Resta al palo la vendita in nuda proprietà

La nuda proprietà non decolla. Nel 2018, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, i volumi di compravendita con questa forma giuridica sono sostanzialmente fermi rispetto al 2017 (-0,4%). La flessione si è registrata in particolare nelle aree del Sud Italia (-6,6%) e del Nord Ovest (-0,9%). Le compravendite di nuda proprietà hanno avuto un calo importante nel 2012 per poi riprendersi nel 2014.

In ogni caso, secondo l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa il 76,3% delle transazioni analizzate è finalizzata all’investimento a lungo termine, mentre solo il 23,7% riguarda l’abitazione principale. Percentuali simili a quelle del 2017, quando gli acquisti per investimento si attestavano al 72,7%. D’altra parte, è ovvio: chi acquista un appartamento lasciando dentro chi vende non può certo andarci ad abitare. 

Gli acquirenti di nuda proprietà che spera che l’immobile si rivaluti nel tempo hanno un’età compresa tra 35 e 64 anni nel 70,8% dei casi. I proprietari che vendono, invece, hanno un’età superiore a 54 anni nel 76,8% dei casi. La maggior parte di questi venditori (74,1%) lo fa per reperire liquidità e quindi per mantenere un certo tenore di vita, oppure per far fronte ad esigenze legate all’avanzare dell’età e a volte per sostenere i figli nell’acquisto della casa. E anche questo è noto. 

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