La tradizione Fassa Bortolo per un’edilizia sostenibile

Marchio storico italiano, che affonda le sue radici agli inizi del Settecento, Fassa Bortolo è ora un gruppo con 19 stabilimenti e un organico di oltre 1.700 collaboratori.

La vasta gamma di prodotti si presenta come un sistema integrato di soluzioni, che vanno dalle malte agli intonaci premiscelati, dalle pitture ai prodotti per la posa, fino alle soluzioni per il risanamento, il ripristino e l’isolamento termico. A questi si aggiungono i prodotti per la bio architettura, il cartongesso completo di lastre e accessori, e la linea di decorativi Sfide d’arte.

Da sempre attenta ai temi dell’efficienza, del risparmio energetico e del rispetto dell’ambiente, l’azienda veneta continua a investire nello sviluppo di soluzioni all’avanguardia per l’evoluzione dell’edilizia.

Come raccontano a YouTrade Daniele Cappello, area manager Nord Italia, Matteo Busin, agente di zona per la provincia di Vicenza, e Mauro Menaldo, product manager del Sistema Risanamento di Fassa Bortolo.

Da sinistra, Matteo Busin (Fassa), i fratelli Mauro e Monica Dalla Fontana (Masters), Daniele Cappello (Fassa) e Mauro Menaldo (Fassa)

Domanda. Come si sviluppa il concetto di sostenibilità in edilizia nella filosofia Fassa Bortolo?
Matteo Busin. Fa parte del Dna dell’azienda. Durante tutta la sua crescita sul territorio nazionale e internazionale, Fassa Bortolo ha sempre avuto un occhio di riguardo per la sostenibilità, aderendo anche a iniziative e associazioni che fanno del rispetto per l’ambiente la loro prerogativa, come Legambiente. Inoltre, l’azienda è molto attenta a tutto il ciclo di vita dei propri prodotti, a partire dall’attività estrattiva, adottando tecnologie e tecniche studiate per minimizzare l’impatto ambientale sul territorio. Infine, l’impegno nei confronti della sostenibilità si traduce in un azioni concrete per la riduzione oggettiva delle emissioni di Co2 in atmosfera dei propri stabilimenti, limitando l’utilizzo di fonti energetiche di origine fossile e andando a utilizzare materie prime di scarto da altre filiere produttive, come quella del legno, per far funzionare i propri forni.

D. La maggiore attenzione al green rappresenta però anche un costo. Ritenete che l’azienda investa in ricerca su prodotti sempre più ecocompatibili?
Matteo Busin. Assolutamente sì. Il grande laboratorio di ricerca e sviluppo Fassa I-lab guarda alla qualità del prodotto, al suo impatto in termini di attività estrattiva e di applicazione. Inoltre, le certificazioni Anab (Associazione Nazionale Architettura Bioecologica) e Icea (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale) di alcune tipologie di intonaco rappresentano un importante riconoscimento, che attesta la massima attenzione dell’azienda verso il benessere abitativo di chi gli edifici li abita, e verso la messa a punto di formulazioni prive di sostanze dannose per l’ambiente durante le fasi di demolizione, recupero o rifacimento. Da non dimenticare la grande sensibilità verso l’utilizzo di materiale di riciclo per la miscelazione di alcune tipologie di prodotti, soprattutto per quanto riguarda il restauro e la bioedilizia.

D. Com’è cambiato il mercato dell’edilizia in questi ultimi anni?
Daniele Cappello. L’edilizia non è più statica, ma si è trasformata in linea con l’evoluzione della domanda, che richiede materiali sempre più prestazionali. C’è stato un grosso salto di qualità a livello costruttivo, anche per sopperire all’inefficienza dei fabbricati. Tuttavia, ritengo che in alcuni punti della filiera ci sia ancora da lavorare. Spesso non vengono utilizzati materiali idonei al tipo di applicazione, alla stratigrafia nel suo complesso, o al tipo di prestazione che si vuole raggiungere.

D. Qual è l’anello debole?
Daniele Cappello. La mancanza di un controllo, di un supervisore che controlli l’efficienza e i componenti che vengono inseriti all’interno dei fabbricati. Se utilizzo un materiale che consente la permeabilità al vapore, ma poi vado a rifinirlo con un intonaco a base cemento, c’è qualcosa che non va. C’è un prodotto che viene venduto e applicato in modo scorretto.

D. Fassa Bortolo ha in cantiere nuovi prodotti?
Mauro Menaldo. Sì, in tutti gli ambiti in cui lavora, Fassa continua a studiare nuovi prodotti per andare incontro alle rinnovate esigenze di mercato. Per esempio, per quanto riguarda i sistemi di ripristino e consolidamento, in particolare quelli per il restauro conservativo, sono in uscita a breve nuovi cicli di intonacatura che si rifanno alla tradizione. Uno dei punti di forza di questi prodotti, oltre alla compatibilità con l’esistente, è la durabilità, concetto molto importante anche alla luce del tema della sostenibilità in edilizia.

