Industrie Cotto Possagno: il laterizio con ultrapoteri

Può il comportamento energetico degli edifici variare a seconda della tipologia di tegola installata in copertura? Sì, secondo i risultati del progetto di ricerca europeo LifeHerotile concluso nel 2019, oggi alla sua fase successiva con Life SuperHero.

Il progetto, che fa parte del programma europeo Life: Climate Change Adaptation, ha visto la partecipazione attiva di Industrie Cotto Possagno, punto di riferimento internazionale nel settore delle soluzioni tetto in laterizio che, grazie agli anni di studio maturati nell’ambito della ricerca, ha messo a punto la nuova tegola Aerotile, 300% più ventilata rispetto a una tegola portoghese classica.

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Mario Cunial, direttore della ricerca e sviluppo di Industrie Cotto Possagno

YouTrade ha incontrato Mario Cunial, direttore della ricerca e sviluppo di Cotto Possagno e presidente del Gruppo Prodotti da Costruzione di Assindustria Venetocentro Imprenditori Padova Treviso.

Domanda. Com’è andato il progetto LifeHerotile?
Risposta. Oltre le più rosee aspettative. Abbiamo superato tutti gli obiettivi fissati dal progetto con indicatori di performance coerenti con le politiche ambientali europee. La sfida era ridurre il consumo per il raffrescamento estivo degli edifici del 50% semplicemente con la progettazione di una nuova tegola ventilata e traspirante, capace di sfruttare la natura stessa del cotto altamente emittente, cioè in grado di riflettere i raggi del sole. Se a questa caratteristica intrinseca del materiale aggiungiamo la possibilità di migliorarne le prestazioni tecniche, al fine di diminuire la temperatura passante attraverso l’involucro esterno dell’edificio, ecco che abbiamo un importante isolamento passivo in grado di durare per generazioni.

D. Quali sono i vantaggi del laterizio nella gestione della temperatura degli edifici?
R. Un’abitazione con muri spessi di laterizio e copertura in cotto consente di mantenere gli ambienti meno caldi e meno umidi durante l’estate, contribuendo a migliorare il comfort. Ma i vantaggi sono tangibili anche durante la stagione invernale. Un tetto ventilato a falde, grazie al cotto, fa da isolante mantenendo stabile la temperatura nei locali sottotetto.

D. E per l’umidità?
R. Mediamente il 5% di umidità assorbita dai materiali, in particolare dagli isolanti, fa perdere il 20% delle prestazioni. Un tetto ventilato progettato correttamente consente invece all’aria di fluire verso l’esterno ed eliminare l’umidità in eccesso, a garanzia della durabilità delle performance. Parlando degli edifici, faccio spesso un esempio: se quando piove si indossa un impermeabile si è riparati e protetti, ma appena spunta il sole si comincia a soffrire il caldo. Lo stesso vale per l’involucro: è necessario che sia traspirante in modo tale che l’osmosi tra clima caldo e clima freddo mantenga la struttura in salute. Per questo non c’è niente di meglio che un tetto ventilato con tegole in cotto, grazie alla lama d’aria presente dalla linea di gronda alla linea di colmo, ma anche al passaggio d’aria che si crea tra una tegola e l’altra. Addirittura con la nostra tegola Aerotile abbiamo aumentato la traspirabilità del 300%.

D. Quali sono le ragioni che hanno determinato il successo del progetto LifeHerotile?
R. Il progetto ha avuto molto successo non solo perché ci ha permesso di raccogliere un’enorme quantità di dati su edifici reali in Italia e Spagna, ma anche perché ci ha consentito di elaborare un programma di calcolo, disponibile in free download sul sito lifeherotile.eu, per la verifica del risparmio energetico dei tetti a falda.

