Delrio tra riforma degli appalti e sforbiciata alle opere

L’ex ministro alle Infrastrutture, che passava i week end nella casa di un imprenditore a cui lo Stato affidava appalti sospetti, deve rimpiangere la sua imprudenza. Forse non avrà commesso reato, ma di sicuro la sua way of life non sembra immacolata e, in una posizione in cui la cristallinità è (o, meglio, dovrebbe essere) tutto, frequentazioni torbide sono poco lungimiranti, se non esiziali. Ma Maurizio Lupi deve rammaricarsi anche per un altro motivo: davanti a sé aveva impegni capaci di dare una svolta all’Italia, traguardi da affrontare con coraggio e che, dal punto di vista politico, avrebbero aumentato il suo peso negli anni a venire. La palla passa, ora, all’ex sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Graziano Delrio. Vedremo che cosa l’ex sindaco di Reggio Emilia saprà fare in uno dei punti nevralgici dello Stato e dell’economia italiana. Vale la pena di elencare gli ostacoli che il neo ministro dovrà superare. Il primo è il nuovo Codice degli appalti, fermo al Senato: materia molle come una medusa, sfuggente come un’anguilla e, per rimanere in tema, pericolosa come uno squalo. Infatti, finora i propositi di riforma sono rimasti in alto mare. Non solo: al primo consiglio dei ministri Delrio dovrà portare il nuovo Allegato infrastrutture al Def, cioè il programma dei grandi lavori pubblici per i prossimi tre anni. Per risparmiare ed evitare l’aumento dell’Iva dal 2016 è prevista una sostanziosa riduzione delle opere prioritarie. Già, ma quali? È facile immaginare le pressioni, raccomandazioni e suggerimenti che in questi giorni Delrio starà affrontando: una lista di 25 progetti sui 419 (201 deliberati dal Cipe) tra quelli in programma. Decidere una sforbiciata di opere, oltre che sollevare presumibilmente le proteste delle imprese, vuol dire compiere scelte dolorose e, probabilmente, per forza di cose ingiuste. Sul tavolo ci sono, poi, la riforma della legge obiettivo, la Struttura tecnica di missione (quella finora diretta da Ercole Incalza, ora agli arresti), e il Regolamento edilizio unico che, incredibilmente (è ironico), dovrebbe dare a tutta Italia le stesse norme. Tutte faccende, beninteso, che sono state preparate da Lupi in questi mesi, il quale non può che mangiarsi le mani per il destino cinico e baro che lo ha indotto a passare il testimone. Ma chi è causa del suo mal…

Graziano Delrio quando era sindaco di Reggio Emilia
Graziano Delrio quando era sindaco di Reggio Emilia

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