Biopiscine e biolaghi: un nuovo mercato per una nuova concezione dell’abitare

biopiscine

Che cosa c’entrano le bio piscine e i bio laghi con le rivendite di materiali edili? A prima vista, forse, nulla. Ed è proprio questo il bello.

Per prima cosa, però, facciamo un piccolo passo indietro nel tempo, anche solo di un anno, e ripensiamo alla comune concezione dell’abitare. Confrontiamola, poi, con il dibattito che esiste oggi sull’argomento. La casa, da luogo di ristoro e di passaggio dalla frenesia quotidiana, è stata recentemente definita da alcuni esperti il «luogo del tutto», proprio a causa della pandemia da covid-19 e tutte le conseguenze che quest’ultima ha portato con sé.

Ciò che è emerso con chiarezza è la rinnovata attenzione delle persone verso la natura, che si cerca di portare all’interno delle proprie case attraverso il verde, materiali naturali, ma anche con la ricerca di abitazioni che offrano spazi all’aperto come un balcone, un terrazzo o un giardino. Ma non solo: ora più che mai il green è si è affermato in ogni settore, da quello alimentare alla cosmetica, solo per citarne due tra i più influenzati dalla domanda di prodotti con un’impronta ecosostenibile.

Questa premessa è un invito a guardare con una nuova luce anche un comparto che è sicuramente ancora di nicchia ma che, proprio per questa ragione, ha in serbo un potenziale che se sfruttato sapientemente potrebbe dar vita a risultati sorprendenti.

Biopiscine e biolaghi: cosa sono e come funzionano

Le piscine naturali sono nate dall’ispirazione alla bellezza del nuoto nei laghi montani. In Europa i pionieri del campo sono stati un team di ricercatori austriaci, che negli anni Ottanta sognavano di sostituire le piscine clorizzate con quelle naturali.

Un’idea successivamente accolta per prima dalla Germania e poi negli altri Paesi europei, in particolare del Nord, ma anche negli Stati Uniti dove, però, per lo più il trend è quello delle soluzioni ibride, che per garantire l’igiene dell’acqua utilizzano sostanze chimiche ma anche particolari varietà di piante.

Ma che cosa si intende, nello specifico, con i termini bio piscina e bio lago? Si tratta di bacini realizzati dall’uomo che intendono riprodurre esattamente il contesto di un lago naturale, con acqua «vitale», dunque in grado di auto-purificarsi senza necessità di prodotti chimici. Con alcune differenze: il bio lago riproduce per forma irregolare, materiali e finiture grezze un lago naturale; la bio piscina, invece, è progettata secondo i canoni di design tipici di una vasca tradizionale, ma con sistema di purificazione dell’acqua affidato a sistemi naturali ed eco-sostenibili.

biolago

Secondo alcuni esperti del settore, il termine bio piscine si addice anche a quelle depurate al sale, ovvero con un sistema che si affida all’azione combinata del sale e di un elettrolizzatore (un dispositivo in grado di produrre il cloro dal sale) invece che a quella generata dalle piante acquatiche e i filtri naturali.

La bio piscina comprende due sezioni principali: un’area di balneazione, ideale per nuotare e rinfrescarsi e una zona adiacente, destinata alla fitodepurazione.

La prima parte, che costituisce la piscina vera e propria, è realizzata con fondo di telo impermeabilizzante, come quelli proposti dalle aziende che operano nel settore del lining, ovvero dei rivestimenti, che spesso offrono soluzioni specifiche per le diverse esigenze progettuali.

La seconda, invece, è solitamente meno profonda, ricoperta di ghiaia e destinata a piante acquatiche appositamente selezionate per la rigenerazione e ossigenazione dell’acqua.

Ovvero, per usare il termine specifico, la fitodepurazione, il processo naturale per cui piante acquatiche e substrato naturale attivano una serie di reazioni biologiche e di filtro che purificano naturalmente l’acqua come avviene, per esempio, nei laghi di montagna, rendendola assolutamente salubre anche per la balneazione.

Una pompa fa circolare l’acqua dall’area di rigenerazione alla zona di balneazione, assicurando ossigeno all’intero sistema che può prevedere, in aggiunta, una o più cascatelle per restituire ulteriore ossigenazione e aerazione sulla superficie della bio piscina.

Altri componenti sono gli skimmer, le aperture ai bordi dei bacini che raccolgono le impurità che possono trovarsi sulla superficie dell’acqua, mentre filtri naturali come la ghiaia completano il sistema depurativo. Grazie a una piccola pompa di circolazione, l’acqua introdotta nella parte alta del filtro ricade verso il basso passando attraverso lo strato di sabbia. Qui rilascia tutte le impurità e arriva al sistema di drenaggio posto alla base del filtro per poi tornare in vasca, pulita e sanificata.

Nelle piscine naturali in cui il sale è l’elemento purificatore, invece, si ha un unico bacino come nelle piscine depurate al cloro, e il processo, appunto, è dovuto al potere disinfettante del sale e all’azione di un elettrolizzatore, e dove un basso grado di salinità è sufficiente per ottenere acqua pura.

I vantaggi delle biopiscine 

Sebbene le bio piscine siano ancora una minoranza sul totale dei bacini artificiali da balneazione, c’è un crescente interesse per queste soluzioni ecocompatibili, proprio perché vanno incontro alle più attuali esigenze.

