Torna a cresce la produzione florovivaistica

Fiori coltivati
Fiori coltivati

Nel 2019 il valore della produzione florovivaistica italiana ha superato i 2,7 miliardi di euro.  Secondo i dati del ministero per l’Agricoltura, dopo la contrazione subita dall’intero comparto per un decennio, per il terzo anno consecutivo i dati fotografano la crescita del comparto: +160 milioni di valore sul 2018, + 176 sul 2017. La produzione ha registrato un solido aumento del 5,8%: incremento per le piante in vaso (+8,9%) e il vivaismo (+3,3%), mentre canne e vimini (residuali nel computo del settore) hanno continuato a registrare un sensibile calo. Con le quote di produzione di vasi, sementi, terricci e substrati, si superano agevolmente i 3 miliardi euro di valore complessivo registrati nel 2018.

Sono circa 24 mila le aziende produttrici di piante ornamentali censite dall’Istat (15 mila delle quali coltivano fiori e piante in vaso e 8 mila sono vivai), concentrate soprattutto in quattro regioni: Liguria, che ha il primato delle aziende che coltivano fiori in piena aria, Toscana e Lombardia, dove sono presenti le principali attività vivaistiche ornamentali arbustive e forestali e Campania, dove le aziende sono specializzate soprattutto nella coltivazione di fiori in coltura protetta.

Numeri visti con soddisfazione da Myplant & Garden, fiera del verde professionale. L’export, centrale per lo sviluppo del settore, ha ritoccato il record storico del 2018 (884 milioni di euro), raggiungendo quota 903 milioni di euro. I prodotti italiani sono apprezzati principalmente in Francia, Germania, Paesi Bassi, Svizzera e Regno Unito. Un trend positivo dell’export che si traduce in un saldo attivo di 371 milioni di euro nella bilancia commerciale (306 nel 2018), coi riscontri più positivi per piante da esterno, talee e fronde fresche recise.

Gli acquisti di prodotti florovivaistici provengono prevalentemente dai Paesi Bassi (71%), che rappresentano nel commercio mondiale lo snodo più importante soprattutto dei fiori recisi; altri importanti mercati di approvvigionamento sono Germania, Spagna e Polonia.

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