Convegno YouTrade Lamezia Terme: le carte in più dell’edilizia al Sud

Tra chiacchierare di federalismo e lavorare in una regione del Sud c’è molta differenza. Perché sul Mezzogiorno d’Italia sono stati scritti fiumi di parole, mari di polemiche, oceani di buone intenzioni. Ma, poi, la realtà è quella che è. Tradotto per chi alza il sopracciglio: non è così negativa come alcuni ritengono. Anzi, è molto più positiva rispetto a chi ritiene che le regioni del Sud siano il terzo mondo dell’Italia. 

Questo significa nascondere i problemi, le inefficienze, i ritardi? No. Clientelismo, fatalismo, assistenzialismo e tanti altri ismi non sono da dimenticare. Ogni zona d’Italia, d’altra parte, ha le sue storture. Allo stesso tempo, però, i numeri indicano che nelle regioni del Sud alberga anche una vitalità che, forse, è anche lo specchio di uno spirito mediterraneo che altri non possono vantare.

Tutte considerazioni che hanno indotto Virginia Gambino Editore a organizzare un Convegno YouTrade a Lamezia Terme venerdì 24 marzo presso T Hotel Lamezia (Loc. Garrubbe SS280 Lamezia – Catanzaro 88040 Feroleto Antico CZ), con cena business la sera precedente presso la Tenuta delle Grazie (88022 Località Le Grazie, Curinga CZ)Durante la cena si terrà la premiazione dei più importanti imprenditori della

Convegno YouTrade Sud: guarda il programma e iscriviti

 

tenuta delle grazie
Tenuta delle Grazie

I temi del Convegno YouTrade a Lamezia Terme

I temi su cui si focalizza l’evento sono caldi.Perché l’edilizia al Sud vive un momento di grande fermento. Come in altre parti del Paese, una grande spinta l’hanno offerta i bonus, in versione super o normal. Ma non solo. Perché, come insegna l’andamento globale delle economie, la crescita è più forte dove c’è più da fare. E al Sud, sotto questo punto di vista, c’è molto da intervenire sotto il profilo urbanistico ed edilizio.

Il Pnrr, con oltre 80 miliardi di fondi destinati al Mezzogiorno, che in buona parte finiranno in opere pubbliche piccole e grandi, è un turbo pronto ad accendersi. C’è, poi, la spinta degli incentivi fiscali che, sebbene impantanata nella torbida vicenda delle cessioni del credito d’imposta, continua a fornire benzina al mercato. Da tenere conto è anche della spinta europea alla riqualificazione del patrimonio immobiliare che, sebbene sia osteggiata da parte di molti, finirà per essere un traguardo da raggiungere. Magari non nei tempi sperati a Bruxelles, ma sarà comunque un orizzonte a cui avvicinarsi al più presto.

Infine, ultimo ma non meno importante, c’è il tema dell’evoluzione delle aziende della distribuzione. Perché se è vero che la crescita del mercato spinge i fatturati, è altrettanto pacifico che le imprese devono sapersi adeguare ai nuovi tempi.

Il tema delle dimensioni, per esempio, non è più accantonabile. Servono economie di scala, come dimostrano gli esempi dei colossi europei, ben riportate sulle pagine degli scorsi numeri di YouTrade. Ma occorre anche un salto organizzativo e tecnologico. Troppo spessole rivendite si limitano a gestire i listini con un foglio Excel e una tormenta di pdf, nel migliore dei casi integrata in un software gestionale. Un livello che ad alcuni sembra già all’avanguardia ma che, invece, è parecchio datato e inefficiente. In generale si può sempre fare di meglio. E di sicuro il Sud può fare parecchio meglio.

Convegno YouTrade Sud: gli interventi dei relatori

FEDERICO DELLA PUPPA: BONUS, CONGIUNTURA E PREVISIONI

Il Sud spesso è raccontato erroneamente come un’area che soffre per mancanza di dinamismo. Eppure nel caso dell’edilizia e delle costruzioni si trovano dati in controtendenza, che devono far riflettere non tanto sulle diversità geografiche delle nostre economie, quanto sulle potenzialità locali che si possono evidenziare. Analizzando l’andamento del valore aggiunto prodotto dalle costruzioni nelle diverse macroregioni italiane, si rilevano interessanti indicatori di crescita in alcuni anni anche recenti. Per esempio, la crisi 2014-2015 ha colpito meno il Mezzogiorno e ha prodotto uno scarto positivo rispetto alla media nazionale nelle dinamiche di produzione del valore aggiunto. Lo stesso risultato che si ritrova anche nelle analisi dell’utilizzo del superbonus 110%, che in termini relativi e non assoluti dimostra che le regioni del Sud sono state in molti casi molto più reattive e produttive rispetto a quelle del Nord e del Centro.

