Noleggio macchine e attrezzature per l’edilizia: trend e scenari di mercato in Italia

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L’Italia si allinea al trend degli altri Paesi sviluppati. E gli operatori di edilizia e costruzioni aumentano il ricorso al noleggio di macchine e attrezzature. Così ora sono salite a 1.500 le imprese che noleggiano gru e mezzi per movimento terra dedicati ad agricoltura e cantieri.

Macchine e attrezzature: noleggio o proprietà?

Un tempo le imprese di costruzione erano soggetti che potevano essere misurati, in termini competitivi, non solo per la dimensione dell’impresa e dal numero di lavori in cantiere, ma anche e soprattutto per la dotazione di macchine e attrezzature. Qualsiasi manuale di gestione di impresa insegnava che una buona dotazione di macchine e attrezzature garantiva la capacità di far fronte alla domanda e di poter affrontare le sfide del mercato.

Inoltre, macchine e attrezzature hanno sempre rappresentato una voce importante nel bilancio aziendale, in rapporto agli investimenti e alla stessa patrimonializzazione dell’impresa. Non c’era impresa che non avesse proprie gru, ponteggi, mezzi per il sollevamento o per il movimento terra.

Oggi con la crisi e con il passaggio dall’economia lineare all’economia circolare, con l’avvento della produzione snella e con la necessaria ottimizzazione delle leve strategiche aziendali in rapporto all’equilibrio di bilancio, da molti anni, ma con nuovo vigore negli anni più recenti, si sta affermando sempre più anche in Italia il mercato del noleggio di macchine e attrezzature per l’edilizia.

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Assodimi e Assonolo: le associazioni del noleggio

Quello del noleggio è un mercato che in altri Paesi europei rappresenta da decenni lo standard operativo per le imprese, mentre in Italia è solo da circa 25 anni che ha iniziato a svilupparsi, grazie anche all’azione lungimirante e di forte promozione che hanno fatto, dalla loro nascita, Assodimi e Assonolo, le due associazioni legate ai produttori e ai noleggiatori di macchine e attrezzature per l’edilizia.

Ogni anno le due associazioni promuovono studi e analisi sul settore, con l’obiettivo di favorire la conoscenza e promuovere le attività di noleggio, nonché corsi di formazione sul noleggio e sul sistema di garanzie e servizi. Perché il noleggio prima di tutto è un sistema di servizi, un sistema che necessita di grandi risorse finanziarie per l’acquisto e la gestione del parco macchine, ma che ha anche bisogno di competenze specifiche, diverse da quelle della vendita.

Il noleggio per edilizia in Italia

La rete italiana del noleggio si è sviluppata negli anni a partire dalle strutture di vendita, che hanno iniziato nella maggior parte dei casi ad aprirsi al noleggio, per poi in alcuni casi trasformarsi in noleggiatori puri.

Ma è interessante notare che nel mercato si stanno affermando sempre più i noleggiatori puri, ovvero società specializzate in questa sola attività, analogamente a quanto avviene nel mercato delle auto. È una trasformazione in atto e che in alcuni casi sta anche trasformando alcune aziende di noleggio di macchine e attrezzature per edilizia in imprese generaliste, capaci di noleggiare anche altre tipologie di beni, fino al noleggio per privati di piccole macchine, attrezzature di vario tipo, comprese quelle per il tempo libero.

Il tema in questo caso non è tanto che cosa si noleggia, ma come. L’attività di noleggio, infatti, è un servizio specializzato che oggi in Italia conta poco più di 4.800 aziende, di cui oltre la metà nel comparto del noleggio di container alloggio, attrezzature di sollevamento e movimentazione senza operatore (noleggio a freddo).

Circa 1.500 imprese noleggiano macchine e attrezzature per agricoltura e lavori edili, tra cui rientra tutto il settore del movimento terra, e 800 aziende propongono invece noleggio con operatore (renting a caldo). Il 24% delle imprese si trova localizzato nel Nord Ovest (14% in Lombardia), il 18% nel Nord Est, il 24% nel Centro e il restante 34% nel Sud e nelle Isole.

Che il noleggio sia una attività in crescita lo testimonia anche il numero di aziende presenti, che rispetto al 2016 contano attualmente quasi cento aziende in più, ma ben 700 nel confronto tra 2011 e 2016. L’unico comparto in diminuzione nell’ultimo quinquennio è quello delle gru ed attrezzature con operatore. Il settore nel 2016 impiegava complessivamente 17 mila addetti, quasi 3.500 in più rispetto al 2011 (+25%). Mentre il comparto del noleggio con operatore ha ridimensionato la struttura occupazionale, nei container alloggio, sollevamento e movimentazione la crescita è stata di 3.700 addetti (+71%).

Questi numeri evidenziano già come il mercato delle costruzioni e dei relativi servizi di noleggio si sia modificato dalla crisi in poi e abbia oggi più esigenze specializzate nella logistica e nei sistemi di supporto al cantiere, piuttosto che nelle attrezzature tipiche.

