Nomisma: superbonus in rallentamento

Lavori di ristrutturazione
Lavori di ristrutturazione

Come impatterà la riduzione del superbonus dal 110% al 90%? L’istituto di ricerca bolognese Nomisma, che periodicamente pubblica i risultati di un osservatorio sugli immobili, ha condotto un’indagine, resa nota in occasione dell’assemblea di Angaisa. Secondo la ricerca, due famiglie su tre continuano a dirsi interessate all’avvio dei lavori con il superbonus ridotto al 90%. Attenzione: essere interessati non significa mettere mano al portafogli: se il 37% delle famiglie italiane negli ultimi 12 mesi ha effettuato qualche intervento di ristrutturazione o miglioramento dell’abitazione in cui vive, solo l’11% ha dichiarato che nei prossimi 12 mesi investirà ancora in ristrutturazione o riqualificazione della propria casa.

La fotografia scattata da Nomisma indica che in Italia il 50% delle persone vive in un condominio con cinque o più unità immobiliari, mentre circa il 30% vive in una casa singola. Sempre secondo questa statistica, più o meno la metà vive in abitazioni tra i 70 e i 109 metri quadrati. Troppo poco: gli italiani sono prevalentemente insoddisfatti rispetto ai propri consumi energetici (circa il 60%): questa è stata una delle motivazioni principali portato alla realizzazione degli interventi di efficientamento. Al secondo posto nella classifica delle insoddisfazioni compaiono il verde (49%), la conservazione e la manutenzione dell’edificio (48%) e i rivestimenti (44%, che a Roma raggiunge il 51%). Non sorprende che il sondaggio indica come gli affittuari siano maggiormente insoddisfatti rispetto ai proprietari.

Lavori di Edilizia Acrobatica
Lavori di Edilizia Acrobatica

Insomma, gran parte del desiderio di ristrutturare e migliorare la propria abitazione deriva dall’inefficienza energetica. Quasi quattro italiani su dieci (37%) negli ultimi 12 mesi hanno avviato interventi di miglioramento e o ristrutturazione di un’abitazione, sia essa principale o secondaria. Il 27% sono affittuari. Nel Nord Ovest è il 37% a dichiarare di aver avviato i lavori, nmentre nel Nord Est il 36%. Più alta la percentuale a livello italiano al Centro (40%) mentre al Sud sono al 33%. Osservando le grandi città a Milano i lavori sono stati avviati dal 34% dei rispondenti, mentre a Roma si attesta al 33%.

Gli interventi di ristrutturazione o di miglioramento sono stati svolti prevalentemente all’interno di un’abitazione in un condominio (54%). A seguire, all’interno di una casa singola (39%). Solo per l’8%, gli interventi hanno riguardato le parti comuni condominiali. Perché sei su dieci non si sono attivati per attuare lavori di ristrutturazione o miglioramento della propria abitazione? Le principali motivazioni riguardano la non necessità di intervento (34%), ma anche l’eccessiva onerosità (24%).

Lavori di ristrutturazione
Lavori di ristrutturazione

Che tipi di interventi sono stati compiuti? Dallo studio Nomisma emerge che il 64% degli interventi siano di natura strutturale (quasi la metà, 49%, per il miglioramento termico dell’edificio e il 30% per le strutture opache della facciata o dei balconi). Il 62% tra coloro che hanno effettuato interventi di ristrutturazione o miglioramento ha eseguito interventi relativi a sanitari e rubinetteria, al terzo posto (61%) l’efficientamento energetico, in particolare la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (40%), di climatizzazione estiva (32%) e l’installazione di pannelli solari/impianti fotovoltaici (22%). Il 43% ha indicato lavori per gli impianti di condizionamento.

La principale motivazione che ha spinto la metà delle persone è stata la volontà di migliorare il comfort abitativo, guidata in particolare dagli incentivi statali. Il costo medio per i soli interventi di efficientamento energetico, come la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o estiva, l’installazione di pannelli fotovoltaici, la ventilazione meccanica controllata e i dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, acqua calda o climatizzazione, è di circa 5.500 euro. Se si aggiungono anche gli interventi strutturali, come il miglioramento termico dell’edificio e rifacimento dei balconi, e gli altri interventi, trattamento delle acque e sistemi antincendio, l’investimento medio sostenuto raggiunge i 13.800 euro, mentre sanitari e rubinetteria registrano un investimento medio di 4.600 euro.