GIULIANO NOCI: LE OPPORTUNITÀ DEL PIANO

Il sistema dell’edilizia sta affrontando significativi cambiamenti, che possono tradursi in importanti opportunità. Si fa riferimento, da un lato, alla crescente importanza assunta dal tema dell’efficientamento energetico degli edifici e, dall’altro, alle opportunità conseguenti agli stanziamenti del Pnrr. Cogliere queste opportunità di mercato richiede ai distributori di materiale edile di modificare, almeno in parte, il proprio approccio verso il mercato. In questo quadro, l’intervento di Giuliano Noci intende proporre linee guida concrete su come orientare il cambiamento, facendo particolare riferimento a:
• la necessità di andare oltre l’usuale funzione di distribuzione per incorporare una prospettiva maggiormente orientata alla consulenza, e
• l’opportunità di rivedere l’approccio commerciale per sviluppare una linea di business specificamente orientata al Pnrr.

ALBERTO BUBBIO: GRANDE OCCASIONE CON IL PNRR

Per catturare i flussi finanziari positivi del Pnrr bisognerà saper proporre innovazioni rispondenti agli ambiti coperti dal documento Ue e, soprattutto, è necessario presentare piani credibili sulle dinamiche eco-fin che le imprese saranno capaci di attivare. Le domande per i finanziamenti diretti devono essere centrate su una delle sei aree di intervento: tra queste ci sono la digitalizzazione delle imprese, progetti di sostenibilità ambientale, di ricerca e di istruzione. Ci vorranno idee e obiettivi da inserire in piani di sviluppo, piani che non siano solo di crescita quantitativa. Inoltre, accanto ai finanziamenti diretti ci sarà una domanda indotta a livello territoriale da investimenti in aree come le infrastrutture per una mobilità sostenibile.

MARCO CERVONE: GESTIONE DOCUMENTI FACILE CON LA TECNOLOGIA

Gli ordini di acquisto e vendita, assieme ai listini da aggiornare, si traducono nella gestione di una montagna di documenti che, spesso, occupano risorse aziendali, con i relativi costi. Eppure, per le aziende che lavorano nella filiera dell’edilizia, una corretta gestione di ordine, conferma d’ordine e bolla è possibile in tempi rapidi, istantanei, e a prova di errore. La soluzione è la tecnologia EDI, sigla che sta per Electronic Data Interchange. Il concetto dei sistemi EDI è semplice: si tratta di una piattaforma che, in automatico, rende omogenei i dati trasmessi da aziende diverse, anche se utilizzano sistemi gestionali differenti. A tradurre i dati immessi (per esempio, dall’azienda produttrice che vende un materiale) in numeri compatibili e utili a chi li riceve (come un’azienda di distribuzione) sono un software e una piattaforma come quella messa a disposizione da Sefin, società specializzata nella gestione documentale, in partnership con Virginia Gambino Editore. Grazie al servizio EDI di Sefin S.p.A., un’azienda può automatizzare i cicli di vendita e di acquisto creando una vera e propria interfaccia tra il proprio sistema gestionale e quelli dei propri clienti e fornitori (non necessariamente tutti). Saranno quindi i sistemi di Sefin a garantire i flussi di scambio immediato con i diversi fornitori per le aziende distributrici e con i diversi clienti per quelle produttrici, occupandosi di stabilire la corretta traduzione e la trasmissione degli ordini, delle conferme d’ordine e delle bolle. E senza più la necessità di gestire centinaia di pdf. Documenti che, in ogni caso, restano tracciabili e reperibili in qualsiasi momento.

Cosa dicono i rivenditori del Sud Italia?

