Google Home: una piattaforma per la nuova smart home

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Photo by BENCE BOROS on Unsplash

Mentre in Italia infuria la discussione sui bonus per la domotica, cioè se le agevolazioni fiscali per l’adozione di sistemi digitali per il controllo della temperatura e il consumo di energia debbano o meno essere prorogate, nel resto del mondo la marcia della home automation prosegue a grandi passi.

Una novità di primo piano riguarda Google. Il colosso californiano da tempo è sceso in campo nel settore della cosiddetta domotica, per esempio, con l’acquisto dei termostati smart di Next e con il suo assistente vocale Google Home. E non ha intenzione di fermarsi, anzi.

L’azienda leader (tra l’altro) nelle ricerche sul web ha deciso di ridenominare la sua piattaforma di casa intelligente con il nome di Google Home. Obiettivo: portare tutto sotto un unico ombrello è rendere più facile per i consumatori comprendere e integrare i propri dispositivi intelligenti. Oltre, ovviamente, a conquistare uno spazio non solo nelle ricerche sul web, ma anche nella vita di tutti i giorni.

Assieme al rebranding di Google Home, l’azienda sta lanciando anche un Google Home Developer Center, che fornirà gli strumenti necessari per apprendere e costruire dispositivi domestici intelligenti, oltre a incorporare elementi di automazione per l’integrazione nella piattaforma. 

Il nome nuovo, che suona familiare a chiunque, nelle intenzioni consentirà agli sviluppatori di lavorare meglio sulla piattaforma tecnologica per la casa intelligente, per aiutare (o spingere) gli utenti a fare di più con Google.

Insomma, un ecosistema con i dati di un’abitazione che passano attraverso i server del colosso della Silicon Valley, grazie all’integrazione dei dispositivi di casa con Google Home.

I nuovi sforzi di Google per la casa intelligente includono una riprogettazione completa del sito web degli sviluppatori e della console utilizzata dagli stessi, che unificheranno queste risorse tutte in un’unica posizione che include strumenti self-service. Per i programmatori sarà più semplice, insomma, creare app per il sistema Android, ma anche mettere a punto dispositivi per introdurre automazioni, routine, monitoraggio, test, certificazione e analisi.

L’idea è di un protocollo per la casa smart aperto e universale, che renda facile per gli sviluppatori costruire, acquistare e configurare prodotti per la casa intelligente. Computer, smartphone, casa: la differenza ormai è sempre più sottile.

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