D. Quali sono le soluzioni più innovative che proponete in ambito di edilizia green?
Mauro Menaldo. L’innovazione più importante è continuare a crescere nel rispetto della tradizione. L’obiettivo è quello di non farsi trasportare da facili traguardi, ma continuare a impegnarsi su ciò che ha reso l’azienda un punto di riferimento nel mercato, calce e leganti che impattano meno in fase produttiva, rispetto ad altri materiali come il cemento, che Fassa non produce.

D. Quali sono i plus dell’azienda rispetto alla concorrenza?
Daniele Cappello. Materie prime selezionate, lo sviluppo tecnologico e la diversificazione dei prodotti in base al tipo di supporto.
Mauro Menaldo. C’è una cosa che ci distingue nettamente dagli altri. Avendo cave di proprietà per la produzione sia di inerti che di leganti, abbiamo il controllo assoluto su tutto il ciclo di vita dei prodotti.

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Tasselli sistema a secco Gypsotech

D. A livello di servizio, che cosa fa la differenza?
Mauro Menaldo. La capillarità delle sedi Fassa su tutto il territorio nazionale, oltre che nei paesi europei limitrofi, che ci consente di affidarci in minima parte al trasporto su gomma, garantendo un servizio veloce e costante.

D. Le vostre soluzioni sono sufficientemente recepite dai distributori?
Mauro Menaldo. Dipende dalla sensibilità del distributore e dal suo target. Con Edilservice Group (Masters), per esempio, abbiamo un rapporto eccellente, perché si tratta di una rivendita che ha grande voglia di lavorare per costruire un progetto a vantaggio non solo della propria attività, ma del cliente finale.
Daniele Cappello. Dipende anche dal territorio. In Alto Adige la distribuzione è molto completa come servizio, capacità distributiva e competenza settoriale. In altre zone invece troviamo più frammentazione. In alcuni casi viene a mancare completamente la conoscenza del prodotto e del mercato, si parla di vendita senza avere una proposta ben chiara.

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D. I bonus rappresentano ancora una spinta?
Daniele Cappello. Sì e daranno slancio almeno per i prossimi due anni. Una grande boccata d’aria per il nostro settore.

D. Quanto pesa l’aumento del costo delle materie prime?
Daniele Cappello. A livello produttivo molto. Se i prezzi non diminuiranno, nel secondo semestre freneranno la domanda: l’impatto comincerà a essere troppo oneroso. Su una nuova costruzione siamo al 50% in più sul costo effettivo.
Matteo Busin. Le nuove costruzioni si sono già fermate, gran parte delle imprese stanno aspettando. Anche perché gli stipendi dei cittadini sono rimasti invariati, e più di tanto non possono reggere a queste maggiorazioni.

D. Quali sono i vostri tempi di consegna?
Daniele Cappello. Per i materiali di nostra produzione non abbiamo grandi problemi. Anche noi però subiamo difficoltà nell’approvvigionamento di alcuni componenti dei nostri sistemi, come i cappotti. Scarseggiano gli isolamenti, le plastiche, le reti, gli accessori, anche se la situazione sembra essersi stabilizzata da circa un mese.

D. Prevedete ripercussioni per la guerra in Ucraina?
Matteo Busin. Sicuramente ci saranno ripercussioni, ma a oggi è difficile fare previsioni su quanto impatterà.
Daniele Cappello. Una delle preoccupazioni principali è capire quanto il conflitto influirà sull’aumento di determinate materie prime, il cui costo comincia davvero a essere insostenibile, in particolare per la nuova edilizia civile.

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D. Quali sono le vostre previsioni per il 2022?
Daniele Cappello. Per la mia area di competenza, quanto ai volumi prevediamo un incremento medio del 7-8% e a livello di fatturato del 30-40%.

D. Qual è il vostro auspicio per quest’anno?
Matteo Busin. Il 2022 è un anno positivo, il trend per la zona di Vicenza è ottimo. Se ci fossero più rivendite come Edilservice Group, che si impegnano sul territorio a promuovere i sistemi Fassa e ci premiano giornalmente su ogni tipo di prodotto, sarebbe l’ideale.
Daniele Cappello. Edilservice Group è l’esempio della capacità di riconversione di un’attività familiare capace di guardare con occhi diversi il mercato, investendo in nuove soluzioni e ampliando la propria proposta per cavalcare l’evoluzione dell’edilizia.
Mauro Menaldo. Mi auguro che il mercato si stabilizzi e che continui a puntare sull’innalzamento della qualità del costruito, come è sempre stato nel Dna di Fassa Bortolo. In futuro vinceranno le eccellenze.

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