MASSIMO BARILE 
Amministratore unico Grontek

massimo-barile

Domanda. Qual è lo stato dell’edilizia al Sud?
Risposta. Penso che ci sia molto da fare. Purtroppo ci sono tantissime costruzioni ancora obsolete e, nonostante il superbonus, si è intervenuti veramente su una piccola percentuale di edifici. Di certo ci aspettiamo che la politica intervenga per incentivare lo sviluppo del Meridione, ma ho sempre pensato che la politica la fanno prima di tutto i cittadini, quindi anche gli imprenditori. Le opportunità non mancano se siamo in grado di sfruttarle. Per esempio, Grontek ha deciso di unirsi con altre rivendite nel gruppo di acquisto Rivass, che sta contribuendo alla crescita della mia rivendita e del settore.

D. Pensa che la distribuzione possa migliorare? Come?
R. Sono convinto che la distribuzione migliorerà, soprattutto grazie all’aggregazione. Esserci associati ci permetterà di avere una grande opportunità sul territorio regionale. Il presidente di Rivass, Massimiliano Margiotta, è riuscito a creare qualcosa di impensabile al Sud fino a poco tempo fa, organizzando una rete di rivendite in grado di collaborare in maniera armoniosa. Esorto tutti i colleghi, non solo nel mondo dell’edilizia, ma i commercianti in generale, a fare gruppo. L’esperienza di Rivass ci inorgoglisce tutti e ci ha reso non più concorrenti ma colleghi, portando vantaggi non solo a livello economico, ma anche in termini di crescita culturale.

D. Quali criticità nota nel settore?
R. Le criticità sono sempre le stesse. La mancanza di programmazione sia a livello di singole aziende sia in ambito politico, a livello comunale e regionale, non consente di cogliere appieno le opportunità del mercato. Resta inoltre il tema delle difficoltà infrastrutturali. La mia rivendita, per esempio, si trova a San Giovanni in Fiore, paese di alta montagna in provincia di Cosenza, e ogni volta che c’è da consegnare del materiale nei dintorni, a Cosenza o a Crotone, bisogna percorrere 60 chilometri all’andata e altrettanti al ritorno. Migliorare le strade potrebbe influire del 30-40% sulla riduzione dei costi del trasporto.

D. Parliamo della Grontek: com’è nata l’azienda?
R. Grontek è una realtà presente nel mondo delle rivendite di materiali edile da diversi decenni. Ho ereditato la società, nata come azienda di manufatti in cemento, nel 1978, da mio padre. Nel 1993, terminati gli studi, ho iniziato a gestire l’attività trasformandola in società di distribuzione di materiali per l’edilizia. Inizialmente eravamo concentrati sull’edilizia pesante, nel tempo siamo arrivati ad abbracciare tutti i settori che riguardano le costruzioni, quindi anche termoidraulicaceramica, pitture e altro.

D. Di tutti i prodotti, qual è quello che le dà più valore in termini di fatturato?
R. Tutti i prodotti da ristrutturazione, intesi come sistemi a cappotto, finiture per esterni e finiture per interni.

D. Com’è andata lo scorso anno?
R. Il discorso del superbonus ha spinto i prezzi al rialzo e di conseguenza anche il lavoro, quindi abbiamo avuto una crescita che è andata oltre il 40%. Il fatturato dell’anno scorso si è attestato intorno a 1,4 milioni di euro.

D. In generale, quanto hanno influito i bonus casa nella crescita del fatturato dello scorso anno?
R. In media hanno contribuito tra il 30% e il 50%.

D. Che cosa vi aspettate dal 2023?
R. L’innalzamento dei prezzi non consentirà una crescita paragonabile a quella del 2021-2022, ma ci attesteremo a un valore tra il +5% e il +10%.

D. Ha progetti a breve-medio termine?
R. Sì, stiamo aspettando di ricevere una licenza edilizia per poter costruire una nuova struttura adiacente al punto vendita esistente. Questo ampliamento di circa
1000 metri quadrati ospiterà uno showroom non solo dedicato alle finiture, ma anche alle ambientazioni dei prodotti applicati in un mini appartamento, in un cappotto, in un bagno.

D. Come avete affrontato il rincaro dei prezzi e come lo state gestendo?
R. Abbiamo continuato con la nostra politica commerciale, che prevede un ricarico sui prezzi dei prodotti, dalla vite al sacco di cemento, che viene applicato al momento dell’acquisto e non in base alle scorte di magazzino.

D. Avete avuto problemi nell’aggiornamento dei listini?
R. Più che problemi c’è stata una miriade di lavoro da fare, perché i prezzi cambiavano ogni giorno.