D. Quali sono i vantaggi?
R. Attualmente non solo la normativa italiana, ma anche quella europea, non tengono conto delle differenze tra un tetto piano, in metallo, ventilato con tegole in cemento o cotto. Grazie alla raccolta dati e alla ricerca scientifica del programma, il più grande progetto europeo sulle coperture finanziato per oltre il 60% dalla Comunità Europea, è stato possibile mettere a punto un modello in grado di predire la prestazione reale, non di laboratorio, di una particolare tipologia di tetto. Questo ci ha permesso di essere scientificamente attendibili, tanto da essere stati premiati lo scorso anno tra i progetti più innovativi nella categoria Climate Action dei Life Awards. Questo risultato ci ha offerto la possibilità di immaginare un nuovo progetto per la diffusione di questi concetti e lo sviluppo di prodotti prestazionali.

D. Qual è stato dunque il secondo step?
R. È nato il progetto Life SuperHero con l’obiettivo di promuovere il concetto di raffrescamento passivo degli edifici, diffondere le best practice, ma soprattutto definire una norma tecnica condivisa per arrivare poi, attraverso il Comitato Europeo Normatore, a una norma cogente. Entro il 2025 dovremmo completare tutte queste attività.

D. Quando è partito il nuovo progetto Life SuperHero?
R. È partito a giugno 2020, in piena pandemia, e si sta svolgendo negli stati partecipanti, cioè Spagna, Francia, Germania e Italia, con il patrocinio e coordinamento di Confindustria Ceramica e il contributo dell’associazione europea dell’industria ceramica.

D. Quali attività state svolgendo nell’ambito del progetto Life SuperHero?
R. Attualmente stiamo monitorando dieci alloggi tramite il partner Acer di Reggio Emilia, una delle più importanti social housing italiane. Le misurazioni prevedono il rilevamento giornaliero delle temperature all’interno dei locali, prima in una situazione di climatizzazione controllata, e poi a seguito della sostituzione del tetto. Abbiamo raccolto dati non solo sulle tegole tradizionali in cotto, ma anche su una copertura ventilata in metallo e una piana.

D. Quali sono stati i risultati?
R. In particolare, la copertura in metallo si è dimostrata molto impattante d’estate. Le proprietà basso emissive del materiale fanno sì che la copertura assorba i raggi del sole e diffonda il calore tutto intorno, scaldando molto gli ambienti e aumentando moltissimo l’esigenza di raffreddare il sottotetto, consumando dalle tre alle quattro volte in più di un tetto ventilato. Per quanto riguarda il tetto piano, invece, a parità di prestazioni, necessita di molti più componenti, diventando così poco sostenibile.

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Realizzazione a Caorle (Venezia)

D. Che cosa bisogna fare per prendere parte a questo progetto?
R. Basta collegarsi al sito lifesuperhero.eu e chiedere di ricevere gli aggiornamenti. Man mano che le ricerche vengono portate avanti e si pubblicano i dati, i risultati possono essere condivisi non solo dai progettisti, ma anche dai regolamenti comunali delle città più smart. Per questo motivo abbiamo coinvolto alcune città in qualità di partner sostenitori, come Amsterdam, Rotterdam, ma anche Reggio Emilia in Italia.

D. Quali iniziative avete organizzato per comunicare queste attività al mercato?
R. Abbiamo organizzato moltissime iniziative. Già il progetto in sé prevede l’obbligo quasi mensile di fare eventi di divulgazione. Nel precedente programma il coordinamento delle attività era a carico dell’Associazione nazionale di categoria. Abbiamo organizzato tantissimi eventi sia con crediti formativi per i progettisti sia attraverso la partecipazione a fiere e convegni. Lo stesso sta succedendo per Life SuperHero. Siamo presenti al Saie di Bologna e al Construtec di Madrid. Parteciperemo a un convegno a Dubai sulla sostenibilità dell’edilizia su invito del ministero dell’Ambiente e stiamo organizzando un evento a Monaco per il prossimo anno nell’ambito del Bauma. Mese per mese aggiorniamo anche i risultati della ricerca e l’andamento delle varie attività.

