La bioedilizia passa da Naturalia Bau: intervista a Roland Gabasch

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Sede di Naturalia Bau

Alle porte di Merano (provincia di Bolzano) si trova Naturalia Bau, rivendita di materiali naturali e compatibili con la bioedilizia. La sede aziendale, realizzata secondo i criteri di sostenibilità, è anche il primo edificio commerciale in Italia a zero emissioni. Il suo punto di forza? La capacità di fornire non solo prodotti naturali, ma anche intere soluzioni per l’abitare verde, certificati sotto tutti i punti di vista, compresi quelli indispensabili per accedere agli ecobonus.

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Sede di Naturalia Bau
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Roland Gabasch

YouTrade ha intervistato Roland Gabasch, socio direttivo della Naturalia Bau, per scoprire uno dei volti più autentici della sostenibilità legata al mondo della distribuzione.

Domanda. Prima di tutto, come ha reagito Naturalia Bau al lockdown?
Risposta. Siamo stati pronti a riorganizzare il nostro lavoro per fronteggiare l’emergenza: in una settimana sono partiti i webinar. Abbiamo adottato lo smart working per tutti i dipendenti (siamo 13 persone più 25 agenti sul territorio italiano) e anche la cassa integrazione, in alcuni casi. Adesso invece siamo tutti rientrati in azienda.

D. E, dal vostro punto di vista, come risponde il mercato alla ripresa delle attività?
R. Devo dire che in Alto Adige va molto bene, nel resto d’Italia notiamo che il settore ha subito un ulteriore fermo in attesa di valide istruzioni sul cosiddetto super-ecobonus. Dopo due mesi di lockdown, e di conseguente rallentamento del lavoro nei cantieri, questa novità di fatto prolunga il blocco dei lavori fino a luglio. Insomma, altri tre mesi di blocco. Sono molto d’accordo sul fatto di investire e spingere sull’efficienza energetica degli edifici, ma penso che per una crescita davvero sana del comparto delle costruzioni servirebbe una pianificazione legislativa che guardi oltre il breve termine. Oltre a una semplificazione delle procedure burocratiche che rappresentano un ostacolo aggiuntivo per l’avvio dei cantieri.

D. Un passo indietro: qual è la storia di Naturalia Bau?
R. Inizia nel 1991, quando tre soci fondarono la ditta Naturalia. Ciascun socio si occupava di un campo specifico, a partire da quello alimentare, con un negozio a Merano. Poi, un altro nella gestione dei mulini per la macinazione del grano e, infine, uno per i prodotti di bioedilizia. Mentre le prime due attività si sono radicate esclusivamente sul territorio meranese e i dintorni, quella della bioedilizia si è subito estesa oltre il Burgraviato, prima a livello regionale e presto anche nel Nord Italia. Fino al 1997, anno in cui la divisione edile si è distaccata completamente dalle altre due, aggiungendo il termine Bau (costruzioni in lingua tedesca, ndr) alla dicitura aziendale. Nel 2001 Helga Pircher e io abbiamo acquisito l’attività e, nel giro di pochi anni, abbiamo costruito la nuova sede, il primo edificio commerciale in Italia realizzato in bioedilizia e a emissioni zero.

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Helga Pircher

D. Come avete ottenuto questo risultato?
R. Abbiamo costruito in modo tale che l’edificio consumi la minor quantità di energia possibile, sia per riscaldare che per raffrescare. Produciamo autonomamente l’energia necessaria, senza emissione di CO2. Ciò è possibile grazie a un impianto fotovoltaico sul tetto e a uno geotermico, abbinato a pompa di calore, che permette di raffrescare in estate e riscaldare in inverno quasi a costo zero. Inoltre, tutto l’edificio è stato costruito con prodotti naturali e non trattati, come l’argilla o il legno, che non rilasciano sostanze nocive nell’ambiente.