D. Avete investito in nuove tecnologie, come macchinari, computer o software?
R. Non abbiamo fatto grossi investimenti, ma siamo in procinto di farne.

DOMENICO OPPEDISANO
Titolare Oppedisano 

domenico-oppedisanoDomanda. L’edilizia ha vissuto un boom nel 2022. Com’è andata per la sua azienda?
Risposta. Nel 2022 abbiamo lavorato a singhiozzo. Grazie ai bonus casa, dal superbonus al sismabonus ed ecobonus, abbiamo alzato i ritmi lavorativi e gli impegni si sono moltiplicati. Tuttavia, ogni due-tre mesi i cantieri si bloccavano, per cui l’andamento è stato altalenante e molto difficile dal punto di vista della programmazione. L’impegno è stato notevole, ma sotto l’aspetto remunerativo poteva essere molto più positivo.

D. Che cosa si aspetta dal 2023?
R. Onestamente sono molto scettico. Non nascondo che in prospettiva il 2023 non lo vedo così bene, forse sulla falsariga del 2022. Le agevolazioni non sono state regolamentate nella maniera opportuna, e abbiamo pagato dazio durante il percorso. Queste agevolazioni nascevano per sbloccare l’edilizia e dare linfa vitale a tutto il comparto, però questo purtroppo non è avvenuto in maniera così puntuale.

D. I bonus casa hanno avuto un peso sul fatturato?
R. Sì, certo, per quanto ci riguarda almeno del 50%.

D. Come influirà il taglio del superbonus sulla sua attività?
R. È un colpo che dovremmo cercare di assorbire. Sicuramente il superbonus è stato e sarà ancora un traino, ma al momento non so quantificare quanto il taglio maniera repentina senza che riuscissimo a collocare tutte le scorte già presenti in magazzino. In più c’è la questione dei ritardi nei pagamenti dei Sal che blocca i cantieri anche per due-quattro mesi.

D. L’adeguamento dei listini vi ha dato problemi?
R. Sul nostro gestionale andiamo quotidianamente a rivedere i prezzi di vendita. È un grandissimo lavoro, molto impegnativo.

D. Avete investito in tecnologie, macchine o software?
R. Abbiamo investito in nuovi macchinari, con l’acquisto di un nuovo carrello elevatore. A livello di gestionale, siamo già operativi con un sistema informatico che ci permette di lavorare con una certa trasparenza.

D. Pensa che la distribuzione edile potrebbe migliorare? E come?
R. La distribuzione di materiali edili potrebbe maturare se nel frattempo la filiera agisse secondo i propri ruoli. Purtroppo, i nostri fornitori ci pongono dei massicci investimenti di scorte di materiali e capita a volte che l’azienda fornitrice vada a vendere direttamente all’impresa esecutrice: è chiaro che in questo modo dobbiamo andare a confrontarci con un concorrente aggiuntivo, che è il nostro stesso fornitore, e la filiera salta.

D. Ci sono particolari criticità nel suo lavoro?
R. Ormai siamo abituati a questo ritmo di lavoro, con tutte le problematiche che comporta. Inoltre, la burocrazia non aiuta: il settore del commercio subisce una mole notevole di normative che anche i nostri commercialisti fanno fatica a sbrogliare. Infine, la concorrenza dell’e-commerce ci danneggia in maniera netta: per quanto possiamo fare acquisti e investimenti mirati, anche d’accordo con i nostri fornitori, l’e-commerce ci fa concorrenza soprattutto su prodotti come elettroutensili, prodotti da colorificio, piccoli beni.

D. Quando è nata Ferramenta Oppedisano e di che cosa si occupa?
R. L’azienda è nata nel 1993 come ferramenta specializzata nel settore legno e colorificio. Nel 2006 ci siamo allargati anche nel mondo del secco, con il cartongesso e i sistemi isolanti, e da quattro anni abbiamo incluso tutto ciò che riguarda l’edilizia leggera. Siamo ubicati a Rosarno, sulla statale 18.

D. Avete nuovi progetti per il futuro?
R. Un imprenditore deve avere sempre nuovi progetti. Vogliamo allargare la nostra struttura e abbiamo inserito anche qualche nuovo dipendente, però navighiamo un po’ a vista. Non abbiamo quella prospettiva rosea che ci consente di programmare con tranquillità e sicurezza.

