Al Cersaie il nodo sostenibilità in primo piano

Giovanni Savorani
Giovanni Savorani, presidente di Confindustria Ceramica

“Nel primo semestre registriamo una crescita del 12,3% sul 2019. Una prima ragione è il nuovo modo di vivere gli spazi abitativi e lavorativi, che ha stimolato lavori di ristrutturazione e ammodernamento”. Giovanni Savorani, presidente di Confindustria Ceramica, ha aperto così la 38esima edizione del Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno durante il convegno dal titolo Sostenibilità, transizione energetica e competizione internazionale per il nostro Made in Italy.

“Inoltre, la ceramica è il materiale più igienico e facile da pulire e risponde in modo ottimale alle richieste di salubrità dei consumatori”, ha aggiunto Savorani. “Sul tema delle infrastrutture, nota dolente rimane la bretella Campogalliano-Sassuolo, che vede ancora i cantieri inspiegabilmente fermi a cui si aggiunge l’impennata dei costi delle materie prime, dei noli marittimi e dell’energia. È proprio sull’energia che si gioca la partita più importante per le imprese ceramiche. Siamo impegnati per attuare una profonda transizione ecologica, ma questo percorso inevitabile deve tenere conto della realtà, della fattibilità tecnologica, della disponibilità e sostenibilità delle soluzioni alternative. L’intera industria ceramica italiana pesa solo per lo 0,7% sulle emissioni di CO2 del nostro Paese”.

Non è mancata una nota dolente, che riguarda il costo dell’energia triplicato nel giro di pochi mesi: il meccanismo dell’Ets (i certificati che permettono di produrre Co2), ha ribadito il presidente di Confindustria Ceramica, così come è non funziona. Anzi, “rischia di fallire il suo obiettivo di ridurre le emissioni di anidride carbonica, perché la speculazione finanziaria ha portato il costo della CO2 a oltre 60 euro/tonnellata in pochi mesi. È importante che le regole europee valgano ovunque, facendo in modo che anche su questi obiettivi ambientali l’intero mondo ci segua. Qualora così non fosse, rischiamo di compromettere la competitività del nostro settore con conseguente perdita di posti di lavoro a favore di paesi non europei, continuando ad importare in Europa prodotti fabbricati emettendo molta più CO2 di quanto avremmo fatto noi”.

Al convegno era presente anche il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti: “Si sta facendo un grande sforzo per rendere la pubblica amministrazione più moderna e aumentarne l’indice di produttività. Per quanto riguarda le infrastrutture, allo storico problema burocratico si aggiunge la necessità che le imprese che lavorano nei grandi lavori pubblici siano solide e in grado di rispettare i tempi dei lavori con maestranze qualificate”, ha detto.

“La sostenibilità è un punto di partenza imprescindibile per la costruzione del nostro futuro”, ha sottolineato il presidente di UniCredit, Pier Carlo Padoan. “È un processo in accelerazione che richiede molto impegno ed ingenti investimenti. Il Recovery Fund europeo offre importanti risorse in questa direzione e il sistema bancario gioca un ruolo cruciale nel sostenere la transizione verso un’economia sostenibile. La strategia di business di Unicredit non è solo orientata a finanziare la transizione verso un’economia più sostenibile e inclusiva, ma intende promuovere la domanda di prodotti green da parte dei nostri clienti”.

“Inaugurare il Cersaie nuovamente in presenza dopo un anno e mezzo di drammatica pandemia rappresenta un ennesimo, importantissimo, segnale di ripartenza per il nostro sistema fieristico e l’intero tessuto produttivo emiliano-romagnolo. Ci tengo a ringraziare tutti coloro che hanno lavorato affinché si raggiungesse questo risultato, uno sforzo comune che arriva da lontano. Oggi viviamo una fase dal grande potenziale per il nostro Paese. Le previsioni economiche sono molto positive, anche per il settore ceramico, chiamato ad affrontare sfide importanti come la transizione ecologica e l’eco-sostenibilità. Come Regione siamo al loro fianco in questo processo di cambiamento, in un’ottica di sviluppo che tenga insieme anche la necessità di tutela di un lavoro di qualità. Ricostruzione e crescita dovranno infatti essere basate su sostenibilità, innovazione, inclusività”, ha concluso il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini.

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