D. Quali sono i principali prodotti e soluzioni che offrite ai vostri clienti?
R. Principalmente, come suggerisce il nome dell’azienda, trattiamo solo prodotti naturali, costituiti da materie prime minerali o rinnovabili. Quindi legno, canapa o cellulosa per gli isolanti o prodotti a base minerale come intonaci in argilla o pitture naturali. Certo, ci sono anche dei limiti per i prodotti naturali, per esempio, quando si tratta di coibentare le fondamenta o impermeabilizzare il tetto. Per garantire le massime prestazioni e durabilità del costruito, c’è il compromesso di utilizzare guaine sintetiche per queste strutture. Infatti, noi cerchiamo sempre di offrire delle soluzioni complete e garantite.

D. Per esempio?
R. Per il tetto, abbiniamo l’isolante in fibra di legno, canapa o cellulosa alle guaine per la tenuta all’aria e al vento, che sono sintetiche. Puntiamo sempre a offrire la soluzione completa, così il progettista ha la garanzia sulla tenuta e sulla bontà del sistema, testimoniata dalle relative stratigrafie che indicano i valori di efficienza sotto il profilo acustico, termico e igronometrico. Grazie a esse, offriamo la garanzia sui sistemi che, a seconda della scelta, va dai 10 anni a tempo illimitato. Siamo molto preparati anche sotto l’aspetto dei Cam, indispensabile per accedere ai bonus fiscali.

D. Quali sono i prodotti che stanno crescendo di più? Ci sono, invece, delle tipologie di prodotto in calo?
R. Vendiamo tantissimi isolanti in fibra di legno, come NaturaTherm per il tetto o NaturaWall per la parete. Cerchiamo di spingere sempre di più sui sistemi per interno perché non è sempre possibile o conveniente eseguire un cappotto esterno. Offriamo soluzioni naturali per tre principali ambiti: il tetto, l’isolamento esterno e, appunto, l’isolamento interno, tutte certificate dal punto di vista delle prestazioni e della durabilità da un ente terzo italiano, BioSafe. Le soluzioni per l’interno comprendono anche l’intonaco in calce o argilla e le pitture. Forse, il sistema-tetto è l’elemento un po’ in calo, perché c’è sempre più concorrenza.

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NaturaWall, pannello intonacabile in fibra di legno
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Posa-soluzione NaturaWall

D. Avete introdotto qualche novità di prodotto recentemente?
R. Puntiamo sempre di più sulle soluzioni per il rinforzo strutturale dei solai, in particolare dei massetti a secco, con un prodotto a base di scaglie di legno mineralizzate, CemWood CW2000. In passato, i massetti a secco per la costruzione dei solai sono stati largamente utilizzati, perché offrono il vantaggio di non dover portare acqua in cantiere. Però tutti questi massetti a secco, o quasi tutti, hanno avuto il problema del cedimento e ciò lo si può notare semplicemente osservando lo spazio che crea tra i battiscopa e la parete. Pe risolvere questa problematica, proponiamo un prodotto a base di una materia rinnovabile, cioè il legno, che è stato trattato con materia minerale. Sempre un prodotto a secco, dunque, ma che non comporta problemi di cedimento.

D. Come si compone la vostra clientela?
R. Abbiamo un canale di vendita che si rivolge principalmente alle rivendite, imprese e agli artigiani e, in misura minore, al privato. Poi ci rivolgiamo ai progettisti, tramite un canale apposito di informazione.

D. Quali zone geografiche servite e come gestite la logistica?
R. Abbiamo due depositi, uno situato a Merano e l’altro a Verona, che serve sia da magazzino che da polo logistico. Attualmente, l’80% del nostro fatturato viene prodotto da attività fuori regione, di cu il 70% al nord e il restante 30% nel centro-sud Italia.

D. Quali servizi offrite ai vostri clienti?
R. Abbiamo un catalogo chiamato Guida alla Bioedilizia, che si distingue per la ricchezza dei contenuti, sia per le informazioni di base che per i dettagli prestazionali di ogni soluzione. Contiene, infatti, tutti i valori di comportamento – al freddo, al caldo, igronometrico, le emissioni, i Cam, eccetera – dei nostri prodotti e sistemi. Insomma, un supporto pratico per il progettista che può trovare tutte le informazioni su un unico riferimento. Una novità è che abbiamo reso disponibile la guida in versione digitale, ottimizzata per la consultazione online. Poi, organizziamo tantissimi corsi di informazione e formazione per i professionisti, progettisti o artigiani, con un numero di presenze all’anno che si aggira tra le 8mila e 10mila. A causa del covid-19 abbiamo dovuto interrompere questa attività in presenza ma la stiamo proseguendo tramite webinar, con una media di due incontri alla settimana, seguiti da 200-300 professionisti ciascuno. Infine, facciamo ecommerce per alcuni prodotti.

