Bilancio Sostenibile per Cap, che gestisce l’acqua di Milano

La fontana davanti al Castello Sforzesco di Milano
La fontana davanti al Castello Sforzesco di Milano

Gestire il consumo di acqua può essere remunerativo. Anche se, poi, gli utili che ne derivano sono in parte reinvestiti in altre attività. È quanto si deduce dal Bilancio di Sostenibilità presentato dalla società che gestisce i servizi idrici di Milano e dintorni, il Gruppo Cap.

La società ha annunciato oltre 95 milioni di euro di investimenti in infrastrutture, 10 milioni in più rispetto al 2107, che hanno generato un valore economico di oltre 259 milioni di euro distribuito agli stakeholder, il 10% rispetto all’anno precedente (235 milioni). 

“Fare impresa in maniera sostenibile significa per Gruppo Cap condividere con il territorio e gli stakeholder il valore prodotto grazie alla propria attività industriale”, spiega Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo Cap. “Un approccio che ha caratterizzato tutti i 90 anni di storia dell’azienda, che fa leva sulla sensibilità per anticipare i bisogni delle persone e aumentare il benessere e la fiducia sul territorio, sulla resilienza negli asset, nella governance e nella gestione, per proteggere un bene essenziale per la vita come l’acqua, e sull’innovazione nel mercato, anticipando le regole e alimentando la nostra capacità di fare rete”.

Con il 2018 il bilancio di sostenibilità integra il consuntivo ambientale e adotta una nuova impostazione dei contenuti che. Diversamente dalla classica suddivisione per stakeholder, cioè per le parti interessate, si focalizza su un nuovo approccio strategico alla sostenibilità, declinata su tre pilastri: sensibili, resilienti e innovatori, che vanno a descrivere le rispettive aree di intervento, per rispondere concretamente alle sfide di sostenibilità attuali e future, suddivise a loro volta in nove aree di impatto e di interesse per il Gruppo.

Oltre all’attenzione per il coinvolgimento dei dipendenti, la sostenibilità è stata applicata anche alle dinamiche di selezione dei fornitori. Con il criterio del Vendor Rating è stato introdotto nelle procedure di gara, accanto al criterio di valutazione economica, un meccanismo premiante legato alla presenza di certificazioni ambientali e sociali e ai temi della sicurezza sul lavoro.

Cap è anche la prima azienda in Italia ad aver adottato il Water Safety Plan (WSP), il Piano per la sicurezza dell’Acqua, con il presidio a sette nuovi sistemi acquedottistici della Città metropolitana e a inaugurare l’implementazione del WSP nelle scuole. Cosa che ha permesso nel corso dell’anno di razionalizzare i controlli sempre più mirati nell’indagare parametri specifici, attraverso 25.866 prelievi effettuati.

Navigli a Milano
Navigli a Milano

Tra le priorità, ancora, c’è l’impegno a ridurre le perdite idriche al minimo, attraverso un attento processo di monitoraggio della rete. Nel corso del 2018 sono stati sottoposti a controllo 2.056 km di rete acquedottistica, quasi il doppio rispetto all’anno precedente (1.287 km), consentendo l’individuazione di oltre 450 perdite occulte. Cosa che ha permesso tra il 2017 e il 2018 di ridurre i volumi di acqua sollevati, risultato possibile anche grazie a un consumo maggiormente responsabile da parte degli utenti (260.691.415 m³ di acqua prelevata nel 2018 contro i 278.659.455 del 2017). 

L’azienda, inoltre, autoproduce 4.564.839 kwh di energia grazie agli impianti di biogas presenti nelle sedi di depurazione di Bresso, Peschiera Borromeo, Robecco sul Naviglio e dal 2018 di Sesto San Giovanni. L’energia prodotta è destinata al funzionamento delle macchine presenti negli impianti, mentre il calore è impiegato nel processo di digestione anaerobica dei fanghi. Ed è proprio sul fronte dei fanghi di scarto che si gioca una delle più importanti sfide in ottica di economia circolare. Biometano e fertilizzanti e altri sottoprodotti ad alto valore aggiunto come cellulosa, pannelli bio-edilizia, fosforo, bioplastiche, proteine, sono le nuove risorse nate dal processo di riconversione circolare. Grazie ai progetti di circular economy, il recupero rifiuti si attesta intorno al 72,2%.

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