Knauf: la direttiva Ue sull’efficienza energetica è un’opportunità

Paolo Curati

L’Unione Europea ha, come noto, raggiunto un accordo che riguarda l’efficienza energetica. La direttiva stabilisce un target di efficienza energetica del 32,5% entro il 2030, e un sub-target di risparmio obbligatorio dell’energia venduta ai consumatori finali dello 0,8% annuo. Inoltre, introduce nel sistema normativo europeo il principio Efficiency First.

«L’accordo raggiunto a Bruxelles dopo mesi di lunghi negoziati tra i vari paesi membri è un passo nella giusta direzione», ha commentato Paolo Curati, managing director di Knauf Insulation Italia. «Sarebbe stato auspicabile raggiungere un accordo ancora più ambizioso e allineato agli obiettivi di Parigi, ma considerate le condizioni e le posizioni di alcuni stati membri dobbiamo essere soddisfatti. Il nuovo governo italiano, insieme al nuovo governo spagnolo, ha giocato un ruolo decisivo per sbloccare i negoziati dimostrando che l’efficienza energetica è un pilastro della politica energetica italiana».

Knauf Insulation, al pari di un diffuso sistema eterogeneo di imprese, ritiene l’efficienza energetica, ed in particolare la riqualificazione profonda del parco immobiliare italiano, una grande opportunità di crescita economica e di creazione di posti di lavoro non delocalizzabili. Le posizioni di Knauf Insulation sul tema erano già state presentate al Festival dell’Energia 2018, che si è tenuto pochi giorni fa nelle location di Roma e Milano. Al Festival, occasione di incontro, confronto e dibattito fra i principali stakeholders del settore, Knauf Insulation ha sottolineato l’importanza e la necessità di impostare politiche serie ed ambiziose per sostenere il mercato dell’efficienza energetica e ne ha evidenziato le ricadute in termini economici, sociali ed ambientali.

«Crediamo che sia del tutto evidente l’utilità trasversale dell’efficienza energetica in termini di competitività, miglioramento significativo della qualità dell’ambiente, sicurezza degli approvvigionamenti e sviluppo tecnologico ed infrastrutturale del Paese», aveva spiegato Curati nel suo intervento di apertura dei lavori. «Dai dati ufficiali dell’Enea sappiamo che l’Italia ha un’intensità energetica inferiore alla media dei Paesi Ue, ma  è dovuta sostanzialmente al netto miglioramento del settore industria mentre ancora tanto si può fare per ridurre l’intensità energetica nel settore dell’edilizia residenziale».

I contratti di rendimento energetico

Nei prossimi mesi l’agenda europea prevede l’inizio del processo legislativo per il piano finanziario europeo 2020-2027. «È fondamentale che sia affrontato il tema del finanziamento della riqualificazione energetica attraverso una pianificazione strategica dei fondi europei per il periodo 2020–2027 e attraverso la promozione di modelli di finanziamento innovativi come i contratti di rendimento energetico per l’isolamento delle facciate degli edifici pubblici ​e dei condomini privati, che potenzialmente potrebbero ridurre a zero gli investimenti iniziali per interventi di efficientamento degli edifici», chiosa Curati.

Secondo la guida operativa di Eurostat per la contabilità pubblica dei contratti di rendimento energetico, sarà possibile, da ora in avanti, contabilizzare off-balance-sheet gli interventi di riqualificazione energetica realizzati attraverso contratti di rendimento energetico negli edifici pubblici. «Fare efficienza non significa creare debito pubblico, ma fare investimenti che si ripagano attraverso i risparmi conseguiti. Con le nuove regole di contabilità pubblica per i contratti di rendimento energetico, le autorità pubbliche hanno finalmente la possibilità di intervenire sul parco immobiliare di proprietà senza le limitazioni definite dal patto di stabilità. Ci aspettiamo una crescita significativa degli interventi di efficientamento nel settore pubblico e ci auguriamo che iniziative simili possano proliferare nei prossimi anni», ha concluso Paolo Curati.

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