Era facile prevedere risultati lusinghieri per il settore della distribuzione edile. Ma la crescita media delle prime cento imprese (+40,9%) risulta ancora più positiva. Tutto bene? Sì, se le aziende si stanno preparando al dopo 110%

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Potrebbe sembrare paradossale, ma dopo un anno iper positivo come il 2021 e un altrettanto positivo 2022, che si preannuncia ancora in forte crescita, la riflessione da fare è prepararsi al «dopo 110%». Perché i dati che presentiamo in queste pagine illustrano una eccezionalità che è impensabile possa riproporsi in futuro. 

Ma il tanto fieno in cascina che le imprese hanno accumulato nel 2021, e che stanno accumulando nel 2022, deve servire per impostare scelte strategiche e azioni in grado di migliorare e ottimizzare le performance aziendali che, come vedremo dai dati, sono di molto migliorabili sotto il profilo gestionale e imprenditoriale.  

Se il mercato tira e se tira molto, infatti, il rischio è non vedere i problemi che invece ci sono e che non vanno sottovalutati. In ogni caso, prima di parlare delle cose potenzialmente critiche, vediamo i risultati di questo eccezionale 2021, un anno straordinario nel vero senso etimologico della parola.

La classifica dei primi 100 distributori edili

La classifica dei primi cento distributori edili, per dimensione del fatturato nel 2021, riporta uno scenario molto più positivo di quello che si poteva immaginare dalle prime proiezioni dell’analisi precedente.

Come ogni anno va specificato che la classifica che produciamo in queste pagine deriva dalla disponibilità presso i registri camerali dei bilanci delle aziende, attività che come ogni anno sconta alcuni problemi di raccolta informativa dovuta ai ritardi attraverso i quali sono resi disponibili dalle Camere di Commercio i bilanci delle aziende che hanno depositato i resoconti secondo le scadenze ufficiali.

Questo fatto, oltre ad alcuni ritardi dovuti ad alcune aziende che hanno depositato il bilancio oltre i termini previsti o che lo stanno ancora depositando, porta a non trovare alcuni nomi importanti nella lista, che saranno integrati nella consueta pubblicazione di fine anno sui Bilanci delle costruzioni.

Ma il campione quest’anno, anche rispetto a quello dello scorso anno, è stato integrato da alcune realtà prima non considerate, per il loro ruolo di distributori di materiali edili. Su tutte Idrocentro, azienda che per dimensione del mercato risulta la prima in assoluto nella nostra classifica.

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Incremento del fatturato del 40,9%

Dal punto di vista dell’andamento di mercato, complessivamente le aziende della Top 100 dopo la flessione del 4,0% del 2020 nel 2021 hanno fatto segnare un incremento del fatturato del 40,9%, con il valore aggiunto in aumento del 46,1%, margini operativi lordi in crescita del 90,1% e utili netti del 112,6%, con un valore del Mol (Margine operativo lordo) sul fatturato del 10% e profitti al 5,7% sui ricavi.

Questi dati, forse solo impensabili un anno fa, propongono anche per la prima volta da quando realizziamo queste analisi uno scenario nel quale il 100% delle aziende analizzate ha bilancio in crescita, è in utile e ha indicatori finanziari positivi, segno dell’eccezionalità del momento, che non va assolutamente confusa con una normalità del mercato ancora lontana da venire, ma comunque dietro l’angolo di un settore ancora oggi drogato dall’effetto 110%.

Volume d’affari di 2,86 miliardi di euro

La Top 100 della distribuzione edile nel 2021 ha prodotto complessivamente un volume d’affari di 2,86 miliardi di euro, con un fatturato pari a 2,8 miliardi di euro e utili a 161,2 milioni di euro. In valori assoluti a livello di fatturato è un passaggio da 1,99 miliardi a 2,81, con un incremento netto di 816 milioni di euro.

