Commercio elettronico, il B2B sale a quota 23 miliardi

Regusci Reco, azienda del gruppo Crh Swiss Distribution, uno dei più forti distributori di materiale edile della Svizzera, lo ha detto chiaramente nell’intervista video proiettata al convegno annuale di YouTrade. Loro non fanno affidamento su una piattaforma online per le vendite, ma piuttosto pensano all’e-commerce come strumento molto utile per gli acquisti. Un’idea nuova per il settore. E una novità soprattutto nel nostro Paese dove le imprese ancora non vedono le potenzialità offerte dal commercio digitale per crescere e per aprire nuovi mercati, secondo le analisi di Netcomm, il consorzio del commercio elettronico italiano.

Che rileva nella sua prima ricerca B2B i profondi cambiamenti provocati dalla tecnologia nell’interazione tra aziende B2B e B2Retail lungo la filiera commerciale: l’e-commerce B2B cresce e il valore delle transazioni in rete si aggira tra 18 e i 23 miliardi (una cifra comunque maggiore del commercio elettronico B2C che si attesta per il 2015 a 16,6 miliardi di euro). Ma chi investe sul digitale punta sul marketing e sui contenuti dei prodotti piuttosto che il commercio elettronico e il processo di digitalizzazione delle filiere commerciali è visto dal 55% delle aziende intervistate più come un’opportunità di sviluppo che come una vera e propria rivoluzione dei modelli di business (46%). Sarà perché dei 7mila e 500 siti italiani attivi nell’ecommerce B2B, il 76% sono microimprese con meno di 5 dipendenti? E solo il 16% esporta mentre l’84%, opera nei confini italiani?

Un altro dato rilevante è che il 56% non ha avviato alcuna soluzione Ict legata ai processi di acquisto o vendita, mentre 3 aziende su 10 lo hanno fatto per le fasi pre o post vendita e si sono concentrate principalmente sullo sviluppo di contenuti sui prodotti e sul web marketing. Non solo, nell’ultimo anno appena il 12% del campione ha implementato una forma di vendita online di cui la metà è un canale di vendita diretta, eliminando l’intermediazione dei distributori. Fra gli ostacoli che frenano la spinta verso la vendita online rientrano soprattutto quelli legati alla complessità iniziale dello sviluppo di un progetto di e-commerce (29%) seguiti dalle problematiche relative alla logistica (16%). Di sicuro non rappresentano una minaccia per i canali tradizionali, anzi la percezione diffusa è che le reti manterranno, modificheranno o aumenteranno il loro ruolo grazie al diffondersi della vendita online nel B2b. Anche se un cambiamento incisivo sembra esserci: per il 47% degli intervistati entro 5 anni scompariranno i cataloghi cartacei.e-commerce

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il commento
Inserisci il tuo nome qui