La guida di Garofoli al bonus porte

Porte Garofoli
Porte Garofoli

Ufficialmente non esiste. O, almeno, non ha questo nome. Eppure un bonus porte interne si può ottenere. Insomma, l’incentivo fiscale per gli edifici residenziali può arrivare anche per chi sostituisce le porte interne: lo spiega, estesamente, un articolo curato da Garofoli, uno dei principali produttori di questa tipologia di prodotto.

Per detrarre il 50% della spesa per la sostituzione delle porte, per esempio, basta eseguire lavori di manutenzione straordinaria, per il quali basti una Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata dal comune. I lavori comprendono, per esempio, lo spostamento di una parete, oppure l’apertura, la chiusura, l’allargamento o lo spostamento di una o più porte. Ma anche la creazione di un controsoffitto che abbassi la quota in altezza, il rifacimento dell’impianto elettrico, idrico, di riscaldamento.Un caso tipico è quello della modifica di un muro per l’installazione di un sistema a scomparsa al posto di una porta a battente. Va precisato che il documento dell’Agenzia delle Entrate, fra gli interventi ammissibili alla detrazione Irpef del 50%, indica proprio “allargamento porte interne” con “interventi con demolizioni di modesta entità”. Quindi nessun problema a far rientrare il costo delle porte nel bonus 50%.
Si può detrarre l’acquisto delle porte anche con un intervento di ristrutturazione per il quale sia necessaria una Segnalazione Certificata di Inizio Attività, obbligatoria quando l’intervento riguarda opere più “pesanti” perché modificano elementi strutturali come muri o travi portanti, solai, etc.

 

È possibile ottenere la detrazione del 110% dei costi sostenuti per l’acquisto di porte interne se questo è collegato a interventi mirati al miglioramento delle prestazioni antisismiche (ad esempio demolizione e ricostruzione di un edificio per migliorarne le performance in caso di terremoti).

Per usufruire fruire del bonus porte 50% si detrae la spesa dalla dichiarazione Irpef, suddividendo la spesa su dieci anni. Oppure per bonus ristrutturazione si può anche ricorrere allo sconto in fattura concessa dal rivenditore di porte, oppure utilizzando la cessione del credito: in questo caso si paga al rivenditore di porte tutta la cifra preventivata, ma una banca potrebbe «acquistare» il credito d’imposta verso l’erario.

Per le detrazioni è necessario produrre una documentazione specifica.

Nel caso del bonus 50% sono necessari visura catastale; documenti di identità del richiedente; Cila o Scia; fattura con descrizione dell’intervento, tipo di opera (“lavori di ristrutturazione”) e dati dell’immobile (indirizzo e riferimenti catastali); riferimento alla normativa per lo sconto in fattura (“Detrazione del 50% ai sensi…”); codice fiscale dei beneficiari della detrazione e del pagamento.

Inoltre, bisogna avere il bonifico “parlante” con causale che faccia riferimento alla normativa (“Detrazione del 50% ai sensi…”); numero, data e beneficiario (rag. sociale e partita iva) della fattura pagata; codice fiscale dei beneficiari della detrazione fiscale e del pagamento.

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