso relazionandoci con realtà locali per continuare a perseguire l’obiettivo.

D. La vostra marcia in più rispetto alla concorrenza?

R. Il nostro motto è “un’azienda al servizio del cliente”. Se un cliente vuole appoggiarsi a noi, siamo in grado di seguirlo a partire dalle fondamenta fino al colore di finitura, senza mai essere lasciato solo. Seguiamo tutto, dall’inizio alla fine con professionalità e competenza.

D. Il vostro target di riferimento?

R. Non abbiamo un target esclusivo ma puntiamo a lavorare in sinergia con le imprese a tutto campo, non tralasciando però l’utente finale a cui competono spesso le finiture.

D. Una domandina sul fatturato: il 2016 è come procede?

R. I primi sei mesi del 2016 sono in linea con il 2015, mentre il 2015 rispetto al 2014 era leggermente in calo. Negli ultimi anni, adeguandoci alle esigenze del mercato, siamo riusciti a contenere la tendenza negativa del mercato.

D. Avete adottato ulteriori nuove strategie?

R. Quest’anno stiamo rafforzando la rete vendita esterna per supportare meglio la clientela ed allargare leggermente il nostro raggio di azione. Abbiamo inoltre inserito, con personale interno, il servizio di fornitura e posa di basculanti, porte e portoni.

Magazzino Steldo
Magazzino Steldo

D. Chiudiamo in leggerezza: la sua squadra del cuore?

R. La Steldo, che domande! La nostra azienda è come una grande famiglia in cui lavorare e divertirsi tutti i giorni.

D. Invece il cantante? Dire Steldo non vale…

R. Allora dico Vasco Rossi.

D. E  invece un libro punto di riferimento?

R. Naturalmente YouTrade, che leggo sempre con grande attenzione.

D. Dulcis in fundo, i suoi hobby?

R. Le moto, di tutti i tipi: dal trial all’enduro, ma anche come mezzo di tutti i giorni.

Leggi anche l’intervista a Giuseppe Vantusso, titolare di Vanedile (Milano) e presidente del Gruppo Made

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