La dinamica complessiva non si differenzia molto tra le diverse classi di fatturato delle aziende, con le imprese con fatturato inferiore a 15 milioni di euro in aumento del 39,1%, quelle tra 15 e 30 milioni cresciute del 36,5%, quelle tra 30 e 50 milioni di euro in incremento del 44,4%, quelle della classe tra 50 e 100 milioni di euro del 45,1% e quelle oltre i 100 milioni di euro del 43%.

Questi dati altamente positivi portano anche a evidenziare che le letture che gli scorsi anni facevamo relativamente alle diverse performance economiche e finanziarie delle classi di fatturato quest’anno hanno meno ragione di essere, in quanto i dati sono comunque globalmente positivi e indicano performance assolutamente rilevanti.

Ma questa eccezionale crescita comporta un vero e primo grande cambiamento nella classifica della Top 100. Infatti, se a parità di campo di lettura lo scorso anno erano solo otto le imprese con oltre 50 milioni di euro di fatturato, per complessivi 743 milioni di euro, quest’anno questo valore sale a 11 aziende per un totale di 1,21 miliardi di euro.

Se lo scorso anno avevamo contato nella Top 100 solo 12 aziende con fatturato superiore a 30 milioni di euro, quest’anno il valore sale a 19 aziende. Insomma, numeri a dir poco incredibili e dettati dalla straordinarietà di un mercato nel quale il traino del 110% ha fatto sentire tutta la sua forza e la sua dinamicità.

Performance economiche e finanziarie

Molto interessanti sono i valori relativi alle performance non solo economiche, ma anche finanziarie delle aziende Top 100 del mercato. Il Roe (ritorno sul capitale) indica un valore del 16%, contro l’8,8% del 2020, il Ros (profitti rispetto alle vendite) un aumento dal 5,2% del 2020 al 7,9% del 2021 e soprattutto un Roa, il return on asset (utile sul complesso delle attività), che passa dal 4,9% del 2020 all’8,7% del 2021.

Questo indicatore in particolare, spessissimo chiamato a torto Roi (guadagno rispetto agli investimenti), esprime il rendimento lordo dell’intero investimento aziendale (considera, infatti, l’asset pari al totale di bilancio).

Il vero Roi considera invece solo l’investimento caratteristico, quindi non considera gli immobili civili, gli investimenti finanziari (a meno che non siano strategici), la liquidità in eccesso, eccetera. E dunque rispetto al Roi il Roa è a tutti gli effetti l’indicatore più importante di tutti (perfino anche del Roe), perché illustra come funziona il motore della macchina azienda, indipendentemente da chi sia la proprietà.

Facendo un paragone, è come chiunque di noi che salendo su un’auto sia interessato che l’auto funzioni indipendentemente da chi l’auto la possiede, sia esso privato, impresa o noleggiatore. Idem per le aziende.

L’aumento e la soglia raggiunta da questo indicatore mostra un valore decisamente molto positivo, ma legato comunque al momento contingente e dunque da analizzare e affrontare secondo logiche che non possono limitarsi alla brevità della congiuntura positiva attuale, determinata da fattori eccezionali extra normalità del mercato.

Altro indicatore finanziario molto interessante e in forte aumento è il Roa-Rod, che evidenzia se l’azienda è messa in condizione di finanziarsi a debito in modo vantaggioso. Quando questo indicatore è positivo, infatti, vuol dire che il denaro a debito immesso in azienda (Roa) rende più di quello che chiede il finanziatore (Rod, Return on debt). Il valore di questo indicatore nel 2021 è passato al 5,4% rispetto al 2% dello scorso anno.

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Analisi territoriale

Dal punto di vista territoriale la distribuzione del fatturato delle cento imprese selezionate evidenzia come la grande distribuzione edile sia un fatto legato ai grandi mercati che hanno puntato molto sul 110%, il Nord in particolare, con la Lombardia al 23,8% del totale del giro d’affari, seguita dal Piemonte con il 13,5%, dal Trentino Alto Adige con l’11,8% e dal Veneto con l’11,1%.

