L’isolamento è sempre più verde: intervista a tre su Neopor di Basf

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L’impatto ambientale è fortemente determinato dalla quantità di energia usata nel processo di produzione, nella logistica e nella fase di fine vita dei prodotti isolanti e non dall’impiego di risorse ambientali intese come materia prima per costituire gli stessi. È la premessa necessaria per comprendere quello che esprime il mondo di Neopor di Basf, innovativa combinazione tra il polistirene e un prodotto naturale: la grafite.

Neopor di Basf: prestazioni e rispetto dell’ambiente

Neopor è il polistirene espandibile di ultima generazione prodotto da Basf per la realizzazione di materiali isolanti dalle molteplici applicazioni, capace di garantire alte prestazioni, il massimo risparmio energetico e un eccellente comfort abitativo.

Un prodotto che è stato vissuto come una sorta di rivoluzione nel mondo dell’isolamento per l’edilizia, sia per la progettazione di nuove costruzioni che per la riqualificazione degli edifici esistenti. Il materiale isolante, infatti, deve assicurare qualità e prestazioni, elevate performance termiche, massima resistenza e durata. Ed è proprio quanto promette Neopor di Basf.

Ma come garantire anche il rispetto dell’ambiente? L’energia utilizzata per la produzione del polistirene è riconducibile all’impiego di materie prime non rinnovabili di origine fossile. La quantità di energia e di materia prima utilizzata in questa fase è irrisoria rispetto a quella consumata nei processi industriali per la produzione di qualsiasi altro tipo di isolante. Non solo: Neopor può essere completamente recuperato e riciclato fino al 100%.

La termovalorizzazione permette il recupero di grosse quantità di energia e permette di ridurre le emissioni nocive potenzialmente derivanti da produzioni alternative di energia. Insomma, due aspetti che rendono il materiale altamente competitivo anche sotto l’aspetto green.

Un altro aspetto di Neopor è la sua estrema versatilità. Il materiale, infatti, permette di ottenere un portfolio di isolanti termici ideali a tutte le applicazioni edilizie: coibentazione esterna di pareti (sistema a cappotto), isolamento in intercapedine; coibentazione di coperture piane e a falda, isolamento interno di pareti.

Nei progetti di nuova costruzione e nei progetti di riqualificazione, grazie ai materiali isolanti Made of Neopor è possibile ottenere un livello di isolamento termico che accresce e migliora la sostenibilità dell’edificio e ne consolida il valore economico per lungo tempo a venire.

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Opinioni e strategie sul Neopor di Basf: intervista a tre

Premesso questo, rimane un dubbio: il mercato, cioè i rivenditori di materiali per edilizia, sono informati sulle caratteristiche e il potenziale di Neopor? YouTrade lo ha chiesto a Paolo Cerù, responsabile commerciale e marketing del Gruppo Poron, Fabio Baistrocchi, direttore commerciale L’Isolante, Giovanni Raggi, direttore commerciale Isolconfort.

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Da sinistra Paolo Cerù, responsabile commerciale e marketing del Gruppo Poron, Fabio Baistrocchi, direttore commerciale L’Isolante, Giovanni Raggi, direttore commerciale Isolconfort

Il mercato è sensibile alla scelta di isolanti termici sostenibili oppure è solo una questione di prezzo?

Paolo Cerù: «C’è una sensibilità che, però, è ancora agli albori. Il prezzo ha attualmente un’incidenza importante ma, soprattutto nei capitolati pubblici, la sostenibilità sta diventando un tema sempre più discriminante. Si tratta di un trend molto recente».

Fabio Baistrocchi: «Il mercato si sta sensibilizzando sempre di più sulla sostenibilità dei materiali isolanti, ma il prezzo resta ancora un elemento importante. Da decenni si parla di sostenibilità, ma solo di recente l’attenzione si è allargata anche all’opinione pubblica e sta influenzando tutto il mercato nazionale».

Giovanni Raggi: «In questo momento tutti gli operatori considerano la sostenibilità ambientale uno degli argomenti più importanti e un’opportunità per il futuro. C’è dunque grande attenzione, dimostrata anche dal fatto che sia a livello europeo che nazionale sono state introdotte normative di riferimento, come i CAM, che hanno imposto l’utilizzo di materiali ecosostenibili negli appalti della pubblica amministrazione».

Come rispondete alla rivendita edile che si trova a dover selezionare una vasta quantità di proposte green?

Paolo Cerù: «Gruppo Poron già da qualche anno è competitivo con la nuova linea di prodotti Polar, prodotti isolanti in Eps bianco e Neopor di Basf, riciclabili al 100%, che nel loro ciclo produttivo introducono materia prima rinnovata, proveniente da esuberi di produzione. Questo plus non ha nessuna maggiorazione di prezzo e questa è la nostra risposta più importante, fermo restando che da anni siamo attivi con Neodur, la prima linea di prodotti a chilometro zero. Prodotta e distribuita da tutte le unità produttive del gruppo, permette di abbattere i costi di trasporto al cliente finale. Quindi offriamo una risposta anche sul fronte del servizio».

Fabio Baistrocchi: «L’isolante risponde alle richieste del mercato attraverso l’elevato standard dei propri prodotti e un approccio sempre rivolto alla qualità dei materiali e al servizio verso i clienti, sia in termini di consulenze tecniche che di logistica. Le certificazioni hanno un ruolo fondamentale perché la sostenibilità deve essere provata scientificamente».

