Seas, la magia di trasformare l’aria in acqua: intervista a Luca Bravo

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luca-bravo-seas-saIntervista a Luca Bravo, sales and marketing business development di Seas Sa, azienda ingegneristica che costruisce macchinari che estraggono l’umidità dell’aria per trasformarla in acqua.

«Seas (Societé de l’eau aérienne suisse) è una azienda ingegneristica che costruisce macchinari che estraggono l’umidità dell’aria per trasformarla in acqua. Una risorsa importantissima, che può essere destinata a vari usi: zootecnico, agricolo, industriale e civile, dunque persino per l’acqua potabile.

L’obiettivo che inizialmente ci siamo posti, dalla nostra fondazione avvenuta nel 2010, era riuscire a produrre acqua in ambienti difficili, attraverso l’installazione di macchine in aree colpite da terremoti, calamità naturali, o altri gravi eventi che rendono complicato l’approvvigionamento. Nel processo e nelle applicazioni è richiesto spesso anche il trattamento dell’acqua al fine di fornirla secondo specifica richiesta del cliente.

Attualmente operiamo in tutto il mondo. Nel 2020, abbiamo installato il primo macchinario in Italia, in un palazzo di Roma. Chi abita in quel complesso non ha più bisogno di comprare bottiglie di plastica, un vantaggio non solo in termini ambientali, ma chiaramente anche economici. I nostri sistemi si estendono anche sul piano energetico: possono garantire acqua calda e, allo stesso tempo, aria raffrescata a una temperatura di 24 gradi.

Altre applicazioni della tecnologia di Seas sono già in funzione in giro per il mondo: abbiamo un macchinario a Rubì (Perù), che produce acqua iperdistillata per la pulizia di un impianto 600 mila pannelli fotovoltaici. Questa tecnologia ha trovato riscontro prima all’estero, soprattutto nei Paesi meno sviluppati. Ciò dipende dal fatto che in Italia, purtroppo, spesso l’acqua viene considerata una risorsa infinita: ovviamente non è così, e ne sanno già qualcosa alcune Regioni geograficamente più colpite dal caldo e dalla siccità.

La nostra offerta attualmente è rivolta a grosse aziende, ma anche a Regioni e Stati, richiede un investimento iniziale che, però, garantisce un risparmio negli anni, e necessita di una scarsa manutenzione.

Il 2020 è andato bene, in particolar modo per l’altra business unit aziendale focalizzata sulla sanificazione (in particolare, tunnel di sanificazione). L’air-to-water si è mantenuto stabile. Rispetto al 2019, abbiamo ottenuto un incremento di fatturato del 5-6%. Per fortuna possiamo contare su un mercato globale, che ci permette di sfruttare i plus di ogni nazione. I tre Stati protagonisti del 2020 sono stati Italia, Turchia ed Emirati Arabi. Nel 2021 ci aspettiamo che qualche stato possa ripartire prima di altri, come l’Australia, dove in passato abbiamo già installato un nostro macchinario»

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