Restauro dell’Edicola del Santo Sepolcro con Basf Construction Chemicals

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Un delicato intervento di restauro dell’Edicola del Santo Sepolcro, a Gerusalemme,
è stato condotto grazie alle proprietà di MasterEmaco S 285 TIX e di altre soluzioni
di Basf Construction Chemicals. Sotto la supervisione di tre diverse confessioni religiose.

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Restauro Edicola del Santo Sepolcro a Gerusalemme

Nel cuore di Gerusalemme, all’interno della Basilica della Resurrezione, Basf Construction
Chemicals Italia ha lavorato con successo al restauro dell’Edicola del Santo Sepolcro, il
luogo in cui secondo i cristiani sono state poste le sacre spoglie di Gesù dopo la crocifissione.

La struttura dell’edicola, che negli anni aveva subito ammaloramenti, presentava fessurazioni e disgregazioni della malta dovute alla presenza di umidità, aveva necessità di interventi di ripristino.

Il delicato intervento di restauro e conservazione, realizzato grazie ai prodotti Master Builders Solutions di Basf, è stato coordinato da Tonia Moropoulou come capo del progetto, ingegnere chimico e docente di chimica del restauro al Politecnico nazionale di Atene, in collaborazione con un team interdisciplinare della National Technical University di Atene.

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Le fasi del progetto

I risultati delle analisi svolte sul monumento dimostravano che la malta presente nelle fessure si era disgregata nel tempo a causa dell’umidità. Era necessario il ripristino attraverso due distinti interventi. I lavori, completati in circa dieci mesi, hanno visto squadre greche di restauratori e conservatori lavorare a pieno regime giorno e notte, per completare in tempi record il progetto partendo dalla rimozione dei pannelli di pietra.

Successivamente è stata rimossa la malta disgregata e riparata la muratura con MasterEmaco S 285 TIX di Master Builders Solutions, malta di calce pozzolanica, priva di cemento, confezionata con aggregati silicei naturali con diametro massimo di 2 millimetri. MasterEmaco S 285 TIX garantisce una resistenza a compressione > 15 MPa ed è quindi classificabile come malta da muratura di tipo M15 secondo la normativa europea Uni En 998/2, che rispondeva così alle esigenze di progetto.

In seguito, si è provveduto a riparare o ricostruire parzialmente alcune aree in muratura per poi omogeneizzare i vari strati strutturali mediante l’iniezione di MasterInject 222 di Master Builders Solutions, boiacca di calce pozzolanica, priva di cemento. La granulometria molto fine di MasterInject 222 ha consentito una facile iniezione della malta, garantendo un’elevata scorrevolezza e un eccellente mantenimento della lavorabilità oltreché una resistenza alla compressione > 10 MPa.

Stuccata la Roccia Sacra si è provveduto a restaurare le colonne esterne, ad installare rinforzi in titanio e a pulire e proteggere le superficie architettoniche interne ed esterne.

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Una storia secolare

La storia del monumento sacro dell’Edicola del Santo Sepolcro si perde nei secoli. Luogo di culto pagano nel II secolo d. C., venne soppiantato da un santuario per mano di Costantino, il primo imperatore cristiano.

Nel tempo il santuario del Santo Sepolcro subì sorti avverse: semidistrutto dai persiani nel VII secolo e distrutto dai Fatimidi nel 1009, venne ricostruito a metà dell’XI secolo, insieme all’Edicola della tomba (dal latino aedicula, tempietto), modificata più volte fino al rifacimento del 1810, a seguito di un incendio provocato dai ceri votivi, a opera dell’architetto greco Komninos. La struttura appariva però instabile e pericolante, tanto che nel 1947 è stata ingabbiata con travi di ferro e così è rimasta fino ai lavori di restauro del 2017.

Gli interventi dell’Edicola del Santo Sepolcro hanno interessato le pavimentazioni, le canalizzazioni, il restauro delle pietre del lastricato e il consolidamento delle fondazioni dell’edicola al fine di garantirne la stabilità sismica. Resta da risolvere un problema di umidità di risalita dal sottosuolo. La speranza è che le tre principali Chiese che custodiscono la Basilica (il Patriarcato greco-ortodosso, la Chiesa cattolica attraverso la Custodia francescana di Terra Santa e la Chiesa armena) trovino un nuovo accordo per avviare un’ulteriore fase di lavori nel sottosuolo.

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