Giovanni Raggi: «Abbiamo sempre creduto nella sostenibilità, non solo per un discorso legato al business, ma anche all’etica delle persone e professionale. Nel settore dell’isolamento di materiali in polistirene espanso, Isolconfort ha fatto una scelta non solo di prodotto, ma anche di strategia aziendale, sposando la filosofia Green Building Insulation. Abbiamo inserito nelle fasi di lavorazione un percorso di ricerca e sviluppo a garanzia della responsabilità ambientale e impiegato materie prime di eccellenza, certificate, riciclabili e stabili nel tempo. La nostra scelta è drastica: non abbiamo prodotti non sostenibili, il rivenditore trova da noi solo prodotti a basso impatto ambientale, certificati EPD».

Quanto conta la certificazione di prodotto?

Paolo Cerù: «La certificazione è fondamentale. Negli anni le aziende che fanno parte del Gruppo Poron hanno implementato un sistema di gestione della qualità basato su best practice interne, inoltre tutti gli stabilimenti produttivi operano in accordo alle norme Uni En Iso 9001 e alcuni di questi hanno conseguito la certificazione Iso 9001-2008».

Fabio Baistrocchi: «Molto, ma in tanti casi non certifica il ciclo di vita. Tanti prodotti sono considerati sostenibili, ma in realtà hanno un elevato impatto ambientale. Così la certificazione è solo un pezzo di carta. Bisogna quindi fare attenzione quando si parla di prodotti green: l’analisi del loro ciclo di vita è fondamentale. Noi ci affidiamo solo a produttori di materie prime, Basf in primis, che utilizzano materiali sostenibili provenienti da fonti rinnovabili; dopodiché produciamo e trasformiamo la materia prima e certifichiamo i nostri prodotti con enti terzi, a riprova dell’assoluta veridicità di quanto dichiariamo».

Giovanni Raggi: «La certificazione è una garanzia, la sostenibilità è un tema relativamente nuovo e il mercato ha bisogno di tutela. Eco Por G031, realizzato con Neopor di Basf, ed Eco Espanso100, sono gli unici pannelli in EPS che in Italia hanno ottenuto la certificazione ambientale EPD, indispensabile per soddisfare ogni capitolato dove è richiesta una certificazione ambientale di prodotto certa e garantita. L’EPD, infatti, comunica informazioni oggettive, confrontabili e credibili relative alla prestazione ambientale di prodotti e servizi, basate sull’analisi del ciclo di vita. La correttezza del metodo utilizzato e dei dati forniti è garantita dalla convalida da parte di un ente di certificazione di terza parte accreditato e dalla pubblicazione del documento per mezzo di un Program Operator come EPD Italy».

La sostenibilità è un concetto che coinvolge di più l’ambito professionale oppure l’utente finale?

Paolo Cerù: «La sensazione è che sia trasversale. Mentre i professionisti sono stati sensibilizzati dalle crescenti normative nate in questo ambito, l’utente finale è stato reso più attento a queste tematiche dai media. Come le campagne di comunicazione per la salvaguardia del mare dai rifiuti plastici, che ha influenzato anche la scelta dei materiali da utilizzare. La sostenibilità sarà il trend più importante dei prossimi anni: proprio per questo Gruppo Poron ha deciso di riunire sotto un’unica veste tutte le iniziative che porta avanti su queste tematiche con il progetto Blu Poron World. Blue Poron World mette a fuoco e fotografa il problema dei rifiuti plastici, accettando la sfida dell’Unione Europea di Zero rifiuti plastici entro il 2030 e di abbracciare il modello di economia circolare. Per questo il gruppo porta avanti un modello di business che miri ad una giusta sostenibilità ambientale».

Fabio Baistrocchi: «Se per utente finale si intente la Pubblica Amministrazione, l’introduzione dei CAM ha avuto un notevole impatto con ricadute su tutta la filiera delle costruzioni. Sicuramente ad oggi, i professionisti e gli operatori del settore sono più sensibili alla proposizione e richiesta di materiali sostenibili, ma anche l’utente finale sta diventando sempre attento e più esigente in merito».

Giovanni Raggi: «Sicuramente la base di partenza è l’utente finale che riconosce sempre più l’urgenza di risolvere alcune criticità in tema di riciclo e inquinamento. Se può scegliere dunque l’utente ora decide di optare per un prodotto sostenibile. I professionisti stanno cercando di dare risposte in questa direzione, e finalmente il mercato comincia a essere regolamentato con certificazioni e normative».

L’utilizzo di materia prima green diventa perciò fondamentale per una produzione ecosostenibile. Come vedete la politica green di Basf?

Paolo Cerù: «Quasi 60 anni di collaborazione con Basf non possono che continuare con lo stesso obiettivo: produrre una gamma di prodotti di qualità ad elevata sostenibilità ambientale. In linea con questo obbiettivo Poron e Basf continuano una stretta collaborazione per promuovere insieme presso le istituzioni una mentalità di economia sostenibile con particolare attenzione al contenimento delle emissioni, al riciclo e alla rigenerazione, all’efficienza energetica e alle tecnologie in grado di ridurre gli impatti sull’ambiente».

Fabio Baistrocchi: «Collaboriamo con Basf da 40 anni e siamo molto soddisfatti di questa partnership. Siamo certi della qualità della materia prima e dei prodotti nati dalla trasformazione di quella materia prima. C’è una filiera di certificazione molto rigida che porta a realizzare prodotti davvero green».

Giovanni Raggi: «La componente della materia prima è basilare per produrre delle soluzioni in edilizia a basso impatto ambientale. Come leader del settore Basf ha cercato di rispondere prontamente a questa attenzione verso la sostenibilità, e la loro filosofia è la base che ci ha permesso di creare numerosi prodotti altamente qualificati e innovativi, utilizzando materie prime green e cicli produttivi a basso impatto. Nell’ottica della sostenibilità Isolconfort ha inoltre deciso di aderire all’Agenda 2030 dell’Onu, un passo che va oltre la produzione e che lega il proprio programma ambientale agli obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite»..

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