D. Quali strategie di marketing e comunicazione utilizzate?
R. La formazione è il nostro pilastro più importante, per comunicare e farci conoscere dai nostri clienti e potenziali clienti. Siamo presenti sui social con la nostra pagina Facebook, anche se non è facile o immediato costruire una presenza di valore sui social media. Poi, siamo sempre stati presenti alla fiera Klimahause con il nostro stand, dal grande impatto visivo, che ci ha permesso di ricevere molti riconoscimenti. Anche se in futuro sarà tutto da vedere, perché il covid-19 sta rivoluzionando il modo di lavorare di interi settori e quindi siamo attenti a quelle che saranno le migliori strategie per il futuro. In ogni caso, affianchiamo il marketing digitale a quello tradizionale.

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Yosima, l’intonachino design in argilla in 146 colori della terra

D. Come è andato il 2019 e che cosa vi aspettavate dal 2020, prima dell’inizio dell’emergenza covid-19?
R. Il 2019 è stato un anno difficile ma soddisfacente; quest’anno ci aspettavamo invece un’ottima annata, le previsioni erano molto positive.

D. Che cosa prevedete per il settore delle costruzioni, in Italia, nel breve-medio termine?
R. Noi prevediamo un anno molto difficile per l’edilizia in Italia. Per costruire e ristrutturare, i privati hanno bisogno di sicurezza, che invece manca a livello politico: di anno in anno non è possibile sapere se i bonus verranno mantenuti. L’edilizia in Europa è in crescita, l’Italia invece è sempre più lenta e a mio avviso sarebbe indispensabile disporre riforme che facilitino il settore delle costruzioni.

D. È cambiata nel tempo la sensibilità verso i prodotti naturali per le costruzioni?
R. Notiamo una maggiore sensibilità verso le soluzioni di bioedilizia al Nord Italia. Si parla molto di più di sostenibilità e di bioedilizia, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo, a mio avviso, una grossa mancanza di conoscenza da parte degli utenti finali. La parola sostenibilità è quasi onnipresente, ma talvolta utilizzata con eccessiva leggerezza e con poca aderenza alla realtà dei fatti.

D. Quindi, che cosa significa sostenibilità, per Naturalia Bau?
R. Per noi, la sostenibilità consiste nel restituire all’ambiente ciò che noi attingiamo da esso, senza indebitarci con l’ecosistema. Ciò è possibile scegliendo materiali rinnovabili e realizzati con un ciclo produttivo anch’esso sostenibile, quindi alimentato da energia non proveniente dalla combustione di fonti fossili. Senza dimenticarsi dell’aspetto legato al ciclo di vita dei prodotti. Infine, la sostenibilità riguarda anche l’aspetto della salute di chi sarà a contatto con i materiali. Una delle maggiori difficoltà della bioedilizia, in effetti, è che bisogna toccare una grande vastità di temi e quindi è difficile farla comprendere a chi non la conosce, perché richiede uno sforzo di informazione e di comprensione non indifferente.

D. Quali iniziative si potrebbero intraprendere per far fronte a questa difficoltà?
R. Investire, a livello statale, sulle scuole edili che in Italia sono carenti per la formazione di tante figure. Sarebbe invece importante professionalizzare per avere una maggiore garanzia sulla qualità del costruito. Ciò consentirebbe anche di guadagnare maggior fiducia da parte dei committenti, indispensabile per sensibilizzarli sull’importanza di realizzare edifici di migliore qualità e, di conseguenza, più sostenibili. Anche la figura del progettista dovrebbe essere più tenuta in considerazione perché potrebbe promuovere questo cambiamento. Infine, sensibilizzare non solo chi costruisce ma anche chi acquista, ovvero l’utente finale.

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Interni della sede commerciale Naturalia Bau

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