Fi-Ve acquista da BASF lo stabilimento italiano di Styrodur®

Fi-Ve ha acquistato da BASF lo stabilimento di Bibbiano per la produzione Styrodur®: Luciano Mazzer, presidente Presidente Fi-Ve e Iwis Holding racconta tutti i perché dell’operazione

Domanda. Fi-Ve ha acquisito da BASF lo stabilimento di Bibbiano per la produzione di Styrodur®. Qual è il motivo di questa scelta?

Risposta. È un’opportunità che si è presentata proprio nel momento in cui stiamo spingendo la nostra presenza sul mercato dell’isolamento termico. L’abbiamo colta e la BASF ha individuato nel nostro Gruppo le caratteristiche di serietà e lucidità aziendale in grado di sviluppare il brand Styrodur®. Per questo l’accordo prevede la licenza d’uso del marchio Styrodur® in Italia e altri due Paesi europei. Per noi significa riposizionarci raggiungendo una quota importante del mercato degli isolanti termici.

D. Perché considerate importanti le caratteristiche di questo materiale?

R. Styrodur® ha oltre 50 anni d’esperienza in questo mercato, ha quindi accumulato esperienze applicative come pochi altri prodotti e ha la caratteristica distintiva di seguire un rigidissimo disciplinare di produzione. Viene fabbricato con materiali vergini prodotti dalla BASF Se di Ludwigshafen.

D. Come pensate di valorizzare il prodotto sul mercato italiano?

R. Quando ero piccolo, e avevo 30 anni, ero io che andavo a proporre i nostri prodotti innovativi ai progettisti e ho imparato bene ciò che il mondo dell’edilizia richiede: sicurezza, stabilità, rispondenza e durata per decenni. Una conoscenza, questa, dalle fondamenta solide, che ci ha consentito di sviluppare modelli di vendita basati sulla risposta puntuale ad esigenze precise che devono tener conto anche delle contingenze economiche del momento. Il successo di alcuni nostri marchi come Tegola Canadese deriva proprio da questa conoscenza. Prodotti che non esistevano nel nostro Paese ma che rispondevano a nuove esigenze strutturali ed estetiche di un’Italia che cambiava. Perciò crediamo che, con questa nostra capacità di dialogare con il mercato, le caratteristiche di Styrodur® troveranno sempre più campi di applicazione.

D. Qual è il valore finanziario dell’operazione?

R. È difficile dare dati puntuali, non per reticenza, anche se esistono patti di riservatezza che regolano operazioni come queste, ma le posso dire che mettendo insieme ciò che riguarda le risorse umane, la valorizzazione delle competenze dell’organizzazione commerciale e la rimessa in pista dell’area marketing sia su carta che digitale, oltre agli investimenti in comunicazione, l’operazione BASF-Styrodur® ha richiesto investimenti ingenti.

D. Pensate di apportare cambiamenti nell’organizzazione della fabbrica?

R. La forza delle nostre aziende è la “lean organization” (l’organizzazione snella) che è il nostro modello di “lean manufacturing”, un modello che comprende le risorse specifiche di produzione e marketing, ma che mette in campo sinergie significative con tutte le altre aziende del Gruppo Fi-Ve e della Holding Iwis. Pertanto sarà questa la fase cruciale delle attività prossime che riguardano la produttività: la capacità di collegarsi in un sistema di decisioni rapide e integrate.

Luciano Mazzer, Iwis (Fi-Ve)
Luciano Mazzer, Iwis (Fi-Ve)

D. Il prodotto si integra con le caratteristiche del vostro gruppo?

R. Come dicevo prima, Styrodur® è il miglior prodotto nel suo campo specifico che, inserito all’interno della nostra offerta complessiva, vedrà aumentare le sue potenzialità di mercato. La nostra forza sta proprio in questa qualità di servizio: sappiamo bene che il progettista è interessato non al prodotto in sé, ma al raggiungimento degli obiettivi di funzione che si è prefissato, senza incidere troppo sui costi e senza difficoltà in fase di applicazione. Con la nostra famiglia di prodotti, che ora comprende anche Styrodur®, siamo in grado di completare l’idea progettuale scegliendo i prodotti adatti a ogni tipologia di progetto. Sono tanti i marchi conosciuti del Gruppo e tutti sono “Premium” del settore.

