L’Idea di Caterina Paparo: con l’innovazione si cresce anche al Sud

Caterina Paparo
Caterina Paparo

Caterina Paparo è responsabile amministrativa Idea BigMat
Satriano (Catanzaro). È una dei tre giovani distributori che al Convegno di YouTrade a Verona hanno ricevuto un attestato «come
rappresentante delle nuove generazioni per la capacità di interpretare l’evoluzione nella distribuzione edile».

Domanda. Può raccontare, in breve, la storia di Idea?

Risposta. Fondata da mio padre Giorgio nel 1978 come ditta individuale, l’azienda produceva inizialmente tondini, travetti per solai e manufatti in cemento. Nel 1984 abbiamo ottenuto la licenza per il commercio, avviando così l’attività di distribuzione di materiale edile. Abbiamo inserito l’edilizia pesante, la ferramenta, le vernici e un sistema tintometrico, poi l’idraulica e la termoidraulica. Nel ’95 abbiamo deciso di separare le due attività, aprendo una società di capitale che si occupasse solo della produzione dei tondini e manufatti in cemento. Quindici anni fa, nel 2007, abbiamo messo mano al nostro assetto giuridico trasformando la vecchia ditta individuale in una società di capitale a responsabilità limitata, e spostando la sede in una location più grande. Così è nata Idea srl.

D. Poi, quali sono stati i passaggi successivi?

R. Io sono entrata in azienda nel 2003 e ho iniziato a lavorare in amministrazione. Poi sono arrivati i miei fratelli, che hanno iniziato ad occuparsi di analisi gestionale e delle finiture. Con l’ingresso della nuova generazione, Idea è riuscita a specializzarsi in alcuni aspetti fondamentali per la nostra rivendita: amministrazione, gestione, showroom.

D. Che novità avete introdotto?

R. Abbiamo deciso di cambiare il gestionale, scontrandoci anche con la resistenza di qualche dipendente storico restìo al cambiamento. Il nuovo gestionale era però necessario, e ci ha permesso di analizzare aspetti dell’azienda ignoti e tagliare alcuni costi. Personalmente ho apportato novità nella gestione amministrativa, automatizzando delle procedure, come la gestione delle buste paga. Nel 2012 abbiamo poi inserito le finiture attraverso il progetto dello showroom BigMat Habimat.

D. Da quando fate parte del Gruppo BigMat?

R. Nel 2004 abbiamo conosciuto BigMat e abbiamo deciso di aderire al gruppo. L’unione fa la forza e BigMat ci ha dato possibilità di contatto e contrattazione con i fornitori, che da soli non avremmo mai avuto. Abbiamo quindi deciso di cogliere questa opportunità.

D. Tutte le novità che avete introdotto, che vantaggi hanno apportato al business?

R. Il nostro supporto è servito all’azienda a non far trovarsi spaesata e a destreggiarsi tra tutti i cambiamenti che il mercato ha imposto negli ultimi anni. A livello di fatturato non abbiamo avuto grandi scossoni, ma ci siamo parati da grosse botte, rinnovando completamente la gestione del credito. Adesso, per fare un ulteriore salto di qualità, stiamo valutando di rinnovare il punto vendita e siamo in trattativa per la progettazione totale del negozio. Un investimento importante, che richiederà circa due anni di lavoro

D. Attualmente qual è il vostro fatturato?

R. Attualmente l’azienda fattura 5 milioni di euro. Da circa dieci anni oscilliamo del 1-2%, nonostante la crisi del settore, soprattutto qui al Sud. L’unica cosa che avrebbe potuto fare da volano erano le infrastrutture, ma molte tra grandi aziende di costruzioni non hanno saldato i loro conti e anche noi ci siamo ritrovati con dei buchi in bilancio. Le difficoltà per evitare di saltare è stata davvero enorme. Così abbiamo deciso di accantonare la parte di produzione vera e propria e concentrarci sulla rivendita.

D. Che cosa avete fatto per difendervi dalle aziende improvvisate e dai cattivi pagatori?

R. All’interno della nostra amministrazione usiamo da tantissimi anni le informazioni commerciali. Non dico che si riescono a fare miracoli, ma a servono a prendersi qualche garanzia in più.

D. Perché un cliente si rivolge a Idea?

R. Abbiamo 2.500 metri quadri di rivendita, 1.200 metri quadri dedicati all’edilizia pesante, 13 mila metri quadri di piazzale. Il cliente viene da noi perché sa che può trovare di tutto, dalle fondamenta al tetto. Ci rivolgiamo sia al cliente professionale, che al piccolo artigiano, che al privato. Dieci anni fa abbiamo deciso di ampliare il nostro target di riferimento proprio per difenderci dalla crisi edilizia. Se ci fossimo fermati alle imprese, oggi non saremo dove siamo.

D. Vi infastidisce la presenza della Gdo?

R. Nella nostra zona ci sono diversi punti vendita Brico. Diciamo che la Gdo ci infastidisce per quanto riguarda la minuteria, ma non ci fa concorrenza sui prodotti tecnici e i servizi. Noi non cerchiamo di vendere solo il materiale, ma anche di offrire soluzioni professionali, servizi puntuali e  una consulenza ad hoc per il cliente e il lavoro che deve eseguire.

 

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