MICHELE RAFFAELE
Socio Raffaele 

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Domanda. Quando è nata l’azienda?
Risposta. Raffaele affonda le sue origini fin nel 1935. Ci sono documenti storici che testimoniano donazioni di rottami di ferro alla patria da parte di mio nonno. Io rappresento la terza generazione e in azienda è già entrata la quarta. Ci occupiamo di distribuzione di ferramenta, termoidraulica, materiale edile. L’azienda Raffaele è divisa in tre aree di business: la prima che si occupa di bricolage con cinque punti vendita in Calabria che opera sotto il marchio Pronto Hobby. La seconda è attiva nel canale professionale, quindi artigiani e imprese, con il marchio Habitami. La terza nella distribuzione pura con il marchio Fernoi e una rete di 25 agenti che seguono tutto il Sud Italia.

D. Quante persone occupa la Raffaele e qual è il fatturato 2022?
R. Siamo circa 250 persone. Il fatturato 2022 si è attestato intorno ai 67 milioni di euro.

D. I bonus casa hanno influito sul vostro business negli ultimi due anni?
R. Inizialmente sì, poi abbiamo capito che c’era qualcosa che non andava, quindi ci siamo bloccati. In effetti avevamo ragione: il sistema era drogato fin dall’inizio e ha fatto lievitare i prezzi in maniera esponenziale. Il Governo giustamente ha dovuto bloccare tutto e fare un passo indietro. Noi ci siamo fermati a ottobre dell’anno scorso: abbiamo preferito dedicarci ad altro e non investire in questa direzione. Ci sono migliaia di imprese con i cassetti fiscali pieni che non riescono nemmeno a fare gasolio ai mezzi.

D. Avete nuovi progetti per il prossimo futuro?
R. Abbiamo sempre tanti progetti, perché siamo un’azienda dinamica, molto attenta ai cambiamenti del mercato. A breve saremo essere presenti sul web con un e-commerce e abbiamo aperto da tre mesi un nuovo showroom di 2.500 metri quadrati, che a breve ospiterà anche una nuova unità di business che si chiama Pronto Home e si dedicherà esclusivamente alle cucine e tutto ciò che riguarda l’arredamento d’interni. Inizialmente lo showroom si trovava nella sede principale in Via Del Progresso a Lamezia Terme, poi lo abbiamo trasferito a Maida (Catanzaro), in una posizione molto più visibile vicino alla Statale 280 e a un centro commerciale, realizzando un polo unico dedicato a chi costruisce o ristruttura la casa.

D. Qual è lo stato dell’edilizia al Sud?
R. Negli anni Settanta e Ottanta l’edilizia è stata il motore economico nella nostra regione, ma si è costruito tanto e male. Ora c’è molto da riqualificare, quindi si potrebbero aprire sicuramente nuove possibilità economiche per tutto il Sud.

D. Cosa si aspetta dal Pnrr?
R. Delle regole chiare e certe. Purtroppo oggi la burocrazia parla una lingua incomprensibile e anche il blocco dei bonus non fa altro che accrescere l’incertezza, che è ancora più pericolosa del blocco stesso. Ci sono tanti preventivi e cantieri che dovrebbero partire e che restano bloccati in attesa di chiarimenti, e così si fermano le vendite.

D. Come gestite il rincaro dei prezzi?
R. Finché possiamo utilizziamo i listini vecchi, quando non è più possibile aumentiamo anche noi i prezzi. I fornitori di solito ci avvisano qualche tempo prima e noi avvertiamo i clienti degli aumenti previsti. Visto che l’azienda ha 90 anni di storia, i fornitori sono ormai partner e abbiamo con loro un rapporto che ci consente di gestire gli aumenti di listino anche a 60-90 giorni.

D. Avete problemi nella gestione dei listini?
R. Dato che siamo dotati di un sistema informatico moderno, non abbiamo avuto problemi: gli aggiornamenti sono immediati. Quando ordiniamo un prodotto e il fornitore ci comunica un aumento di listino, se abbiamo un po’ di magazzino cerchiamo di mediare prima di passare al listino nuovo.

D. Pensa che la distribuzione possa migliorare? Come?
R. Il lavoro di un distributore al Sud è almeno due volte più oneroso rispetto a un rivenditore del Nord. Innanzitutto, a causa delle infrastrutture carenti, in secondo luogo per l’eccesso di burocrazia.