Anche in questo settore è presente la frammentazione imprenditoriale tipicamente italiana. Meno di un’impresa su dieci è strutturata con dieci addetti e oltre, sei su dieci hanno un solo dipendente, con una distribuzione pressoché trasversale a tutti i comparti. Dal punto di vista delle tipologie di impresa, il noleggio evidenzia una forte presenza di società di capitali, elemento direttamente collegato alle necessità finanziarie e organizzative del settore del noleggio.

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Dati economici del mercato del noleggio in Italia

Dal punto di vista degli andamenti di mercato, a partire dal 2014 il noleggio ha ripreso a crescere, dopo una diminuzione rilevante dovuta alla crisi, alla riduzione della spesa in mercati strategici, come quello delle costruzioni, che prima della crisi rappresentava uno dei mercati principali e che oggi ha ridotto leggermente la sua importanza in alcuni settori,
mantenendola in altri. Questo cambio di mercato post-crisi evidenzia che il noleggio di macchine e attrezzature sta cambiando, ampliando i bacini di riferimento, con conseguente miglioramento sotto il profilo delle performance economiche del settore.
Complessivamente il settore produce un giro d’affari di circa 1,5 miliardi di euro nel 2017, con una crescita attesa a 1,56 miliardi nel 2018. Secondo le stime elaborate sulla base dei dati macroeconomici e delle proiezioni riferite alle indagini di settore specifiche contenute nell’Osservatorio Assodimi/Assonolo, il settore del noleggio di macchine e attrezzature in Italia presenta una potenzialità di crescita annua valutata nell’ordine del 3,2%, in linea con la dinamica positiva degli ultimi due anni.

Le analisi evidenziano che il noleggio ha incrementato significativamente negli ultimi anni il peso del suo ruolo sull’economia, arrivando a valere in millesimi lo 0,87% del Pil, un valore in aumento, con un peso percentuale in crescita rispetto agli investimenti in costruzioni, dallo 0,9 del 2012 all’1,14 atteso per il 2018, e con una percentuale in crescita sul complesso del giro d’affari della filiera dell’edilizia.

Un indicatore strategico è quello relativo alla spesa media pro capite italiana, che per le attività di noleggio nei settori di riferimento Assodimi e Assonolo è stimata per il 2016 pari a 23,6 euro, in crescita rispetto agli anni precedenti (era 22,2 euro nel 2014). È un segnale importante ed un indicatore che evidenzia un costante aumento della capacità di penetrazione del noleggio non solo nei settori di riferimento ma anche nell’economia complessiva.

L’analisi dei bilanci, anche in questo settore vera cartina di tornasole del comparto, evidenzia che nel 2016 metà delle aziende ha aumentato il fatturato, in media del +8,7% e circa l’80% ha realizzato utili netti superiori al 4% dei ricavi (erano al 2,7% nel 2015). Più della metà delle aziende presenta livelli buoni o ottimi di redditività, indipendenza finanziaria e solvibilità (liquidità a breve) e in sintesi il comparto è, a differenza di altri del settore delle costruzioni, un comparto in buona salute. I valori medi dei parametri di redditività sono migliori per il noleggio di macchine ed attrezzature, comparto che registra un incremento medio del fatturato consistente (+9,9%), mentre per il noleggio di gru ed attrezzature con operatore si può parlare più di stabilità che di crescita del mercato. Le imprese con più di 5 milioni di euro di fatturato (7% del totale delle imprese, 72% del fatturato complessivo prodotto) hanno evidenziato incrementi consistenti nel giro d’affari, con dinamiche a doppia cifra. Più in difficoltà appaiono invece le piccole (due terzi delle imprese, 8% del fatturato di sistema), segno che in questo settore la dimensione aziendale è un fattore strategico e importante per la competitività e la redditività.

Dal punto di vista territoriale due terzi del fatturato complessivo delle aziende del noleggio sono prodotti nel Nord Ovest (naturalmente la quota fa riferimento alla localizzazione della sede legale dell’azienda, non alle quote di fatturato prodotte effettivamente nelle differenti realtà territoriali) ma il campione di analisi Assodimi/Assonolo è abbastanza equilibrato a livello ripartizionale, e ciò può indicare una maggiore capacità delle aziende del Nord di aggredire anche gli altri mercati regionali, oltre chiaramente ad una maggiore dinamicità economica del Settentrione.

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Scenari del mercato del noleggio per edilizia in Italia

In sintesi, il mercato del noleggio di macchine e attrezzature per edilizia è fortemente dinamico, dove la competizione è molto elevata ma dove la dimensione di impresa unita alla capillarità e territorialità costituisce un fattore strategico per la redditività e dunque
per il successo delle imprese.

Il noleggio ha ampi margini di sviluppo in Italia e siamo solo all’inizio di una crescita che se si allineerà ai dati medi di utilizzo degli altri Paesi europei, potrebbe nell’arco dei prossimi anni avere sviluppi notevoli. L’edilizia ha sempre più bisogno di servizi efficienti a supporto. Se l’identità delle imprese di costruzione si calcolasse sull’operatività effettiva e non sulla struttura patrimoniale e operativa, allora forse uno slogan efficace per raccontare il vero passaggio ad una logica di Edilizia 4.0 potrebbe essere «noleggio, dunque sono».

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