Da una parte, la salute di chi ne usufruisce, grazie alla possibilità di rinfrescarsi in acque prive di sostanze che possono essere anche molto dannose per la pelle e le vie respiratorie (il cloro), ma anche di vivere un’esperienza a più stretto contatto con la natura, con tutti i benefici che ciò comporta a livello di benessere psico-fisico.

Dall’altra parte, trattandosi di una soluzione naturale, l’impatto con l’ambiente è mitigato  sicuramente dall’assenza delle sostanze chimiche, anzi: i bio laghi e le bio piscine, grazie alla creazione della vasca dedicata al filtraggio per fitodepurazione, creano un piccolo ambiente adatto a ospitare la biodiversità.

In un mondo sempre più minacciato dalla scomparsa di numerose specie animali e vegetali, la biodiversità appunto, queste soluzioni possono dare un contributo positivo. Inoltre, è anche possibile riconvertire le piscine tradizionali in piscine naturali aggiungendo gli elementi di cui abbiamo parlato e che caratterizzano propriamente le bio piscine.

Meglio affidarsi a professionisti specializzati

Le bio piscine e i bio laghi si adattano a contesti residenziali privati, con una miriade di possibilità: da aziende specializzate nella fornitura di apposite soluzioni fino in alcuni casi al fai-da-te, anche se sicuramente per avere i migliori risultati è necessario affidarsi a professionisti specializzati nel campo, che abbiano una adeguata conoscenza del funzionamento degli impianti, delle piante da utilizzare che meglio si inseriscono nel contesto naturale del luogo del progetto e capacità progettuali.

Non a caso alcuni studi di progettazione architettonica e paesaggistica hanno contribuito a importanti progetti di rigenerazione urbana che ruotano intorno alla decontaminazione e recupero delle acque fluviali.

Insomma, nei prossimi mesi e anni potremo constatare se il tema delle bio piscine e dei bio laghi assumerà l’aspetto e il peso di un vero e proprio oceano blu. Anche per i rivenditori di materiali edili.

Rigenerazione urbana con le biopiscine

Rendere balneabili alcune parti dei grandi centri urbani, spesso sempre più in balia degli effetti dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici e, al tempo stesso, renderli più vivibili e salubri per la cittadinanza. È una strategia sempre più comune anche nelle grandi capitali, europee e non solo.

Un esempio è il progetto Flussbad Berlin, che prevede la trasformazione di una sezione del canale inutilizzato del fiume Sprea, lo Spreekanal, in una piscina balneabile a cielo aperto di circa 850 metri, la cui inaugurazione è prevista per il 2023.

A Londra, invece, un progetto artistico sviluppato dalla slovena Marjetica Potrč e dagli architetti olandesi Eva Pfannes e Sylvain Hartenber dello studio Ooze, chiamato Of Soil and Water, ha previsto la creazione di una piscina naturale aperta all’interno un progetto per la riconversione dell’area dietro la stazione di King’s Cross, oggetto di una riqualificazione totale.

Un altro sguardo sul tema ci porta oltre oceano, per la precisione a Manhattan, New York, dove dal 2015 con il progetto +Pool è stata realizzata una piscina sospesa sulle acque dell’East River, lo stretto che separa Long Island dall’isola di Manhattan e dal Bronx.  L’acqua, opportunamente filtrata, è utilizzata per la zona di balneazione e poi rilasciata nel fiume già trattata: la piscina galleggiante ha l’ambizioso obiettivo di filtrare le acque dello stretto, notoriamente tossiche e inadatte al nuoto. Si stima che la piscina riesca a immettere almeno 1,9 milioni di litri di acqua purificata al giorno all’interno del canale.

Salvaguardia e la salute degli ecosistemi naturali

La biodiversità svolge un ruolo vitale nel fornire alle persone cibo, acqua dolce e aria pulita. È importante per il mantenimento dell’equilibrio della natura e imprescindibile per l’ambiente e per la lotta ai cambiamenti climatici. Ma non solo: è anche essenziale per la nostra salute e per la prevenzione della diffusione delle malattie infettive. Un’esigenza oggi particolarmente sentita dagli utenti che sono sempre più interessati a concretizzare questo cambiamento nella loro vita di tutti i giorni.

La biodiversità è anche legata a doppio filo al benessere economico. Secondo il World Economic Forum, quasi la metà del Pil globale, circa 40 mila miliardi di euro, dipende primariamente dall’ambiente e dalle sue risorse: tutti i settori più importanti, incluso quello dell’edilizia, ne dipendono in larga misura e generano 7.300 miliardi di euro per l’economia globale.

Gli esperti della Fondazione stimano che la salvaguardia e la salute degli ecosistemi naturali sia anche un fattore determinante per la ripresa dalla crisi covid-19. Per questi motivi, anche l’Unione Europea ha adottato nel maggio 2020 una propria proposta di strategia sulla biodiversità per il 2030, che si fonda su alcuni pilastri, tra cui la creazione di zone protette dedicate alla natura, il ripristino degli ecosistemi degradati attraverso una serie di impegni e misure specifici, lo stanziamento di 20 miliardi di euro l’anno per la promozione della biodiversità tramite i fondi della Ue e finanziamenti nazionali e privati.

Ultimo, ma non per importanza, la creazione di un quadro globale ambizioso per la biodiversità, per dare un esempio di virtuosità a livello mondiale.

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