Complessivamente le aziende della Top 100 con sede principale in una di queste quattro regioni nel 2021 hanno realizzato oltre il 60% del totale del fatturato della classifica. Segue il mercato laziale, con il 9,2% del totale, regione tallonata ancora una volta da altre due regioni del Nord, Friuli Venezia Giulia con l’8% e l’Emilia Romagna con il 6%. Molto interessante il dato calabrese, con il 4% del giro d’affari, segno che alcune grandi realtà distributive trovano luogo anche in regioni dove storicamente la dimensione d’impresa è sempre stata minore rispetto alla media della Top 100.

Analizzando tuttavia i dati relativi alle performance aziendali nelle diverse regioni, per esempio utilizzando il valore degli utili in percentuale sul fatturato, emerge in modo inequivocabile che i modelli distributivi della Top 100 al Nord sono in grado di produrre risultati medi pari al 6,6%-6,7% medio, con punte del 10,1% in Emilia Romagna e dell’8,8% in Piemonte, mentre man mano che si scende verso il sud queste percentuali scendono drasticamente per giungere al 3,5% medio al Sud e 2,3% al Centro, con Toscana e Campania sopra la linea mediana.

Nonostante, quindi, i dati positivi, l’impressione complessiva è che ci sia molto ancora da fare, ci sia molto da lavorare nel segno di una migliore gestione aziendale e una ottimizzazione della capacità delle imprese di produrre utili e non solo fatturato, perché se i ricavi crescono, ma i profitti non aumentano, significa che oltre alle vendite sono aumentati molto anche i costi.

Dunque, paradossalmente, aumenta il fatturato, ma anche i problemi. E molti sono i problemi da risolvere e sui quali il settore deve interrogarsi e, grazie alla congiuntura economica positiva per le costruzioni anche relativamente al 2022, può farlo partendo non da uno scenario di crisi, ma da un sistema che oggi permette di guardare al futuro con maggiore serenità, perlomeno nel brevissimo periodo.

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La classifica

Sul fronte dei risultati delle singole aziende, sono cinque le realtà che nel 2021 hanno superato i 100 milioni di euro di fatturato, e tutte sono società per azioni.

Idrocentro è la prima in classifica con oltre 248 milioni di euro di fatturato, poi a seguire Zanutta, Eternedile, Bauexpert e Orsolini Amedeo.

Dal punto di vista dei risultati di crescita, i leader della Top 100 sono La Viscontea, Centro Edile Franciacorta e Aurora Color che hanno fatto registrare aumenti del fatturato di oltre il 90%, mentre aziende con oltre il 10% di utili sul fatturato sono ben nove: L’Orobica, Sined, Edilravanelli, Cammi Group, Foresti-Distribuzione Laterizi, Centredil, Boscolo Bielo Ivano, Eternedile e Raminelli.

Sono cinque le aziende con Roe superiore al 40%: Margherita, Testa Commerciale, Simei, Bauducco e Giussani Milano, mentre tre imprese presentano un valore del Roa superiore al 20%: Centredil, Edilravanelli e Raminelli.

Sei presentano valori del Ros, il ritorno sulle vendite, superiori al 15%: Sined, L’orobica, Boscolo Bielo Ivano, Edilravanelli, Cammi Group e Centredil, mentre ottimi risultati relativamente alla rotazione del capitale investito li raggiungono Materiali Edili Roman Terzer, Raffaele, Sacchi Vittorino, Cantiani, Bauducco, Edilklima Group, Edil Tosi, Edilia, Colacchio Filippo e Zanutta.

Infine, per quanto riguarda il nuovo indicatore relativo al ciclo commerciale che,
ricordiamo, rappresenta il numero di giorni che passano tra la data di pagamento del fornitore e quella di incasso dal cliente, tenendo anche conto del periodo di giacenza in magazzino, un segnale ottimo se negativo, sono quattro le aziende che raggiungono questo risultato: Margherita, Fratelli Zangrillo Materiali Da Costruzione, Zanetti e Biesse Di Corradini.

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