D. Per quale motivo avete deciso di investire nonostante continui la crisi del mercato edile?

R. Il mercato italiano dell’edilizia dal 2007 al 2014 ha subìto un drastica flessione, forse più del 50%. Resistere a un crollo di siffatte proporzioni è stata molto dura e lo si è potuto fare solo grazie a una struttura aziendale reticolare distribuita a livello europeo e con una capillarità commerciale globale. Siamo convinti che nei prossimi anni si potrà ancora crescere grazie alle nuove tecnologie e alla ricerca dell’impatto zero anche dal punto di vista energetico nelle abitazioni.

D. Fi-Ve è controllata da Iwis, holding italiana che raggruppa diverse aziende nel mercato dei prodotti per l’edilizia. Non è la prima acquisizione che avete fatto: può riepilogare le puntate precedenti?

R. Ritornando a quanto ho detto all’inizio dell’intervista, sulla nostra decisione di impegnarci a fondo nel settore dell’isolamento è di due anni fa l’acquisizione di Fibrotermica – specializzata nell’isolamento termoacustico con stabilimenti in Italia, Grecia ed Ungheria – e di Venest – con stabilimenti in Italia, azienda pioniera e specializzata nella produzione di pannelli isolanti in Xps e poliuretano. Queste sono solo le ultime puntate di un percorso strategico per diventare sempre più i fornitori completi in questo campo e nell’edilizia in generale. Oggi, chi si rivolge a noi, trova tutti i tipi di isolanti termici per isolare, dalle fondazioni al tetto. La nostra competenza sta nella soluzione tecnica da consigliare al cliente.

D. Quanto conta l’investimento in nuovi materiali in previsione del futuro?

R. Per aziende come le nostre l’innovazione è una costante imprescindibile, pena perdita di competitività e il ritrovarsi con quote di mercato marginali. Nei prossimi anni ci sarà sempre più attenzione al benessere delle persone e dell’ambiente, con particolare riferimento alla riqualificazione dell’ambiente urbano; su questo noi saremo uno dei player rilevanti, per questo abbiamo investito molto in ricerca. Non solo in materiali, ma in conoscenza, in competenza e con risorse umane adeguate.

D. Da tempo l’attenzione è concentrata sull’impatto ambientale dell’industria dei materiali. Come si confronta questa operazione con le esigenze di sostenibilità?

R. Oggi fare impresa implica molte complessità, siamo consapevoli che un’organizzazione deve essere responsabile e rendere conto dei propri impatti sulla società, sull’economia e sull’ambiente. Per questo la valutazione dell’impatto produttivo e l’uso dei materiali va controbilanciato dai risparmi ambientali che si ottengono da corrette attuazioni di specifiche di isolamento e di risparmio energetico. Styrodur® ad esempio è un materiale totalmente eco-sostenibile certificato dal marchio di ecoefficienza riconosciuto dal TÜV (Technischer Überwchung – Verein Associazione per la sorveglianza tecnica). Abitazioni a impatto energetico zero non sono più speranze ma sono già la realtà e a questo punto chiediamo anche alla politica di essere parte attiva in questo percorso: gli incentivi sono motori formidabili di accelerazione della cultura del risparmio energetico, ma sono necessarie scelte e indirizzi economici che diano priorità al miglioramento del parco dell’edilizia urbana. Al raggiungimento di questo grande obiettivo possono e devono dare il loro contributo le università e gli istituti di ricerca nazionali.

Luciano Mazzer, Iwis (Fi-Ve)
Luciano Mazzer, Iwis (Fi-Ve)

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