D. Ci sono altre particolari criticità nel suo lavoro?
R. Rispetto a tanti anni fa il lavoro è molto più veloce e dinamico e anche la tecnologia ha fatto passi da gigante. Quello che si faceva due anni fa non è più valido, c’è in atto una trasformazione globale: se segui l’evoluzione del mercato, puoi esserne protagonista, altrimenti rischi di restare fuori in sei mesi.

MASSIMILIANO MARGIOTTA
Presidente Rivass
massimiliano-margiotta

Domanda. Qual è la dimensione del gruppo Rivass oggi?
Risposta. Rivass è una realtà che riunisce 27 rivendite edili in Calabria. Dal 2021 al 2022 c’è stata una crescita del 40% e oggi abbiamo circa 25-30 referenze a marchio. Stiamo pensando di evolverci ed espanderci anche in altre regioni.

D. Siete nati come gruppo radicato in Calabria, ma volete andare oltre i confini regionali: che cosa vi ha fatto cambiare idea?
R. Amo la Calabria, che non è seconda a nessuno, ma nel tempo ho riflettuto bene sul futuro del gruppo. Spingersi in altre regioni identifica la Calabria come promotrice di una realtà nuova, valevole per tutta l’Italia.

D. Quali sono le principali esitazioni che dovete affrontare nell’acquisizione di nuovi associati?
R. In alcuni casi il gruppo d’acquisto non è visto in maniera favorevole. All’inizio c’è un po’ di scetticismo perché i rivenditori pensano di poter far meglio da soli. Oggi, invece, il gioco di squadra fa sempre e comunque la differenza.

D. Che cosa apprezzano di più del gruppo gli associati?
R. La possibilità di fare ordini cumulativi e avere delle condizioni migliori sul fronte degli acquisti. Oltre al discorso economico, il nostro obiettivo è migliorare insieme al rivenditore la visibilità del punto vendita, l’organizzazione dei collaboratori, le sale mostra. Rivass mette al primo posto i servizi.

D. C’è qualche progetto nel cassetto o sono in vista acquisizioni di nuovo associati?
R. Sì, nel breve periodo ci sono già rivendite interessate a entrare nel gruppo, non solo in Calabria. In più, stiamo migliorando sul fronte della comunicazione social. Rivass mette a disposizione una persona dedicata solo alla gestione dei social.

D. Quali sono le principali criticità nel fare il rivenditore in Calabria?
R. Sicuramente in Calabria la gestione delle consegne è difficoltosa. Si investono molte più risorse di tempo per intercettare l’arrivo della merce. Un altro punto negativo riguarda le strade, c’è tanto da fare a livello infrastrutturale.

D. Per lo sviluppo del business, quali opportunità state valutando?
R. Il superbonus 110% è stato importante. Tanti hanno sfruttato l’incentivo, altri stanno avendo delle difficoltà a mantenere gli impegni presi, ma in ogni caso il superbonus è servito per far conoscere sul mercato il sistema a cappotto, anche a chi magari prima non ne sentiva nemmeno l’esigenza. Qualora dovesse terminare, avremmo comunque nuovi lavori grazie alla sensibilizzazione che c’è stata in questi anni. Le persone richiedono un maggior comfort, e anche il covid ha fatto riflettere sul valore della casa dando un impulso a migliorare le abitazioni.

D. Per quanto riguarda il Pnrr, avete fatto qualche ragionamento insieme agli associati sulle opportunità che può offrire al Sud Italia?
R. Ci stiamo già muovendo per sfruttare al massimo tutte le possibilità offerte dal Pnrr. Sarà un Piano nazionale di ripresa e cercheremo di cogliere questa opportunità. Abbiamo già messo in atto delle iniziative per sensibilizzare tutte le rivendite del gruppo. Anche per questo abbiamo coinvolto tutti gli associati a partecipare al convegno YouTrade di Lamezia Terme.

D. Che cosa si aspetta dal 2023?
R. Nasco ottimista, quindi mi aspetto un anno positivo. I primi due mesi del 2023 non sono stati meravigliosi, però grazie al Pnrr e altre iniziative, secondo me, anche quest’anno sarà positivo, sfruttando tutta la passione che ogni imprenditore può mettere in campo e tutte le opportunità che ci riserverà il futuro.

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