Bufera sulla norma per costruire stadi

È polemica sulla legge per gli stadi. L’emendamento alla legge di stabilità che dovrebbe favorire nuove costruzioni sportive da parte dei privati, la sburocratizzazione delle pratiche per la realizzazione di nuovi impianti e l’apertura all’interno degli impianti di spazi commerciali, si è scatenata una propria bufera. Il Pd, insieme a Sel, Verdi, M5S e a esponenti della Lega è insorto contro il rischio di speculazione edilizia, costringendo l’esecutivo a un dietrofront parziale. Sulla norma «è in corso una riflessione molto seria», ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini. Secondo viceministro all’Economia, Stefano Fassina, l’emendamento potrebbe addirittura saltare e non essere affatto presentato. In realtà, il governo cerca una mediazione, eliminando la possibilità di costruire insediamenti «anche non contigui agli impianti sportivi». Gli impianti sportivi italiani «non sono adeguati alle manifestazioni che ospitano e spesso rispondono a concezioni oramai superate o versano in stati manutentivi precari: ciò rappresenta sicuramente un problema se si considera tra l’altro che la proprietà di tali strutture è nella quasi totalità dei casi di soggetti pubblici che attualmente incontrano notevoli difficoltà finanziarie», denunciano invece Assoimmobiliare e Aici, le due associazioni del mondo immobiliare, per le quali Destinazione Sport rappresenta una «opportunità per il Paese, soprattutto alla luce della candidatura italiana ad ospitare i Giochi Olimpici del 2014, oltre al prossimo Expo 2015». 

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