Grazioli: la ricetta Centredil contro la crisi del settore

Giovanni Pietro Grazioli, Centredil

Voglia di lavorare e di lavare i camion: è questo il segreto del successo di Centredil, distributore di materiali per l’edilizia. Lo racconta a YouTradeweb Giovanni Pietro Grazioli, che quest’azienda l’ha creata e poi sviluppata insieme a Sergio Cammi, fino a farla diventare un’eccellenza del settore. “Mi incavolavo non poco quando non lavavamo i camion: è assurdo presentarsi da un cliente con un camion sporco!” ci racconta al telefono in una lunga chiacchierata nella quale si parla dell’andamento del mercato e della ricetta Centredil contro la crisi del settore. Tra gli ingredienti anche Roberto Baggio, Lucio Battisti, Ken Follett e Caravaggio…

Giovanni Pietro Grazioli, Centredil
Giovanni Pietro Grazioli, Centredil

Domanda. Grazioli, rompiamo il ghiaccio: quando è nata Centredil?

Risposta. Nel 1984 con un unica sede a Flero, in provincia di Brescia, posta in una ex fornace. Da lì, io e Sergio Cammi, siamo partiti per una serie di progetti ambiziosi, culminati in otto magazzini e in una serie di iniziative che portiamo avanti ogni giorno.

D. Ha qualche aneddoto sulla storia dell’azienda?

R. Anni fa organizzai con i miei collaboratori un viaggio in Valle d’Aosta in una piccola località ad oltre 2.000 m di altitudine in un agriturismo aperto appositamente per noi in quanto eravamo a fine inverno e lassù era tutto chiuso. L’unica presenza (oltre alla simpatica proprietaria) era la visita ogni giorno di una volpe che veniva a rifocillarsi da noi. Esperienza bellissima in quanto per tre giorni siamo stati isolati dal mondo ed è stata un’occasione per conoscere le persone in modo diverso.

D. Oggi che cos’è Centredil?

R. Siamo un’azienda che (come ha sempre fatto) guarda avanti con capacità e competenza. In passato abbiamo  avuto la bravura di capire la necessità di dover diversificare i prodotti: siamo stati forse pionieri in questo. Poi siamo cresciuti in anni in cui, soprattutto in provincia di Brescia, il lavoro era molto intenso.

D. Qual è il vostro quid in più, il tratto peculiare e riconoscitivo rispetto alla concorrenza?

R. Le persone sono il valore di quest’azienda, la marcia in più. Negli anni siamo riusciti a formare delle persone competenti che ci permettono di farci preferire rispetto ad altri, compresa la grande distribuzione organizzata. La nostra bravura è stata questa.

D. Qual è il vostro trend di mercato? E quali le vostre previsioni a breve-medio termine?

R. Oggi il mercato è molto sofferente perché c’è stata una produzione immobiliare impressionante causata da persone più o meno serie, che hanno tirato in piedi un sacco di immobili. Insomma, la situazione non è rosea.

D. Passiamo dunque ai  settori merceologici: quali vanno meglio e quali peggio?

R. Iniziamo dal tasto dolente, che è il settore “pesante”, ovvero laterizio e solai e tutto quel materiale per costruire una casa. È invece in crescita il comparto relativo alla ristrutturazione, fatta con una certa qualità. Questo è un punto importante.

D. Spieghi meglio.

R. È importante un personale che indirizzi. Per ristrutturare – e ristrutturare bene – c’è bisogno di una manodopera adeguata. Costruire una casa  nuova è un conto, mettere le mani  su immobili di pregio o con certi deterioramenti è un altro. Il nostro impegno è indirizzare i clienti verso il prodotto giusto. Su questo siamo più forti della Gdo.

D. Rispetto al 2014, mi aggiorna sui dati di fatturato, punti vendita e impiegati: sono aumentati, rimasti invariati oppure diminuiti?

R. Nel 2015 Centredil ha registrato circa un 10% di aumento del fatturato, a parte un punto vendita o due che si sono mantenuti, gli altri hanno avuto tutti un piccolo incremento. Idem per gli impiegati

D. Buone notizie, il trend è positivo…

R. Sì e per il 2016 si prevede un ulteriore incremento, anche perché abbiamo ritirato due magazzini nuovi. Vorrei aggiungere una cosa.

D. Prego.

R. Noi, fortunatamente, lavoriamo con la voglia, non con il bisogno di farlo. Questo ci aiuta e fa agire in modo diverso. Purtroppo ci si scontra con realtà molto difficili, anche perché ci sarebbe bisogno di una legge che stabilisca che in Italia le transazioni edili vengano pagate a trenta giorni e non a sessanta, se non oltre. Chi è in grado di sopportare i ritardi va avanti, gli altri chiudono.

D. Ma secondo lei qual era il principale fattore di successo di un rivenditore di materiali edili negli anni Ottanta e Novanta e qual è quello odierno?

R. In passato, senza dubbio, la voglia di fare. Oggi gestire un’azienda economicamente indipendente purtroppo tanti imprenditori a mio avviso asciugano le aziende per il proprio tornaconto. Noi non abbiamo mai bevuto Champagne ma Lambrusco tutti i giorni.

D. Rilassiamoci un po’ e passiamo a domande più leggere, extralavorative. Squadra del cuore?

R. Il Brescia, ma purtroppo con grande tribolazione. Vivo nei ricordi del grande Roberto Baggio.

D. E la canzone alla quale è più legato?

D. Emozioni di Lucio Battisti

D. Libro preferito?

R. Tutti quelli di Ken Follett.

D. Ultimissima. Hobby?

R. Da trent’anni e passa ho la passione dell’arte visiva, quadri antichi: l’emozione che danno è incredibile. Darei un rene per stringere la mano a Caravaggio. L’arte moderna invece non la capisco proprio. Le racconto una cosa divertente…

D. Dica. 

R. Le racconto un aneddoto divertente, organizzai anni fa una riunione commerciale a Malta che oltre al piacere di visitare l’isola aveva anche lo scopo mio personale di ammirare le due opere di Caravaggio esposte nella Chiesa dei Cavalieri alla Valletta.

Centredil, la sede
Centredil, la sede

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