Le prospettive del 2026 per l’edilizia

Le previsioni per il nuovo anno sono rosa. Quello che preoccupa è il 2027.

Ogni inizio anno è il momento più temuto dalle imprese: che cosa riserveranno i prossimi 12 mesi? Chi si sente messo bene guarda al futuro con fiducia. Al contrario, chi vede nubi all’orizzonte teme il peggio. Le previsioni del Cresme sembrano però tranquillizzanti per l’edilizia. Secondo il recente report del centro di ricerche, il nuovo anno  vedrà un valore della produzione in aumento dell’1,9%, con investimenti in crescita del 2%. Il prolungamento dei bonus al 50% terrà a galla anche il rinnovamento di abitazioni, anche se a livelli più o meno come nel 2025. I veri vincitori dell’anno appena iniziato saranno, invece, i lavori da appalti pubblici, grazie allo sprint finale del Pnrr, con opere legate al genio civile in aumento dell’11,7%, e +7,5% per il non residenziale (scuole, ospedali). Certo, a fine agosto i giochi devono essere chiusi, ma la coda dei lavori quasi ultimati servirà a chiudere l’anno in tranquillità. Secondo i calcoli, su quasi 200 miliardi del Pnrr sono 70 quelli spesi in opere pubbliche. Nella stima della Fondazione Ifel Anci per la finanza locale, le risorse del Pnrr finiranno per incidere al 70% sulla spesa in opere pubbliche dei Comuni.

In cantiere
In cantiere

A favore del mercato dell’edilizia, inoltre, non bisogna dimenticare il settore immobiliare, che grazie ai tassi dei mutui tornati in discesa spingono le compravendite: sono aumentate del 7% nel 2025, a 960 mila unità, e nel 2026 sono previste in ulteriore salita del 2,8%, con una quota molto vicina al milione di operazioni. Altra benzina per il settore edile.

Insomma, il 2026 promette di essere un anno positivo per tutta la filiera, capace di conservare buona parte del mercato conquistato negli anni d’oro del superbonus.

Costruzioni
Cantiere al lavoro

Ma è il 2027 che appare all’orizzonte un più nebbioso. Il piano casa annunciato e riannunciato (siamo alla terza volta nel giro di tre anni), inserito nella legge di Bilancio, ma per un mini importo di 100 milioni, difficilmente potrà fare la differenza, se rimarrà nelle dimensioni determinate sinora. E senza l’aiuto del Pnrr si rischia un atterraggio brusco. A meno che l’altro Piano casa, quello che ha annunciato la Commissione europea a dicembre, totalmente passato inosservato in Italia, costituisca davvero una nuova chances. Senza dimenticare che la direttiva Epbd Case green, benché snobbata dall’Italia, è formalmente in vigore. Vuoi vedere che l’edilizia sarà salvata dalla vituperata Europa?

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