Lavori di riqualificazione
Lavori di riqualificazione

Bonus fiscali

Quasi ua famiglia su due, secondo Nomisma, ha utilizzato alle detrazioni fiscali/bonus per gli interventi che ha dovuto sostenere: il 40% dei romani e il 41% dei milanesi. Di questi, il 40% per accedere agli interventi di riqualificazione energetica, il 37% per ristrutturazioni edilizie e al 21%, il superbonus 110%. Solo il 12% ha scelto il bonus facciate.

Abbastanza scontato che il 51% non avrebbe mai realizzato interventi in assenza di incentivi. Questa tendenza prevale nella popolazione del Nord Ovest e del Centro Italia e nella fascia 55-65 anni. Le performance particolarmente positive del settore edilizio ed idrotermosanitario appaiono dopate dalla presenza dei bonus, che hanno spinto all’attivazione di cantieri e interventi anche famiglie, che viceversa, sarebbero rimaste dormienti. Una situazione che, alla luce dei nuovi decreti, potrebbe non presentarsi altrettanto rosea nel 2023.

A quale professionista affidarsi?

Il professionista cui affidare i lavori viene scelto, in particolare, sulla base della conoscenza pregressa (32%), a cui si unisce la necessità di eseguire con rapidità i lavori pianificati (31%). Un ulteriore elemento è dettato dalla valutazione economica dell’intervento, aspetto particolarmente importante nella zona di Roma (39% vs 30%). La segnalazione da parte di amici e parenti viene presa in considerazione in misura più importante nel Centro e nel Sud Italia.

Le maggiori soddisfazioni da parte dei rispondenti nei confronti dei soggetti coinvolti nella realizzazione degli interventi sono indirizzate al distributore specializzato (79%), anche se coinvolto in misura minore rispetto ad altri professionisti in riferimento ai differenti interventi, seguito dal negozio fai-da-te o grande distribuzione (77%). Una soddisfazione medio-alta si osserva anche nei confronti del muratore e dell’idraulico specializzato (pari merito 76%), a seguire l’architetto (73%). Per cooperative edili, geometri e ingegneri la soddisfazione media oscilla tra il 60% e il 70%.

Case a Milano
Case a Milano

I problemi

Il 21% degli intervistati, però, ha indicato di essere andato incontro a criticità nello svolgimento dei lavori di ristrutturazione o a problematiche che hanno provocato ritardi nella consegna rispetto ai tempi pattuiti. In particolare, le criticità sono state dovute ai ritardi nella consegna dei materiali e nella difficoltà a reperirli (46%) e la mancanza di operai e artigiani per la realizzazione dell’opera (25%).

Queste criticità hanno comportato la permanenza dei pontili a causa del rallentamento o del blocco dei lavori (42% dei casi), l’aumento dei costi di realizzazione in itinere (27%) e un preventivo più alto rispetto alle aspettative (22%).

Previsioni

La ricerca indica un rallentamento dell’euforia da bonus. Solo l’11% degli italiani ha dichiarato che con certezza effettuerà interventi sulla propria abitazione, mentre il 38% è ancora indeciso. Per i prossimi 12 mesi, l’investimento medio per le attività di ristrutturazione e o miglioramento pianificate sarà in media di 15.340 euro per gli interventi strutturali, di 8.170 per quelli di efficientamento energetico. Per tutti gli altri interventi, come rifacimento tetti, impianti antincendio, trattamento delle acque, l’investimento medio per famiglia sarà di 10.465 euro. Considerando invece l’impegno finanziario relativo agli interventi per sanitari e rubinetteria, questo sarà rispettivamente di 5.715 e di 4.670 euro per l’acquisto e l’installazione di impianti di condizionamento.

Ma se nell’immediato futuro non ci fossero gli incentivi, il 57% di coloro che pensano di effettuare degli interventi di efficientamento con ricorso ai bonus non si attiverebbe. Inoltre, l’attuale contesto macroeconomico, in cui l’inflazione e l’aumento del costo del denaro giocano un ruolo, pone un freno all’euforia da investimento sulla propria abitazione. Se si guarda ai prossimi 12 mesi, il 4,7% degli italiani pensa di fare ricorso al superbonus, che si ridurrà dal 110 al 90%. Se prima le famiglie interessate erano 1,8 milioni, ora scendono a 1,2. Ampliando l’orizzonte temporale a oltre i prossimi 12 mesi, le prospettive si fanno meno espansive: le famiglie italiane che pensano all’utilizzo del superbonus 70% sono il 3%, e il 2% se si considera il superbonus al 65%.

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