Edifici iridescenti, ultima frontiera degli involucri

L'istallazione di Hiro Yamagata, battezzata Quantum Field X3, al Museo Guggenheim di Bilbao
L’istallazione di Hiro Yamagata, battezzata Quantum Field X3, al Museo Guggenheim di Bilbao

Siamo circondati da un mondo di colori luminosi e riflessi metallici: l’iridescenza delle bolle di sapone o l’arcobaleno in cielo dopo la pioggia, le tonalità brillanti che la natura ha dato agli animali e agli insetti come scudo protettivo per camuffarsi tra la vegetazione. Solo di recente l’industria a imparato a riprodurre gli effetti metallici dello scarabeo o di alcune tipologie di foglie o ancora dei bagliori delle ali della farfalla Morpho.  Ma il campo di applicazione è limitato perché sebbene riesca a sfruttare fenomeni fisici come l’interferenza e la diffrazione della luce, lo fa su una contenuta gamma di supporti. 

La farfalla Morhpeo blu
La farfalla Morhpeo blu

Uno di questi sono le nanostrutture, ossia degli strati materiali ultra sottili e trasparenti,  in grado di riflettere la luce sia dal lato inferiore e il lato superiore della superficie e interferire tra loro. Ecco dunque il fenomeno dell’interferenza, appunto, che esalta alcuni colori a dispetto di altri. La selezione dipende dallo spessore del materiale: più lo strato è sottile vicino alla fine dello spettro visibile, ossia al blu, più il colore emergerà. Strati di questo tipo possono essere riprodotti su scala industriale su superfici metalliche come le piastrelle e altri materiali da costruzione. I colori vivaci creati con questa tecnica, non solo assomigliano alla tonalità metallica e brillante che si trova in natura, ma sono spesso più duraturi e resistenti. Un buon esempio si trova negli strati di cromo-ossido applicati all’acciaio inossidabile: sono molto resistenti ed è assai difficile che sbiadiscano con il tempo.

Il museo Emp (Experience Music Project), progettato da Frank Gehry con la facciata in alluminio
Il dettaglio della facciata in alluminio el museo Emp (Experience Music Project), progettato da Frank Gehry a Seattle

Una ricerca condotta dalla Università di Sheffield indica che si possono ottenere tutti i colori dello spettro anche sui polimeri sottili variando le proporzioni dei due componenti. Infatti, hanno scoperto che nella nanostruttura degli schermi a cristalli liquidi colesterici, ossia i display dei computer per intendersi, le fibre birifrangenti microscopiche sono disposte in strutture a spirale e innescano il meccanismo dell’interferenza. Ma la riflessione generata è anche iridescente e a seconda dell’angolo di osservazione il colore si altera. La ricerca è ancora a livello di laboratorio, ma se confermata dalle successive prove, si potrà passare allo sviluppo per applicazioni industriali.

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