D. Qual è l’obiettivo?
R. Oltre alla stesura di una normativa cogente e alla diffusione di best practice nel mondo della progettazione, tra gli obiettivi del progetto c’è anche quello di sviluppare un software che permetta di poter calcolare i benefit economici e ambientali della soluzione Herotile. A partire dalla scelta del tipo di pacchetto è possibile ottenere direttamente la prestazione dell’involucro.

D. Qual è la principale difficoltà che avete dovuto superare?
R. Sono sempre ottimista e penso che qualunque difficoltà sia lo stimolo per fare sempre meglio. È capitato che a causa di un guasto a una macchina abbiamo perso dei dati. Un’altra volta c’è stato un disguido con le social housing che non avevano capito che dovevano tenere il condizionatore a temperatura costante. Ogni difficoltà è stata sempre gestita e superata in maniera scientifica. Utilizziamo strumenti delicati che hanno bisogno di manutenzione, se si guastano bisogna andare sul posto per sistemarli. Ma, grazie al monitoraggio minuto per minuto da parte di due ricercatori nella centrale di controllo dell’Università di Ferrara, è stato possibile tenere sempre sotto controllo eventuali anomalie.

D. E qual è stata la sua più grossa soddisfazione?
R. Aver dimostrato le prestazioni del laterizio, finora mai studiate scientificamente. Un prodotto come la terracotta, che conosciamo da millenni, ha performance termotecniche e igrometriche che è stato possibile misurare nel dettaglio. La mia più grande soddisfazione è stata poter dare riscontro a questa realtà con dei numeri tangibili e partecipare al più grande progetto mondiale sulla misurazione delle prestazioni di un involucro edilizio.

D. Com’è nato questo progetto?
R. Il progetto è nato proprio dalla necessità di capire meglio le prestazioni del tetto ventilato. In passato abbiamo chiesto ad alcune università di approfondire questo tema, ma i costi per mettere in piedi un progetto di ricerca di queste dimensioni erano troppo onerosi. Così, grazie anche ai suggerimenti della facoltà di Ingegneria dell’Università di Ferrara e all’esperienza dei professori Michele Bottarelli e Giovanni Zannoni, al professor Marco D’Orazio dell’Università Politecnica delle Marche, Facoltà di Ingegneria, che avevano già condotto diversi studi sul tetto ventilato e sul fenomeno dell’isola di calore, abbiamo deciso di dare vita al progetto. Grazie anche alla rete di conoscenze e all’esperienza in associazioni e nei comitati tecnici europei, è stato creato un team di professionisti che ha dato forma concreta all’idea. Il progetto ha suscitato subito l’interesse della Comunità Europea, che ci ha concesso circa 1,4 milioni di euro a fondo perduto. Il nuovo progetto Life SuperHero opera ancora più in grande: durerà di più, dal 2020 al 2025, ha ricevuto un finanziamento di 1 milione e mezzo di euro e ha come obiettivo quello di arrivare alla definizione di un regolamento europeo. L’entusiasmo che ha contaminato tutti i protagonisti ci ha dato grandi soddisfazioni e uno slancio a trovare soluzioni tecniche e architettoniche in grado di valorizzare la soluzione del tetto ventilato. Grazie a questa ricerca, anche la normativa italiana, la Uni 9460:2008 sulla progettazione, esecuzione e manutenzione di coperture in tegole di laterizio o calcestruzzo, potrà essere molto migliorata.

D. La distribuzione di materiali per edilizia ha recepito il vantaggio della vostra tegola innovativa?
R. C’è ancora da lavorare, ma i vantaggi sono assolutamente evidenti. Realizzare un tetto ventilato con la nostra tegola Aerotile consente di semplificare la progettazione, poiché non ha bisogno di aeratori, e aumentare l’efficacia del tetto, consentendo di ottimizzare i consumi energetici estivi e invernali. Inoltre, la tegola, che è leggermente più grande delle soluzioni tradizionali, ha un bordo molto complesso, che consente il passaggio dell’aria, ma non quello dell’acqua, resistendo tranquillamente anche a fenomeni estremi come trombe d’aria o bombe d’acqua.

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